Un commento

Kolosseo, non solo Van De Sfroos.
Stagione ricca di spettacoli quella
proposta da Bianchi e Frassanito

"Organizzare richiede impegno, e soprattutto competenza, non si può improvvisare. Se devo organizzare un concerto non mi rivolgo al panettiere perché ci sono tante di quelle cose da mettere insieme che non si può lasciare al caso"

CASALMAGGIORE – Franco Frassanito e Marco Bianchi. E tutto quello che un po’ attorno a loro ruota. Un calendario ricco quello messo a punto da Kolosseo, l’organizzazione del duo che da anni promuove – e con cognizione di causa, oltre che competenza, cosa non da poco – spettacoli a Casalmaggiore ma non solo. Un calendario ricco, come dicevamo, ma vediamo con ordine cosa ci riservano i prossimi mesi. Si parte con la rassegna ‘Un soffio per Mietta’ con i due spettacoli che saltarono nel settembre scorso per le avverse condizioni atmosferiche. Sono le due iniziative legate al nome di Francesca Cerati, a due anni esatti dalla morte.

PIPPO GUARNERA (Un Soffio per Mietta, 8 marzo 2019, Teatro Comunale Casalmaggiore) – Pippo Guarnera, diversamente giovane, classe 1953, è il miglior Hammondista d’Italia, ed è uno dei virtuosi dello strumento più apprezzati a livello mondiale. L’artista è conosciuto per tante collaborazioni. Carey Bell, Lovie Lee, Jeann Carroll, Sugar Blue, Karen Carroll, Luther Allison, Lowell Fulson, Billy Brunch, Coco Montoya, Maria Muldaur, Corey Harris, Rudi Rotta per citare solo alcuni del mondo del blues. Eugenio Finardi, Ligabue, Gianna Nannini e Timoria per quanto riguarda alcuni artisti con cui ha collaborato. Conosciuto anche per i ‘Napoli Centrale’, uno dei più importanti complessi del panorama della musica jazz-rock italiana degli anni settanta. Il leader della band è il noto sassofonista napoletano James Senese. Ad accompagnarlo saranno gli Homies. Tommaso Frassanito alla batteria, Mattia Foina chitarra e voce, Luca Bernardi tastiere e voce e Mirco Boldrini basso e voce, ma potrebbero esserci altre e graditissime sorprese. Prima di Guarnera e degli Homies sarà Tommaso Cerati ad aprire il concerto. L’ingresso è libero, ad offerta. I soldi (di questo come dello spettacolo successivo) andranno a finanziare le terapie della piccola Mia.

DOMENICO SARRACINO / SCUOLA DEGLI ARTISTI DI GROSSETO (Un Soffio per Mietta, 9 marzo 2019, Teatro Comunale Casalmaggiore) – “La Scuola degli Artisti – spiegano – nasce nel 1994, è il coronamento di un sogno, è il prodotto di tanti anni di sacrifici, di studio e di lavoro. Ha la sede ufficiale a Grosseto, sotto l’attenta direzione artistica di Domenico Saracino e Anna Emanueli, è una realtà che risponde a tre imperativi categorici: passione, impegno, sacrificio. La formazione avviene seguendo due percorsi di studio: Amatoriale e Professionale, attraverso corsi didattici aperti a tutti con scelta singola delle materie. Danza in tutte le sue diverse discipline: Modern, Classico, Contemporaneo, Hip-Hop, Tip Tap e Indirizzo Musical, Canto, Dizione e Recitazione. Con queste premesse, fondamentali, La Scuola degli Artisti prenderà per mano gli allievi e, senza false promesse, insegnerà loro che solo la volontà, la voglia di sudare e fare sacrifici, unite alla passione per il mestiere, gli permetteranno di diventare un professionista. E’ importante rinnovare l’idea che tutto nasce dall’applicazione, il talento anche quello puro, non può nutrirsi solo di se stesso. Per chi ha intenzione di cimentarsi nel mondo dello spettacolo, è ormai necessaria una preparazione globale per diventare un performer completo e misurarsi in tutte le discipline che vengono richieste per uno spettacolo, come danza canto e recitazione. Ed è per questo che ad affiancarlo nel lavoro, Domenico Saracino, chiama periodicamente professionisti delle arti sceniche che hanno in comune la voglia di partecipare ad un progetto educativo ampio e articolato”. ‘Professione Musical live’ – vedrà coinvolti 25 artisti della sua scuola. Sarà un percorso all’interno del mondo del Musical. Così lo spiega direttamente il direttore artistico: “E’ un viaggio attraverso le melodie di alcuni brani che hanno scritto la storia del Musical. Un viaggio che attraversa Hair, capelli lunghi, fiori, colori, droghe, la controcultura giovanile dell’epoca, il movimento Hippie, la condanna dei giovani attraverso musiche e canzoni e gesti provocatori contro la guerra del Vietnam. Il Padre dei Musical Rock Americani. Il viaggio continua con Chicago, un musical ambientato negli anni venti una storia di intrighi amorosi ricca di lustrini e sensuali canzoni e da una forte passione per il “ successo”, passando attraverso Moulin Rouge ispirato all’opera La traviata di Giuseppe Verdi. E’ considerata un’opera atipica nel suo genere perché i brani cantati non sono opere originali, ma rivisitazioni di alcuni dei brani storici della musica pop Libertà – Bellezza – Verità – Amore, le parole chiavi dell’opera. «La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare». Conclude il viaggio Jesus Christ Superstar il capolavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, è ormai passato alla storia come uno dei Musical più famosi e celebrati di sempre. L’energia della musica rock, la spiritualità come rivoluzione dell’anima, L’Opera Rock più amata di tutti i tempi non invecchia, anzi rinnova il proprio messaggio di speranza e fiducia grazie a una storia dal valore universale, che unisce in un unico entusiasmo spettatori di ogni età e nazionalità”.

