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Emergenza cinghiali, il sindaco di Gussola Belli Franzini: "Non aspettiamo il fatto grave"

"Faccio presente che sino ad ora nella sola zona di Gussola secondo i dati della Polizia Provinciale ne sono stati abbattuti un centinaio, ma sono ancora molti quelli presenti, che sempre più spesso si spostano dall’Appenino verso i nostri territori". GUARDA IL VIDEO

GUSSOLA – La presenza di cinghiali nel Basso Casalasco, anche per la desuetudine degli automobilisti a trovarseli davanti, rappresenta ormai un serio pericolo sulla strada, almeno nelle ore notturne. Un paio di settimane fa abbiamo raccontato come, solo nei dintorni di Gussola, in pochi giorni si siano verificati due incidenti che hanno coinvolto due ragazzi. Bilancio: due auto distrutte e sei cinghiali uccisi. Ne parliamo con il sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini.

I due incidenti si sono verificati entrambi poco fuori i confini del suo Comune, dove tra l’altro altri casi recenti non mancano. Crede che si debba fare qualcosa prima che capiti una tragedia? E a chi compete agire? «Purtroppo sono anni che il problema persiste, concordo che non si debba attendere il fatto grave prima di intervenire, come purtroppo vediamo in alcuni casi. Facciamo chiarezza, il piano è Regionale, quindi la competenza è di Regione Lombardia, la quale si avvale della collaborazione della Polizia Provinciale, che a sua volta dopo appositi corsi ha incaricato ed individuato dei selecontrollori, i quali sono gli unici che hanno il mandato per fare abbattimenti, senza contare che sono volontari, che svolgono il tutto senza compenso. Teniamo presente che se prima gli agenti della polizia provinciale erano 24, ora sono 12, e devono coprire il territorio della provincia, e non solo su questa attività ma anche su tante altre problematiche ed incombenze. Il cinghiale in provincia di Cremona risulta specie non cacciabile, soprattutto per via della sua conformazione territoriale e paesaggistica. La caccia dell’animale quindi è vietata al di fuori del piano regionale, faccio presente che sino ad ora nella sola zona di Gussola secondo i dati della Polizia Provinciale ne sono stati abbattuti un centinaio, ma sono ancora molti quelli presenti, che sempre più spesso si spostano dall’Appenino verso i nostri territori. E questo risulta un problema enorme, sia per i danni in agricoltura sia per il pericolo che recano sulla strade. Spiace molto per i danni subiti, Regione Lombardia deve prendere sul serio questa problematica, e cercare di porvi rimedio con un piano serio».

Pensa che basti, pur apparendo necessario, posizionare cartelli che segnalano la presenza di cinghiali? «Sicuramente la presenza dei cartelli non risolve il problema, per lo meno però si avvisano i conducenti delle vetture dell’eventuale pericolo, cosi come è già presente in strade di collina e montagna. Quindi reputo che questa sia una prima mossa che gli enti proprietari delle strade possono fare».

Le aree in cui possono comparire improvvisamente i cinghiali sono note: l’incrocio tra Gussola, Torricella e Scandolara, la Stradella tra Gussola e Solarolo, il Fenilone tra Martignana e San Giovanni. Da qualche tempo anche Casteldidone e San Martino del Lago, dove è accaduto l’ultimo caso martedì scorso. La segnalazione giunta mercoledì, infine, è giunta da una strada secondaria della frazione di Pozzo Baronzio, in comune di Torre dè Picenardi (riportiamo il video). E’ possibile intervenire solamente in quelle aree? «Le aree al momento di maggior presenza sono su Gussola, Torricella, Motta, Martignana, Solarolo, San Giovanni e Casteldidone. Intervenire solo in quelle zone è dovuto, ma non risolutivo, in quanto gli ungulati si spostano, soprattutto di notte da un territorio all’altro, calcoli che gli avvistamenti vi sono già stati anche in città, per far capire come diventino imprevedibili. Come dicevo prima, a mio avviso bisogna intervenire con un piano serio, di contenimento, e ciò vuole dire risorse, e personale. Se cosi non sarà i danni saranno sempre maggiori. Intanto invito i concittadini e non solo, ad andare piano sui tratti che abbiamo elencato prima, soprattutto nelle ore serali».

Anche gli agricoltori lamentano ingenti danni provocati soprattutto nei terreni golenali dai cinghiali. In questo caso ritiene che sia un “danno collaterale” ineluttabile? «Così come il pericolo sulle strade, anche il danno in agricoltura diventa sempre più importante, Regione è la responsabile del piano e della fauna selvatica, stanzino le cifre opportune per i risarcimenti, da danni come prevedono le norme. Anche se le associazioni di categoria si sono già fatte promotrici di diverse sollecitazioni, speriamo gli diano ascolto. Faccio presente che il problema è dei cinghiali, ma vi sono anche le nutrie che non sono da meno, entrambi danneggiano le rive dei corsi d’acqua, argini ecc… non sono cose da sottovalutare, al contrario sono problemi da affrontare, ognuno per le proprie competenze. E non si scarichi, come accade di solito, sul più basso, definendo magari una norma, ma non stanziando le risorse opportune. Altrimenti è troppo facile».

V.R.

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