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Orlando Ferroni: "Daccordo con
Pizzetti, siate concreti. Via allo
studio di fattibilità del ponte nuovo"

Abbiamo già pagato un prezzo altissimo a questo anno e mezzo di stop. L'augurio che faccio e che mi faccio per il futuro è che questo territorio possa ripartire, e magari farlo insieme. Sono i sindaci a dover agire uniti

CASALMAGGIORE – Non è il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica, qui siamo meno seri. Orlando Ferroni da Casalmaggiore ha parlato stamattina. Passato, presente e qualche augurio per il futuro.

Un anno intenso e di battaglia per lui, tante soddisfazioni a livello lavorativo (con una scoperta del team che lavora con lui alle microvescicole) poche a livello politico. Ma questo non lo ha mai fermato né lo ferma adesso. “Non so ancora se mi presenterò alle amministrative, tante cose sono cambiate da quattro anni a questa parte”. Ci crediamo poco, ma prendiamo quel – non so – come un dubbio che lo sfiora. Di certo continuerà ad essere un ‘battitore libero’, una sorta di cellula impazzita.

Questo è stato l’anno della battaglia sul ponte. Quello provvisorio per il quale si è battuto sino all’ultimo. Ora che i lavori per l’incerottamento di quello vecchio sono iniziati si è arreso all’evidenza dei fatti, anche se non rinuncia a dire la sua. “La ristrutturazione è un’operazione che continua a lasciarmi perplesso. Ormai ci sono i fondi, il 6 milioni per i cerotti ed i 50 milioni non si sa in che quantità e per cosa sul nuovo. Sono daccordo con Piloni e Pizzetti, al momento non vi è alcuna certezza su quello nuovo. Però sono abituato a vedere anche il bicchiere mezzo pieno, e tra quelli messi a disposizione dalla Regione e qualche fondo di quei 50 si può procedere allo studio di fattibilità per il nuovo”.

Serve non perdere tempo: “Siamo già in ritardo, uno studio di fattibilità permetterebbe intanto di chiedere i fondi all’Europa. I fondi BEI, ma ci sono anche quelli del bando Junker che scade nel 2020. 50% a fondo perduto e 50% in 30 anni con basso interesse. E voglio aggiungere che non bisogna pensare solo a Casalmaggiore, ma pure Viadana e San Daniele che ormai hanno i loro anni. Questo territorio è unito ed integrato, e le tre arterie sono tutte e tre rilevanti. Lo studio di fattibilità andrebbe fatto sulle tre strutture ed anche i fondi potrebbero essere richiesti per i tre ponti. Senza i fondi europei non abbiamo possibilità. Potremo forse farne uno ma in pochi anni avremmo problemi anche sugli altri. Vale la pena pensare come territorio”.

“Bisogna essere realisti, sono abituato ad esserlo nella mia professione e cerco di esserlo anche su questo problema. Per quel che riguarda Casalmaggiore continuo a pensare che se dovesse servire si potrebbe pure fare pagare un pedaggio. L’idea non mi fa felice e credo che alla fine non sarà necessaria perché ANAS i soldi ce li ha, ma credo sia meglio fare tutte le ipotesi possibili. E soprattutto non perdere l’opportunità che i fondi europei offrono. Abbiamo già pagato un prezzo altissimo a questo anno e mezzo di stop. L’augurio che faccio e che mi faccio per il futuro è che questo territorio possa ripartire, e magari farlo insieme. Sono i sindaci a dover agire uniti”.

Nazzareno Condina

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