JOHN MAYALL (29 marzo, Parma, Campus Industry Music) – 84 anni, Mayall è il padre del Blues Britannico. Figlio di Murray Mayall, chitarrista e appassionato di musica jazz, fin dall’infanzia si appassionò ai musicisti blues americani fra cui Leadbelly, Albert Ammons, Pinetop Smith, and Eddie Lang, e imparò da autodidatta a suonare il piano, la chitarra e l’armonica. Mayall frequentò la scuola d’arte e dopo fece tre anni di servizio militare con l’Esercito Britannico in Corea. Nel 1956, cominciò a suonare blues con gruppi quasi professionistici, “The Powerhouse Four” e, in seguito, “The Blues Syndicate”. Sotto l’influenza di Alexis Korner, si trasferì a Londra e formò i “John Mayall’s Bluesbreakers”. I Bluesbreakers erano una specie di banco di prova e di allenamento per musicisti blues, e ci furono diversi cambi di componenti prima dell’arrivo di Eric Clapton, con il quale il gruppo raggiunse il suo primo successo commerciale. Dopo che Clapton lasciò per fondare i Cream, i Bluesbreakers presero fra le loro file una serie di altri musicisti notevoli, fra cui Peter Green, John McVie (poi Fleetwood Mac), Kal David e Mick Taylor (poi Rolling Stone). Si riportano le parole di Eric Clapton: «John Mayall ha gestito una scuola per musicisti incredibilmente buona.» Nei primi anni settanta, Mayall raggiunse il successo commerciale negli Stati Uniti e si trasferì al Laurel Canyon, a Los Angeles. Là ebbe un’importante influenza sulle carriere di musicisti come Blue Mitchell, Red Holloway, Larry Taylor e Harvey Mandel. Mayall da allora ha continuato a suonare e dare concerti, ricostituendo anche i Bluesbreakers nel 1982. Biglietti in vendita su TicketOne.

DAVIDE VAN DE SFROOS (30 marzo, Casalmaggiore, Cinema Teatro Zenith) – Davide Van De Sfroos – la biografia è tratta direttamente dal sito – è il più importante esponente del nuovo folk rock italiano, un traguardo raggiunto con vent’anni di affollatissimi concerti e con una manciata di dischi completamente al di fuori di ogni logica commerciale che hanno venduto, complessivamente, 350mila copie. La sua musica attinge dalla tradizione nostrana mescolandola con suggestioni celtiche, country, ma anche reggae e, naturalmente, rock. I suoi testi mescolano la lingua nazionale a un dialetto particolarissimo, quello della Tremezzina, suggestivo scorcio del lago di Como, il teatro dove si muovono i suoi personaggi, entrati ormai nell’immaginario collettivo. Un lungo percorso inaugurato da Manicomi, un album leggendario realizzato con i De Sfroos nell’ormai lontano 1995. Da solista Davide Bernasconi, questo il suo vero nome, ha pubblicato Brèva & Tivàn, il mini Per una poma, …e semm partii, il doppio dal vivo Laiv, Akuaduulza, Pica!, arrivato al quarto posto nelle classifiche, e il grandissimo successo Yanez, trascinato dall’esaltante performance al Festival di Sanremo che ha visto Van De Sfoos sfiorare il podio con un inatteso quarto posto. Ha pubblicato due libri per Bompiani, una raccolta di poesie, è stato direttore artistico di numerose manifestazioni sempre privilegiando il rapporto tra la musica e i dialetti delle regioni italiane, collaborando con gli artisti più vari. Nel 2013 ha sviluppato il progetto multimediale Terra&Acqua, un format televisivo che lo vede protagonista come originale guida delle terre lariane, sviluppatosi anche in una pubblicazione distribuita capillarmente e in un sito Internet dedicato alla cultura e alle tradizioni. Sarà un tour intimista quello che l’artista comasco ha inaugurato a dicembre. Al via da dicembre “TOUR DE NOCC”, il nuovo tour teatrale del cantautore e scrittore DAVIDE VAN DE SFROOS che vedrà in scaletta, oltre ai brani più famosi del suo repertorio in veste totalmente rivisitata, alcune ballate inedite mai eseguite prima. L’artista darà vita ad un grande e unico spettacolo in grado di ricreare una suggestiva atmosfera teatrale notturna con sfumature swing e jazz. Per l’occasione, Davide Van De Sfroos sarà accompagnato sul palco dai musicisti Angapiemage Galliano Persico (violino, tamburello, cori), Riccardo Luppi (sax tenore e soprano, flauto traverso), Paolo Cazzaniga (chitarra elettrica e acustica, cori) e Francesco D’Auria (batteria, percussioni, tamburi a cornice, hang). “Voglio celebrare il mio passato nascosto proponendo delle ballate dimenticate sotto i lampioni e dare uno sguardo al futuro – racconta Davide Van De Sfroos – un viaggio notturno alla ricerca dei brani nei cassetti dimenticati. Una musica che cercherà di ritracciare ombre familiari con tinte nuove”. Biglietti in vendita su vivaticket e, tra una settimana, direttamente al Bar Centrale di Casalmaggiore.

LE ORME (5 aprile, Casalmaggiore, Teatro Comunale) – (da wikipedia) Le Orme sono un gruppo musicale di rock progressivo italiano nato negli anni sessanta come gruppo beat. Convenzionalmente rappresenta con la Premiata Forneria Marconi e il Banco del Mutuo Soccorso la punta di diamante del progressive italiano, nonché uno dei gruppi che ha goduto di maggiore visibilità all’estero. Negli ultimi anni il gruppo ha partecipato ad alcune tra le più importanti rassegne mondiali del genere. Il primo nucleo del complesso si formò a Marghera, periferia industriale di Venezia, su iniziativa del chitarrista veneziano Nino Smeraldi e del ventunenne muranese Aldo Tagliapietra, fresco di vittoria di un concorso per giovani cantautori e insoddisfatto dell’ensemble con cui suonava, i “Corals”, la tipica cover band della fine degli anni sessanta. Fu così che, insieme al bassista Claudio Galieti e al batterista Marino Rebeschini venne fondato il complesso Le Orme. Il primo nucleo aveva inizialmente scelto di chiamarsi “Le Ombre”, in omaggio agli inglesi Shadows, passione comune del quartetto, ma secondo la versione ufficiale, i quattro optarono invece per “Le Orme”, per evitare ironici doppi sensi, in quanto “ombra” in lingua veneta significa anche “bicchiere di vino” (dal veneto n’ombra de vin, un bicchiere di vino). Inoltre all’epoca già esisteva in Veneto un complesso emergente con quel nome. Rifiutata dalla Emi per la quale aveva fatto un casting, questa prima formazione incise un unico singolo, Fiori e colori (1967), prodotto da Tony