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CNC interviene sulla piattaforma
Icaro: "Sarebbe bello sapere
perché nel 2018 lo hanno interrotto"

Un'amministrazione serve a garantire servizi per i quali i cittadini pagano salatissime tasse e la piattaforma Icaro, peraltro citato nel PTO del comune senza citarne l'interruzione, era un progetto comodo ed efficace per le tante donne

CASALMAGGIORE – L’amministrazione cittadina riaderisce al progetto Icaro dopo un anno di stop. Grazie a questa iniziativa – per farla estremamente breve – viene drasticamente ridotto l’impegno burocratico quando nasce un figlio. CNC, con Calogero Tascarella e Pierluigi Pasotto, hanno voluto commentare la decisione. E’ Pasotto a parlare: “Ho letto con divertita sorpresa l’intervento dell’asessore Sara Valentini – spiega il consigliere di CNC – in merito all’impegno suo e dell’amministrazione a pagare 3000 euro per l’adesione ad Icaro nel 2019. Ci saremmo aspettati che spiegasse pure il motivo per cui la stessa amministrazione non aveva aderito nel 2018. Icaro è uno di quei progetti per i quali il comune di Casalmaggiore è stato uno dei più ferventi sostenitori con Luigi Borghesi proprio come motivo qualificante di un Punto Nascite che si voleva allora rilanciare. Ci piacerebbe capire il motivo perché la giunta dell’assessore Valentini non abbia voluto pagare la quota del 2018. Resta inteso che questa cosa la chiederemo nell’ultimo consiglio del 2018 (il 28 dicembre, ndr) avendo già ricevuto segnalazioni da cittadini arrabbiati che partorendo a Cremona si sono visti costretti a lunghe trafile dovendo girare uffici perché il comune non aveva versato la quota del 2018. Speriamo che le risposte siano originali, visto che non si è fatto fatica a trovare somme ben più ingenti per consulenze, a proposito delle quali chiederemo anche a Valentini che ci venga fornita documentazione. Forse perché questi soldi avrebbero dovuto pagarli a qualcun altro? Un’amministrazione serve a garantire servizi per i quali i cittadini pagano salatissime tasse e la piattaforma Icaro, peraltro citato nel PTO del comune senza citarne l’interruzione, era un progetto comodo ed efficace per le tante donne che decidevano di partorire, anche non nel nostro Punto Nascite. Sarebbe forse stato meglio non mettere in risalto la ripartenza, ma scusarsi per l’interruzione”.

Nazzareno Condina

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