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La Grande Guerra tra rintocchi di
campana, canti e lettere: il ricordo
di Vicomoscano e Quattrocase

Una giornata resa intensa ed emozionante dai 52 rintocchi di campana, uno per ogni caduto nella Grande Guerra partito dalla frazione di Vicomoscano e poi, a Quattrocase in Cascina Bonardi, dall'evento pomeridiano. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

VICOMOSCANO/QUATTROCASE – Una domenica nel segno del ricordo, anche da parte dei più piccoli, ossia delle frazioni di Casalmaggiore, che non hanno voluto fare mancare il loro pensiero ai Caduti nel Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Un doppio evento, tra Vicomoscano e Quattrocase, che non chiude affatto le manifestazioni del 2018 a Casalmaggiore, ma segna forse il loro apice finale.

A Vicomoscano il gruppo Armi e Bandiere col presidente Angelo Martani, il comune di Casalmaggiore col sindaco Filippo Bongiovanni e il consigliere comunale di frazione Stefano Stringhini e la Società Musicale Estudiantina con il presidente Cesare Visioli hanno dato vita alla seconda processione in una sola settimana al Monumento ai Caduti, costruito nel 1926 ma rimesso a nuovo solo la scorsa primavera con tanto di abbellimento e riqualificazione del parchetto.

Di fatto, una grande prima volta resa intensa ed emozionante dai 52 rintocchi di campana, uno per ogni caduto nella Grande Guerra partito proprio dalla frazione di Vicomoscano (i nomi sono stati letti uno ad uno), e dagli spari a salve del gruppo Armi e Bandiere. Un buon pubblico – 250 persone circa, guidate in processione dal parroco don Ottorino Baronio, senza dimenticare i vari gruppi e le associazioni civili e militari presenti – ha poi potuto assistere alla proiezione di un particolarissimo video, presente anche in albo cartaceo, contenente volti e in parte storie, laddove è stato possibile ricostruirle, dei giovani Caduti al fronte. Un onore reso con l’Inno d’Italia mandato dagli altoparlanti, prima della posa della corona d’alloro davanti al monumento. La grande campana, che reca incisi i nomi dei Caduti, ha dunque rintoccato 52 volte, azionata prima da un nonno e poi da un nipote, in uno scambio generazionale molto suggestivo. L’Inno di Mameli, cantato questa volta da tutti i presenti, ha portato al rompete le righe.

Al pomeriggio a Quattrocase, presso Cascina Bonardi, l’evento “L’è fnida” (E’ finita) è stato invece organizzato dal’associazione Quattrocase è viva. Un modo per chiudere un ciclo di iniziative partite dal 24 maggio 2015 con la dedicazione del sacello di Quattrocase alla Pace, per ricordare poi nel 2017 l’anno più cruento di tutto il conflitto, rilasciando ai parenti dei Caduti un riconoscimento dell’Amministrazione Comunale.

Un pomeriggio di festa – sì, la festa di un evento luttuoso che si è finalmente chiuso – passato anche dalla partecipazione del coro “I Giorni Cantati” di Calvatone che si è alternato con la Banda Musicale “Santa Cecilia” di Bozzolo, eseguendo inoltre insieme l’Inno d’Italia, e del Coro Alpino del Gruppo Storico “Il Torrione” di Casalmaggiore. Fra un canto e l’altro Miro Lanzoni ha proiettato i suoi film d’epoca, fra cui quello dedicato al mulino di Quattrocase o quelli in cui vengono ripresi mestieri di un tempo legati al Po e le sue figure caratteristiche, mentre sono state lette missive di Caduti partiti dalla zona casalasca recentemente rinvenute. Insomma una festa e un ricordo, a cui non potevano mancare nuovamente i Bersaglieri del Gruppo Armi e Bandiere di Angelo Martani in divisa storica, così come i “gioielli” prodotti da Fulvia Cavalli. Per tutti i presenti, non pochi nemmeno a Quattrocase, è stato preparato infine un piccolo buffet.

G.G.

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