Tasinato per la CAR Juke Box del maestro Carlo Alberto Rossi. Il singolo, secondo la moda dell’epoca, fu inciso anche in lingua inglese col titolo Flowers and Colours. Appena un giorno dopo la pubblicazione, Rebeschini abbandonò la formazione per adempiere agli obblighi di leva e venne sostituito alla batteria da Michi Dei Rossi, proveniente dal complesso degli Hopopi, all’epoca la band di punta della scena veneziana, la quale aveva appena partecipato al Festival Beat di Liverpool su invito dei Los Bravos. Nel 1968 Le Orme, acquisita una certa fama grazie alle loro esibizioni dal vivo nell’allora rinomato locale Piper di Roma, incisero un nuovo singolo, Senti l’estate che torna. Con questo pezzo, anch’esso pubblicato pure in inglese col titolo Summer Comin’, parteciparono al concorso canoro “Un disco per l’estate”: per questa partecipazione fu ingaggiato un nuovo musicista, il tastierista Tony Pagliuca, fondatore dei disciolti Hopopi. Alla fine dello stesso anno i cinque entrarono in sala di incisione per registrare il disco di debutto, Ad gloriam. Come diceva il titolo, il 33 giri fu inciso solamente “per la gloria”, in quanto i cinque erano ben consci che l’operazione era rischiosa e che l’opera avrebbe avuto uno scarso riscontro commerciale, come infatti avvenne, e questo causò la fine dei rapporti con la CAR. Nel 1969 gli obblighi di leva costrinsero anche Galieti all’abbandono: fu lo stesso Tagliapietra a sostituirlo al basso. Dei Rossi, anch’esso chiamato alle armi, rimase comunque in formazione, venendo sostituito per un breve periodo da Dave Baker, inglese, con il quale incisero prima il singolo Irene (pubblicato anche in lingua inglese col titolo She lives for today) e quindi due provini, che dovevano rimanere provini, una breve riproposizione del Concerto brandeburghese n. 3 di Johann Sebastian Bach e Blue Rondò à la Turk, standard di Dave Brubeck. L’incisione di questo singolo rappresentò, di fatto, la genesi del rock progressivo italiano, ma fu pubblicata solamente nel 1973 in quanto nel 1969 non fu considerato adatto al pubblico italiano. Questi due pezzi segnarono inoltre la svolta musicale del gruppo che abbandonava così per sempre le facili note del Beat. In quel periodo il gruppo incise e pubblicò altri 45 giri, i quali furono raccolti in L’aurora delle Orme, una sorta di compilation che, essendo uscita senza l’autorizzazione del gruppo, fu presto ritirata dal mercato: verrà ripubblicato solo molti anni dopo. Le divergenze di opinione tra Pagliuca, che voleva incentrare il suono del gruppo sulla tastiera, e Smeraldi, che voleva invece puntare sulla propria chitarra solista, fu la causa dell’uscita di quest’ultimo. Smeraldi non fu sostituito, e così il gruppo in breve tempo si trovò da quintetto a terzetto, ovvero in quella che viene generalmente identificata come la “formazione classica”: Tagliapietra al basso, chitarre e voce, Pagliuca alle tastiere e Dei Rossi alla batteria. Dopo l’uscita di Smeraldi, Pagliuca è il primo dei musicisti italiani ad intuire che la musica beat è ormai al tramonto e che il nuovo pop sinfonico proveniente dal Regno Unito sarà a breve un successo anche in Italia. Ne avrà conferma nel suo primo viaggio a Londra dove incontra Armando Gallo, giornalista-fotografo della rivista specializzata Ciao 2001, che lo introduce nella Londra post Beatles popolata da gruppi come Quatermass, The Nice, Yes, e Emerson, Lake & Palmer. Tornato a Venezia convince i compagni de Le Orme (Aldo Tagliapietra e Michi dei Rossi) a sperimentare e sviluppare nuovi linguaggi musicali. Ne nasce anche un viaggio all’Isola di Wight, per “toccare con mano” la nuova onda rock al Festival del 1970. Il terzetto cambiò quindi etichetta discografica, passando prima alla Telegram (un’affiliata della Phonogram) e quindi alla Philips Records, con la quale realizzò il singolo Il profumo delle viole e, nel 1971, l’album Collage. Il disco, realizzato con l’apporto decisivo del produttore Gian Piero Reverberi, e molto influenzato dall’ascolto dei Quatermass, è convenzionalmente considerato il primo disco di rock progressivo italiano, e fece da apripista a questo “nuovo” genere musicale che da lì a pochissimo tempo avrebbe imperversato in tutto il paese. Il disco è caratterizzato dalle sonorità tipiche del genere con utilizzo massiccio di tastiere. I brani Era inverno e Morte di un fiore parlano rispettivamente di prostituzione e di una morte violenta (dovuta forse a overdose): sarà una caratteristica piuttosto costante del gruppo il voler affrontare, con le proprie canzoni, tematiche scottanti o, all’epoca, piuttosto tabù. Nel 1972, dopo un periodo di riposo in Sardegna, Le Orme realizzarono l’album Uomo di pezza, una sorta di concept album che sarà uno dei loro maggiori successi, e il primo loro disco d’oro. Questo soprattutto grazie al 45 giri Gioco di bimba, che racconta sotto forma di fiaba una delicata e spesso incompresa storia d’amore tra due giovani innamorati. Una novità portata da questo disco è la copertina, per la quale per la prima volta in Italia viene ingaggiato un pittore, Walter Mac Mazzieri. Nello strumentale Alienazione emerge a pieno l’influenza di gruppi come Emerson, Lake & Palmer. A partire dal dicembre dello stesso anno Peter Hammill, leader dei Van der Graaf Generator, partecipò come ospite fisso nel tour teatrale del gruppo. Nel 1973, anno d’oro del rock progressivo, anche Le Orme pubblicarono il loro primo vero e proprio concept album: Felona e Sorona, disco a tema cosmico su due pianeti opposti e complementari. Questo 33 giri conquistò velocemente i primi posti nelle classifiche di vendita italiane, valendo a Le Orme il secondo disco d’oro. Oggi è considerato da molti come il vertice artistico del gruppo, anche se all’epoca una parte della critica musicale lo bollò come “ingenuo”. Una versione in inglese, con testi di Peter Hammill, fu pubblicata nello stesso anno dall’importantissima etichetta discografica Charisma, con la quale pubblicavano giganti del rock progressivo come i già citati Van der Graaf Generator o i Genesis. In seguito pare che Hammill disconobbe l’operazione, che ha tra le sue pecche la difficoltà di rendere in inglese