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La scure di Trenord sulla
Mn-Cr-Codogno: stop ai
treni meno affollati

In realtà con l’entrata in vigore dei nuovi orari, dal prossimo 9 dicembre, una serie di convogli verranno soppressi, sull’onda della proposta elaborata da TreNord, di sostituire i treni più vecchi

La scure di Trenord, come paventato, è pronta ad abbattersi sui treni della Mantova-Cremona-Codogno, con tagli su alcuni convogli, che verranno sostituiti con autobus in via definitiva, alla faccia di quella che avrebbe dovuto essere una soluzione provvisoria di questa settimana per motivi di manutenzione, da concludere entro questa settimana.

In realtà con l’entrata in vigore dei nuovi orari, dal prossimo 9 dicembre, una serie di convogli verranno soppressi, sull’onda della proposta elaborata da TreNord, di sostituire i treni più vecchi delle linee meno frequentate con autobus. Questa sarebbe la risposta pensata dalla società alla pesante situazione di emergenza in cui versa in questi mesi il servizio ferroviario lombardo, in continuo peggioramento.

Le decisioni sono state comunicate dal nuovo amministratore delegato della società, Marco Piuri durante un’audizione svoltasi oggi in commissione Territorio e infrastrutture della Regione. Ad essere ridotte saranno le corse con meno di 50 passeggeri, sulle linee periferiche: un intervento che, secondo l’azienda, riguarderà 7mila viaggiatori sui 750mila. L’obiettivo è ridurre del 50% le soppressioni e i disservizi.

Oltre a quella cremonese, le altre linee interessate ai tagli, negli orari in cui il numero dei passeggeri viaggianti risulta scarso, saranno la Vercelli-Pavia, la Mortara-Pavia, la Bornato-Rovato e la Seregno-Carnate.

Una decisione, secondo la Regione Lombardia, che dovrebbe tutelare i pendolari. “La direzione è quella di ripartire con l’obiettivo, immediato e nell’emergenza, di tutelare i pendolari. Questo abbiamo chiesto a Trenord rispetto al piano emergenziale che abbiamo ricevuto ieri sera e che dobbiamo analizzare nel dettaglio” commenta assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi. “In una situazione in cui si è costretti a scegliere, il nostro scopo è quello di tutelare i pendolari. Se dobbiamo scegliere tra la tutela dei pendolari e quella di continuare a far andare treni con 20 persone a bordo nei festivi, scelgo la prima opzione”.

“Regione Lombardia – ha continuato Terzi – ha investito più di tutti, mentre la collaborazione di Trenitalia è sempre stata insufficiente e sono mancati gli investimenti sulla rete di Rfi. Per questi motivi, oggi ci troviamo in una situazione disastrosa evidente a tutti. Ciò nonostante ci abbiamo messo la faccia fin da subito e ci stiamo dando da fare per garantire un servizio ferroviario degno di questo nome”.

“Oggi in commissione Trasporti è stato ufficialmente confermato il fallimento del sistema ferroviario in Lombardia. Lo ha ammesso lo stesso assessore che ha dichiarato in tutta franchezza di aver ereditato una situazione, per usare le sue stesse parole, che fa letteralmente schifo” commenta il consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni. “Dal nuovo amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri, abbiamo invece scoperto che questo stato di emergenza durerà almeno altri due anni e che il 5% del servizio effettuato su ferro sarà sostituito da servizio su gomma, non conosciamo ancora le linee che saranno coinvolte, ma sicuramente saranno penalizzate le linee del sud della Lombardia, come per esempio la Mantova-Cremona-Codogno che è stata citata dallo stesso Piuri e che già in questi giorni sta subendo sostituzioni con i bus. Una pessima notizia per i nostri terriotri che avrebbero invece bisogno di un rilancio e non di ulteriori penalizzazioni”.

“Il dottor Piuri ci ha dato anche un’altra notizia: Trenord, solo quest’anno, pagherà a Regione Lombardia 26 milioni di euro di penali, il valore di 4 treni nuovi. E le sorprese non finiscono qui: subito dopo l’audizione, Forza Italia e Lega hanno votato una risoluzione per allungare i contratti di servizio con Trenord fino al 2026. Non è incredibile?”.

Il Pd, ora, passa al contrattacco, organizzando una mobilitazione per martedì 13 novembre, giorno della seduta straordinaria del Consiglio regionale sulla condizione del trasporto ferroviario: “Sindaci, amministratori, cittadini, sono chiamati a un presidio sotto al Pirellone per far sentire la propria voce per un servizio ferroviario dignitoso e affidabile” conclude Piloni.

Di critica anche la posizione di Marco degli Angeli, consigliere regionale M5S, che attacca l’azienda per non aver: “autorizzato la diretta streaming del l’audizione. Da quel poco che è trapelato ci saranno dei tagli al servizio ferroviario, che su alcune tratte potrà essere effettuato anche con i bus, e non ci sarà nessun cambiamento sensibile sulle linee per i prossimi 24 mesi. Stando alle parole pronunciate da Trenord oggi in Commissione, probabilmente saranno altri due anni d’inferno per i pendolari.
Siamo molto preoccupati, le linee diesel di tutta la Lombardia, che sono le più deboli e distanti dai grandi centri, saranno le più colpite. Si taglia sulle zone di confine, quelle dove i cittadini fanno più fatica a muoversi. Così non si va da nessuna parte, il servizio è già ampiamente compromesso e probabilmente peggiorerà. Per il M5S le politiche di trasporto pubblico devono tornare al centro dell’azione regionale”.

Laura Bosio

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