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Ponte Casalmaggiore, due
aziende chiedono di accedere
agli atti. Ricorso in vista?

Staremo a vedere, ma il fiato resta intanto sospeso e così sarà fino al 15 novembre, giorno in cui scade il termine per la presentazione del ricorso stesso, 35 giorni dopo la comunicazione della graduatoria e l’assegnazione in via provvisoria.

Casalmaggiore, Colorno e tutti i comuni collegati alla viabilità che collega Lombardia ed Emilia Romagna ora tremano: senza voler fare allarmismo, va registrata però una significativa novità non di poco conto. Due aziende, delle cinque che hanno partecipato al bando indetto dalla Provincia di Parma per l’assegnazione dei lavori di sistemazione del ponte stradale sul Po, hanno infatti formalizzato la richiesta di accesso agli atti.

Ciò non significa che in automatico partirà il ricorso, ma questo passaggio di sicuro non lascia del tutto tranquilli. In particolare ricordiamo che la graduatoria finale, fatta dalla sommatoria percentuale dei due parametri, uno tecnico e l’altro legato all’offerta temporale, è così composta: Coimpa (Consorzio Stabile di Parma) ha vinto con 90.96, dopo di che Preve è giunto secondo con 90.76. A seguire Beltrami con 81.71. Poi Engeco 79.73 ultima Edil 2000 73.18. Il timore di un ricorso c’è da sempre, da quell’11 ottobre, giorno in cui le buste vennero aperte, considerata anche la brevissima distanza tra le prime due aziende nel punteggio. Non sappiamo, per la verità, chi abbia fatto richiesta di accesso agli atti – la Provincia di Parma per un discorso legato alla privacy non può comunicarlo – ma resta inteso che un interesse c’è e questo potrebbe portare in un secondo momento alla formulazione del ricorso, specie da parte di chi è giunto a breve distanza.

Staremo a vedere, ma il fiato resta intanto sospeso e così sarà fino al 15 novembre, giorno in cui scade il termine per la presentazione del ricorso stesso, 35 giorni dopo la comunicazione della graduatoria e l’assegnazione in via provvisoria dei lavori (quella definitiva avviene con la stipula del contratto). Un ricorso, naturalmente, con i tempi lunghi della giustizia anche amministrativa, bloccherebbe tutto per diversi mesi e sarebbe un ulteriore salasso per un territorio viabilisticamente già in ginocchio.

Giovanni Gardani

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