il significato dei testi e l’interpretazione non sempre convincente di Tagliapietra al canto. Il disco ebbe un certo riscontro nel mercato inglese, e Le Orme arrivarono così al loro primo tour nel Regno Unito, suonando tra l’altro al celebre Marquee Club. Fu in quel periodo di grande successo per il gruppo che la CAR Juke Box, vecchia casa discografica del gruppo, pensò di battere il ferro finché era caldo pubblicando il singolo Blue rondo a la turk/Concerto n. 3 inciso nel 1969: ciò avvenne nonostante l’opposizione del gruppo che però, dal punto di vista legale, non poté procedere in alcun modo. Il 17 gennaio 1974 Le Orme suonarono al Teatro Brancaccio di Roma: l’esibizione fu registrata da un dirigente italiano della Phonogram, Ronny Thorpe, allo scopo di pubblicare un album dal vivo. Il gruppo, inizialmente contrario all’idea, fu convinto dalla promessa poi non mantenuta di vendere il disco a prezzo ridotto. Dalla versione finale del disco In concerto, il primo live in assoluto della storia del rock progressivo italiano, furono eliminati alcuni brani mal registrati, salvando però l’inedito in lingua inglese Truck of Fire, che non sarà mai inciso in sala di registrazione. Dopo un viaggio di Pagliuca, Tagliapietra e Reverberi all’isola di Ceylon viene inciso Contrappunti, album che segna una nuova svolta nel sound del gruppo, che ne esce più oscuro e ricercato. Il disco piacerà più ai critici che al pubblico. Tra i brani presenti Frutto acerbo, mentre La fabbricante d’angeli è un brano che prende posizione contro l’aborto clandestino, e implicitamente dunque a favore di quello legale, nonostante i componenti del gruppo si siano sempre dichiarati cattolici. Nel 1975 fu pubblicata negli Stati Uniti d’America una raccolta dal titolo Beyond Leng: i brani, pur essendo in versione originale, vengono titolati in inglese. L’insuccesso commerciale di Contrappunti aveva però lasciato il segno: per riconquistare popolarità il gruppo dovette perciò scendere a compromessi con la casa discografica e partecipare al Festivalbar 1975 con l’orecchiabile singolo Sera, inedito su LP. Una breve crisi interna al gruppo terminò con la decisione, inizialmente osteggiata da Tagliapietra, di ingaggiare un chitarrista. La scelta cadde sull’allora sconosciuto ventiquattrenne trevigiano Tolo Marton: con lui alla chitarra elettrica e all’armonica a bocca venne inciso, a Los Angeles, l’album Smogmagica. Il disco contiene tra l’altro Amico di ieri, il singolo estratto, e Laserium Floyd, dichiarato omaggio ai Pink Floyd. Su tutti i brani emerge la spiccata personalità di Marton, ma le sonorità blues rock del disco non piaceranno ad una parte dei fan di vecchia data. La copertina dell’album è opera di Paul Whitehead, già autore per Genesis, Van der Graaf Generator e altri. Le ultime vicissitudini del gruppo avevano lasciato il segno: da una parte Tagliapietra, Pagliuca e Dei Rossi volevano misurarsi come musicisti alternativi, ma dall’altra non potevano prescindere dagli interessi economici dei discografici. Il dover scendere a compromessi con chi li voleva “gruppo commerciale” sarà la causa della seconda grande crisi del gruppo, che arriverà da lì a qualche anno. In quest’ottica è da leggersi l’idea di Pagliuca di allestire un nuovo spettacolo, chiamato “Rock-Spray”, in cui si voleva, non senza una certa dose di autoironia, prendere in giro i grandi della musica rock, anticipando quindi di quasi vent’anni certi aspetti dello ZooTV Tour degli U2. La scelta non piacque a Marton, che per questo abbandonò il gruppo dopo neanche un anno di militanza e praticamente nessuna esibizione dal vivo: negli anni a venire diventerà uno dei più apprezzati chitarristi a livello mondiale, mentre il suo posto nelle Orme verrà preso dal neanche diciannovenne Germano Serafin, anch’esso di Treviso. Serafin debuttò al Festivalbar 1976, al quale il gruppo partecipò con Canzone d’amore, altro pezzo destinato alle radio che ebbe un buon riscontro di vendite, toccando i primi posti della Hit parade, grazie a ritmi e a melodie fresche, accattivanti e rockeggianti. Sempre al 1976 risale l’incisione, nel famoso Nemo Studios allestito dal musicista greco Vangelis a Londra, di Verità nascoste, un album in cui alcuni brani sono dedicati questa volta ai pericoli delle sostanze stupefacenti. Il disco, trascinato dal singolo Regina al Troubadour/Verità nascoste, segnò in parte un ritorno al passato e riavvicinò i fan al gruppo, superando le vendite di Contrappunti e Smogmagica. Per la prima volta Reverberi non collaborò alle incisioni. La versione inglese dell’album Hidden truth’s oppure Secret truth’s, non vedrà mai la luce. In quel periodo storico, i gusti musicali del pubblico andavano modificandosi, e l’imminente esplosione della musica punk, della new wave e della disco music avrebbe ben presto mandato in crisi la stragrande maggioranza dei gruppi progressive e dei cantautori tanto in voga fino ad allora. Il gruppo quindi annunciò che il loro nuovo disco, Storia o leggenda avrebbe rappresentato “la fine di un ciclo”. I discografici spronarono quindi i quattro ad adeguarsi alle mode in quelle che sarebbero state le future registrazioni. La reazione dei quattro fu opposta: interruppero i concerti e si concentrarono a studiare gli strumenti tipici della musica classica, per poi incidere nel 1979 Florian, dal nome del celeberrimo bar in Piazza San Marco a Venezia. Si tratta di un disco etichettabile come “Musica da camera”, che per questo ebbe meno successo commerciale dei due precedenti. Tra i brani dell’album Fine di un viaggio è l’amara consapevolezza della fine di un’epoca nella musica. Nel ritornello Tagliapietra canta “Cambia mister Tambourine man / A me non servi più”: il mister Tamburino di Bob Dylan verrà ripreso due anni dopo in Bandiera bianca di Franco Battiato, probabile citazione di questo pezzo. Florian ebbe una leggera flessione delle vendite e questo fatto creò un evidente disaccordo. Pagliuca e Serafin erano decisi e convinti che prima o dopo il nuovo genere avrebbe raccolto i consensi, ma Tagliapietra si oppose al punto di aprire una vera e propria crisi. La Polygram pretendeva per contratto un altro disco e le Orme lo onorarono dando alle stampe Piccola rapsodia dell’ape (1980). Un lavoro composto con poco entusiasmo, ad esclusione di Germano Serafin che scrisse gran parte delle musiche ma che portò allo scioglimento anche se non ufficialmente del gruppo. Germano Serafin abbandonerà definitivamente la chitarra per il violino, e suonerà con Le Orme soltanto in un’altra occasione, la festa del ventennale (1987): scomparirà prematuramente nel 1992. Uno scherzo del destino vorrà invece che di lì a poco il produttore artistico Gian Piero Reverberi raggiungesse il successo mondiale suonando proprio musica cameristica con i Rondò Veneziano. Dato il disaccordo sullo stile musicale i tre musicisti decisero di fare l’ultimo disco insieme e accettarono la proposta di una nuova major, la D.D.D., di partecipare al Festival di Sanremo 1982 con il brano Marghera, tramutato poi in Marinai[senza fonte]; in seguito ad una polemica interna, Pagliuca si ritirò da Sanremo costringendo i compagni ad esibirsi con una comparsa. Dopo la kermesse ligure il gruppo incise Venerdì, disco permeato dalle sonorità tipiche dell’epoca New romantic, con uno spiccato ricorso all’elettronica. Tutti i brani del disco sono firmati, oltre che da Tagliapietra e Pagliuca, anche da autori esterni al gruppo. A ottobre quindi parteciparono a Premiatissima ’82, una competizione musicale televisiva della giovane emittente televisiva Canale 5. Nel 1983 Le Orme chiudono con la D.D.D. pubblicando il singolo Rosso di sera/Sahara. Viene realizzato pure un videoclip, il primo del gruppo, in cui si vede perfino Michi Dei Rossi con un sintetizzatore in mano, il celebre Casio vl-1, invece che la batteria. Nel 1984 Tagliapietra incise il primo disco solista, …nella notte, al quale partecipano Dei Rossi, ma non Pagliuca, Tolo Marton e Michele Bon, futuro componente. Il gruppo, di fatto, non esisteva più e nel 1986 ancora Ronny Torpe fece incidere illegalmente in Giappone il raro Orme Live, unica registrazione esistente del tour Rock-Spray con Germano Serafin. Visto il successo del disco nella terra del Sol Levante, poco tempo dopo uscì anche il bootleg Rarità nascoste, spesso pubblicato con il titolo C’era un volto. Nello stesso periodo il gruppo riprendeva ad esibirsi dal vivo, e veniva contattato dalla Baby Records con la proposta di tornare una seconda volta ad esibirsi sul palco del Teatro Ariston. Nel 1987 quindi i tre parteciparono di nuovo al Festival di Sanremo con Dimmi che cos’è, che, nonostante il diciassettesimo posto su ventiquattro, venne giudicata la migliore canzone del festival da una giuria internazionale con sede a Bruxelles. Va detto che quell’anno facevano voti anche le schedine del totocalcio e ancora oggi non è chiaro come furono conteggiati quei voti.[senza fonte] Per il tour, sfruttando la scia del Sanremo 1987 con Gianni Maser come manager, venne ingaggiato il chitarrista Ruggero Robin di Padova. Quest’ultimo lascerà poi il gruppo per entrare nel 1988 negli Area 2 di Giulio Capiozzo. Nello stesso anno il gruppo a Mestre festeggiò il ventennale, che vedeva il ritorno, per una sera, di Galieti, Marton e Serafin, ma non di Smeraldi. La Baby Records, che aveva mandato le Orme a Sanremo, non ritenne utile far incidere loro un album. Negli anni successivi il gruppo si esibì dal vivo con vari turnisti, tra cui Enrico Ulrich, Michele Bon e Francesco Sartori alle tastiere, e Giorgio Mantovan alle chitarre. Era un periodo in cui il pubblico iniziava a riscoprire il rock sinfonico, anche grazie al cosiddetto filone neoprogressive. Il rilancio definitivo del gruppo passava nuovamente per la Philips, la casa discografica che negli “anni d’oro” aveva condiviso i successi delle Orme. Per il nuovo album, Orme, uscito nel 1990, furono imposte tra l’altro la supervisione artistica di Mogol e le partecipazioni di Angelo Branduardi e Mario Lavezzi. Fu realizzato anche il videoclip del brano L’universo. Nello stesso anno, Tagliapietra apparve come ospite nel brano Nightstorm, estratto dall’album Ancient Afternoons della band neoprogressive Ezra Winston. Le divergenze tra Tony Pagliuca e gli altri componenti erano cominciate già negli ultimi anni settanta; i problemi si erano accentuati dopo la fuga sanremese del 1982. Ormai insofferente al nuovo corso della band, il musicista abruzzese continuò a suonare forzatamente con le Orme fino agli inizi del 1992, quando lasciò definitivamente il gruppo. L’allontanamento di Pagliuca fu colmato con l’inserimento in pianta stabile di Michele Bon alle tastiere e Francesco Sartori al pianoforte. Per un breve periodo il gruppo scelse di cimentarsi anche con delle cover: nel 1991 parteciparono a Sapore di mare, programma televisivo in cui si esibirono con 4/3/1943 di Lucio Dalla e Generale di De Gregori. Nel nuovo spettacolo del gruppo (1993) fu fatto omaggio agli altri artisti del prog italiano e internazionale, infatti vennero inclusi anche pezzi del Banco del Mutuo Soccorso, della Premiata Forneria Marconi, dei New Trolls, di Joe Cocker, di Bob Marley, oltre a immagini e filmati per ripercorrere la storia del Rock Progressivo italiano e internazionale. Nello stesso anno la Polygram pubblicò una costosa compilation dal titolo Antologia 1970-1980, con la rimasterizzazione in digitale dei maggiori successi del gruppo, scelti però dalla major e non dagli autori, che ebbe un discreto successo di vendite, ma non diede, però, alle Orme la possibilità di incidere un nuovo disco, nonostante fosse pronto molto materiale; sempre nel 1993 nacque a Spongano (LE) il Fanclub Nazionale, che verrà subito ufficializzato dal gruppo. Il Fan Club pubblicò per diversi anni una fanzine sul gruppo inviata a iscritti, case discografiche e agenzie di spettacolo per una tiratura di duemilacinquecento copie, e negli anni a seguire fu il punto di incontro dei fan con il gruppo e l’unica fonte ufficiale di notizie, che i canali delle grandi major non diffondevano. Nello stesso periodo sia Pagliuca che Tagliapietra pubblicarono il secondo disco solista. Il gruppo, desideroso di poter agire senza alcuna pressione dall’alto, decise di intraprendere la strada dell’autoproduzione per i futuri album. Il primo disco di questo nuovo corso, Il fiume, uscì dopo una lunga gestazione. La Tring, etichetta indipendente a cui il gruppo si era legato, non credeva che il disco avrebbe avuto successo, e per questo chiese e ottenne dal gruppo di incidere entro il 1997 Amico di ieri, raccolta dei vecchi successi reinterpretati dal gruppo, per rifarsi delle probabili perdite. Il fiume invece vendette molto più del previsto: cinquantamila copie, nonostante la pessima distribuzione. Nell’anno della sua uscita, il 1996, nasce un altro Fan Club in quel di Ventimiglia ad opera di Gian Piero Trifirò, grazie al quale Le Orme stabilivano un altro record diventando il primo gruppo musicale italiano ad avere un proprio sito web, scoprendo di avere fan in tutto il mondo. Il nuovo club mette a disposizione dei fan materiale filmato e fonografico inedito, a pagamento, che susciterà le ire del gruppo, che disconoscerà il club e il suo fondatore, diffidandolo dal continuare nell’attività avviata. A dimostrazione della ritrovata popolarità, il gruppo fu invitato a tornare a Los Angeles vent’anni dopo per partecipare al celebre ProgFest, unico gruppo italiano, il 23 maggio 1997. In seguito suoneranno ancora altre volte in America, in particolare a San Francisco, Québec (Prog East), Città del Messico (Mex Prog), Mexicali (Baja Prog Fest), Buenos Aires, Rio de Janeiro (Rarf Prog Fest), Macaè e Chihuahua. Nel 1998 Francesco Sartori, autore della celeberrima Con te partirò di Andrea Bocelli, lasciò il gruppo per entrare definitivamente nella Sugar, casa discografica di Caterina Caselli. Lo sostituì il pianista e violinista Andrea Bassato, proveniente dai Mysia. Nel 2001 e nel 2004 uscirono quelli che attualmente sono gli ultimi due album in studio del gruppo, Elementi e L’infinito: entrambi sono concept album che, insieme a Il fiume, formano una trilogia sul rapporto tra l’uomo e la natura. Musicalmente parlando rappresentano un ritorno al suono progressive degli anni settanta con una ventata di sonorità orientali grazie all’ausilio del sitar, strumento che Aldo Tagliapietra ha cominciato a suonare nel 1994 e del quale ha poi scritto un pregevole metodo di studio, non ancora pubblicato. Nel 2005 Le Orme partecipano al Near Fest di Bethlehem, in Pennsylvania: dalla registrazione di questo concerto è stato ricavato il primo DVD del gruppo, Live in Pennsylvania, uscito nel gennaio 2008. Nel gennaio del 2006, esce un libro interamente dedicato al gruppo: Le Orme Storia o leggenda di Gian Piero Trifirò, non distribuito nei canali delle librerie, ma privatamente, ricco di notizie prese soprattutto da raccolte di articoli di varie riviste, musicali e non, degli anni precedenti e con molti errori ortografici e lessicali. Sicuramente di livello più alto e denso di notizie cronologicamente inserite con appropriato linguaggio, il libro sul gruppo: Le Orme: il mito, la storia, la leggenda di Oronzo Balzano, pubblicato dall’Editrice Bastogi, ISBN 88-8185-944-0. Nel 2007, presso il locale SonnyBoy di San Vendemiano, in provincia di Treviso, Le Orme danno vita ad un Fan Club Ufficiale, interessandosi personalmente di ogni iniziativa. La tournée 2008 del gruppo è iniziata a gennaio ma senza Bassato, uscito dal gruppo: Le Orme sono tornate ad essere un trio. Nonostante le difficoltà causate dalla defezione, il gruppo ritrova per l’ennesima volta lo slancio e la motivazione per ripartire: è in programma la registrazione di un album. L’anno viene concluso in tournée insieme a Tolo Marton, che collabora alla tournée del gruppo come ospite speciale. Aldo Tagliapietra pubblica il suo lavoro solista Il viaggio. Il 27 febbraio del 2009 il gruppo ritorna in tournée con la prima data a Pescara ancora in formazione a tre elementi, ma è già ufficiale che, a partire da maggio, un quarto elemento, il bassista/chitarrista Fabio Trentini, li affiancherà sul palco. Il gruppo promette di riproporre brani assenti da molti anni dal loro repertorio dal vivo. Alla fine del 2009, al termine di un’importante tournée in Canada, Aldo sospende la sua attività con Michi dei Rossi e con gli altri componenti. Chiede, per le vie legali, ma senza ottenerlo, che i componenti rimasti rinuncino ad usare il marchio Le Orme. Il gruppo composto da Michi, Michele e Fabio decide di continuare e organizza una formazione estesa che comprende anche Jimmy Spitaleri (Metamorfosi) alla voce, William Dotto alla chitarra, Federico Gava al pianoforte (fonte da leorme-officialfanclub.com). Così composta, questa formazione intraprende un fortunato e acclamato tour estivo, al termine del quale pubblica, tramite il Fan Club Ufficiale, il cd “Progfiles – Live in Rome”. Nel frattempo – siamo ormai giunti al settembre del 2010 – Tagliapietra riallaccia i rapporti con Tony Pagliuca e, con la partecipazione di Tolo Marton (che aveva fatto parte del gruppo nell’album Smogmagica) e di un batterista aggiunto, si presenta al Prog Exhibition, importante Festival svoltosi il 5-6 novembre a Roma per il quarantennale della musica progressiva in Italia. Il successo di pubblico induce il trio a sviluppare l’iniziativa: i tre, pertanto, dichiarano di voler proseguire la collaborazione e annunciano un tour di poche ma intense date, che riscuoterà grande successo di pubblico. Non potendo usare il nome storico del gruppo, i tre si presentano soltanto con i loro nomi: Tagliapietra Pagliuca Marton. Il 21 marzo 2011, presso l’Hard Rock Café di Roma, Le Orme, rappresentate da Michi Dei Rossi e Jimmy Spitaleri, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, tengono una conferenza stampa nel corso della quale presentano il nuovo lavoro discografico, intitolato La via della seta, con testi di Maurizio Monti (autore, tra gli altri, dei brani “Pazza Idea” e “Amore” rispettivamente portati al successo da Patty Pravo e dalla coppia Mina/Cocciante)[6]. Nei due giorni successivi, la band presenta il nuovo album dal vivo nella prestigiosa sede della “Casa del Jazz” a Roma, con tre concerti gratuiti che fanno il tutto esaurito. Segue un tour teatrale che termina il 25 aprile a Venezia. Nel dicembre del 2011, Federico Gava lascia il gruppo che non lo sostituisce. Nel corso del 2012 la band suona più volte insieme al Banco del Mutuo Soccorso che festeggia il suo quarantennale, e partecipa a Tokio presso il Club Città all’Italian Progressive Rock Festival (27/30 aprile 2012) [7] assieme ai Pooh, ai New Trolls-UT, ai Formula 3 ed alla Locanda delle Fate. Agli inizi di novembre del 2012 Jimmy Spitaleri annuncia di lasciare la band per continuare i suoi progetti futuri con i Metamorfosi, gruppo progressivo di cui si è sempre sentito parte integrante (tali progetti comprendono la realizzazione di un nuovo lavoro discografico ed una tournée). Contemporaneamente, anche William Dotto fuoriesce dalla band che, quindi, diventa nuovamente un trio, con le parti vocali interamente sostenute da Trentini. Nel 2013 la band è impegnata in una lunga tournée. Molti concerti sono assieme ad un altro storico gruppo degli anni 70: i New Trolls. Nel 2014 troviamo Le Orme partecipanti al Prog Exibithion di Milano e, per la prima volta, si esibiscono sullo stesso palco prima della PFM. La band è sempre impegnata in concerti in tutta Italia. Nel 2016 viene prodotto Felona e/and Sorona. Una rivisitazione dell’album uscito nel 1972 in doppia versione. italiana ed inglese. Durante la stagione, le Orme si esibiscono in 40 concerti sia in Italia che all’estero (Svezia, Belgio e Svizzera). Nel 2017 viene dato l’annuncio dell’uscita del nuovo album in studio, contenente tre inediti e rifacimenti di brani classici della band, intervallati da brani classici: la band si avvarrà di un’orchestra da camera per la realizzazione dell’album, del soprano Marta Centurioni e del tenore finlandese Eero Kaarlo Ilmari Lasorla; il primo inedito svelato del disco (in uscita ad aprile) ha come titolo Le ali di un sogno. L’8 febbraio viene annunciata sul blog dal sito ufficiale della band, l’uscita del cantante e bassista Fabio Trentini e l’entrata del nuovo membro, Alessio Trapella. Biglietti in vendita su vivaticket e, tra una settimana, direttamente al Bar Centrale di Casalmaggiore.

PINTUS (12 aprile, Casalmaggiore, Cinema Teatro Zenith) – Appuntamento con la comicità allo Zenith. Angelo Pintus nasce a Trieste da padre di origine sarda e madre di origini franco-liguri. La sua infanzia e la sua adolescenza sono divise tra Sardegna, Francia e Trieste, il che gli permette di sviluppare una particolare verve comica sin dai banchi di scuola. Parte giovanissimo per diventare un animatore Valtur. Nel 2000, forma il duo Angelo & Max con il comico Max Vitale. Nel 2001 i due sono spesso ospiti al Maurizio Costanzo Show e appaiono in altre trasmissioni televisive. La coppia vince nel 2007 il concorso Stasera mi butto e alla separazione del duo segue la partecipazione di Angelo a diverse trasmissioni Mediaset, come Guida al campionato. Dal 2009 al 2015 fa parte del cast di Colorado, in cui propone inizialmente la rubrica Sfighe (parodia del programma di approfondimento sportivo Sfide), iniziando a farsi conoscere grazie alle imitazioni di personaggi sportivi. La rubrica evolve poi in Sfighe nella Storia e Sfighe nel doposcuola. Dal 2011 propone la rubrica Non sopporto più, allargando le imitazioni ad altri personaggi del mondo dello spettacolo. La sua ultima presenza nel programma, come ospite speciale in una sola puntata, risale al 2016 con un monologo sul cyberbullismo. La sua presenza a Colorado comincia a diminuire dal 2013, quando inizia il tour da one man show 50 sfumature di Pintus che registra un record di sold out nei teatri di in tutta Italia (vengono superate le 150 date). Partecipa al Coca-Cola Summer Festival, nel 2014 è ospite del programma Zelig dove porta un monologo sulla pubblicità e debutta al cinema con il film Tutto molto bello, diretto da Paolo Ruffini, e successivamente appare nel film Ma tu di che segno 6?, diretto da Neri Parenti. Il 20 dicembre 2014 propone lo spettacolo speciale Pintus @ Forum al Forum di Assago, mandato in onda su Italia1 il 14 gennaio 2015, facendo registrare oltre 2.600.000 spettatori per uno share del 9,7%. È chiamato come ospite durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2015, mentre dal 30 marzo al 29 maggio 2015 ha condotto su Italia 1 il programma tv Karaoke. Ha poi ripreso il tour teatrale 50 sfumature di Pintus per concluderlo a luglio nella sua Trieste. Il 13 novembre 2015 inizia il suo secondo tour teatrale, Ormai sono una Milf, che inizialmente prevedeva meno di 70 date ma, a furor di popolo, ha superato il record di 50 Sfumature di Pintus con oltre 200 date. È stato ospite del programma Made in Sud il 17 maggio 2016. Il 10 settembre 2016 propone lo spettacolo speciale Pintus @ Arena, registrato all’Arena di Verona e mandato in onda su Italia1 il 25 settembre guadagnando oltre 1.677.000 di spettatori e lo share del 7,9%, nonostante la concorrenza costituita da NCIS – Unità anticrimine, Don Matteo e una nuova puntata della fiction Il segreto. Il 13 settembre 2016 consegna il premio come miglior musical eletto dal web a Notre Dame de Paris, alla serata evento Italian Musical Awards tenutasi al Teatro Brancaccio di Roma, mandata in onda il 26 dicembre su Canale 5. Il 19 ottobre 2016 ha partecipato alla quarta puntata di Bring the Noise, condotto da Alvin su Italia 1. Il 9 dicembre 2016 è invece ospite a Zelig, condotto da Michelle Hunziker e Christian De Sica e il 19 dicembre partecipa ad un servizio de Le Iene. Conclude a Trieste il tour Ormai sono una Milf il 20 maggio 2017 e dal 30 ottobre 2017 al 29 aprile 2018 è al Teatro Manzoni di Milano, con lo spettacolo E se fosse stato il cavallo? una settimana al mese per un totale di 42 date che registrano circa 33.000 presenze. Il 23 gennaio 2018 partecipa come ospite a Stasera tutto è possibile, condotto da Amadeus e il 18 maggio 2018 è a Londra per uno spettacolo speciale all’Union Chapel Theater. L’8 settembre 2018 si è svolta l’unica data estiva ad Ostia Antica, uno spettacolo speciale ripreso per Italia 1, andato in onda il 13 settembre successivo con 1.542.000 telespettatori (7.8% di share). Dal Teatro Sociale di Sondrio, il 5 ottobre 2018, è ripartito in tour con lo spettacolo Destinati all’Estinzione. Biglietti in vendita su vivaticket e, tra una settimana, direttamente al Bar Centrale di Casalmaggiore.

ACQUA FRAGILE (3 maggio, Casalmaggiore, Teatro Comunale) – (da wikipedia) Il gruppo si chiamava inizialmente “Gli Immortali”, e comprendeva Bernardo Lanzetti (voce), Gino Campanini (chitarra) e Piero Canavera (batteria), a cui si erano aggiunti in seguito il tastierista Maurizio Mori e il bassista Franz Dondi. Dondi proveniva da un altro gruppo minore, I Moschettieri, che nel 1967 aveva inciso un 45 giri (Il tempo dell’amore) e aveva suonato come spalla in un concerto italiano dei Rolling Stones. Gli Immortali iniziarono a esibirsi dal vivo e, nei primi anni settanta, furono notati dai membri della Premiata Forneria Marconi (PFM), uno dei gruppi di spicco del panorama del rock progressivo italiano. Il manager della PFM, Franco Mamone, decise di seguire anche il gruppo di Lanzetti, che nel frattempo aveva cambiato nome in “Acqua Fragile”. Mamone riuscì a far suonare il gruppo come supporter di molti grandi del rock progressivo, quali Soft Machine, Uriah Heep e Gentle Giant. Il primo album degli Acqua Fragile, Acqua Fragile, fu pubblicato dall’etichetta indipendente Numero Uno nel 1973 (poi ristampato dalla BMG nel 1991 e nel 2003). Era un lavoro chiaramente ispirato al progressive britannico (soprattutto Genesis e Gentle Giant) e cantato in inglese (fatto piuttosto anomalo per il panorama discografico italiano dell’epoca). Acqua Fragile fu distribuito solo in Italia, e non ebbe il successo sperato. L’album successivo, Mass Media Stars (Dischi Ricordi, 1974 – ristampato dalla Contempo Records nel 1991 e dalla BMG nel 2003) fu stampato anche per il mercato statunitense, che già aveva accolto con entusiasmo la PFM. Alla fine dell’anno il gruppo acquisì un nuovo elemento, il tastierista Joe Vescovi, proveniente dai The Trip appena scioltisi, ma poco tempo dopo fu il cantante Lanzetti ad abbandonare per entrare nella PFM (con cui avrebbe realizzato Chocolate Kings). Lanzetti fu sostituito per qualche tempo da Roby Facini (precedentemente nei Top 4 e nei Dik Dik), ma il gruppo non produsse più nulla e si sciolse definitivamente. I membri del gruppo percorsero poi strade indipendenti. Lanzetti, dopo la PFM, intraprese una carriera solista di discreto successo, allontanandosi dal rock progressivo; successivamente ha collaborato con i Mangala Vallis (gruppo reggiano guidato da Gigi Cavalli Cocchi) nel loro album d’esordio The Book of Dreams (2003), per poi entrare stabilmente nel gruppo a partire da Lycanthrope (2005). Dondi e Canavera suonarono per qualche tempo nei Rocky’s Filj, e poi negli Shout!, una tribute band dei Beatles che ha pubblicato due CD negli anni novanta. Dondi ha anche fondato, successivamente, l’Acqua Fragile Project, che ripropone brani del repertorio Acqua Fragile. Dopo l’esperienza del concerto VOX 40 del 2013, Lanzetti, Dondi e Canavera hanno deciso di produrre un nuovo album. Nell’ottobre 2017, per l’etichetta britannica Esoteric Antenna/Cherry Red, ecco viene pubblicato “A New Chant” con otto brani originali. Sette in lingua inglese e uno in italiano. Altro bel colpo questo della Kolosseo. Quello del Comunale di Casalmaggiore sarà una prima nazionale per festeggiare, come racconta Franco Frassanito, due eventi. Il primo riguarda direttamente il gruppo “E’ un concerto fatto quarant’anni dopo il loro scioglimento, per un gruppo che, negli anni in cui si cantava in italiano, scelse di cantare in inglese pagando a caro prezzo la scelta. Gli Acqua Fragile, stimati all’estero e soprattutto in America, non furono altrettanto fortunati in Italia. Poi la seconda ricorrenza: 30 anni fa furono finiti i lavori di risistemazione del teatro Comunale. Tra i personaggi che parteciparono all’inaugurazione c’era proprio Bernardo Lanzetti”. Lo stesso Franco Frassanito racconta un aneddoto che testimonia proprio l’attenzione che in America si aveva per il progressive. “Quando per la prima volta, e da cantante della PFM Bernardo andò in America, lo accolsero tutti come il cantante degli Acqua Fragile. Lì i cultori del genere lo conoscevano così”. Biglietti in vendita su vivaticket e, tra una settimana, direttamente al Bar Centrale di Casalmaggiore.

PRIMAVERA ESTATE – Ci sono altri eventi in programmazione. Il primo (se ne sta occupando il figlio di Franco Frassanito, Tommaso, con gli amici) è la rassegna La Centralissima. Una rassegna di qualità, con gruppi ed autori emergenti nel panorama underground. Tutti i concerti (è questa l’intenzione) si terranno fuori dal bar, nello spazio attiguo. Esperienza già fatta l’anno scorso e indubbiamente ricca di fascino. L’altro è relativo all’estate “Sarà un grosso evento, ma al momento stiamo programmando tutto e preferisco non fare nomi”. Una sorta di Festival su più giorni, con musica e cibo, questi gli unici particolari che riusciamo a strappargli. Al termine della conferenza stampa Franco Frassanito comunque un piccolo sassolino dalla scarpa se lo vuole togliere: “Organizzare richiede impegno, e soprattutto competenza, non si può improvvisare. Se devo organizzare un concerto non mi rivolgo al panettiere perché ci sono tante di quelle cose da mettere insieme che non si può lasciare al caso”. Un messaggio subliminale? Al momento ci teniamo il dubbio e ci godiamo un calendario ricchissimo di appuntamenti e che – ne siamo certi conoscendo Franco – porterà sicuramente nel corso dell’estate altre e gradite sorprese.

Nazzareno Condina

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Commenti
  • valeria

    Grazie …semplicente grazie!