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Festa del Pipèn, grandi numeri
anche nell'ultimo weekend tra
Guareschi e i mestieri di una volta

Intanto il piedino di maiale lessato, piatto riscoperto proprio in questa sagra a livello di grande pubblico (prima di questa iniziativa era considerata quasi una pietanza di nicchia), è stato accompagnato da altri piatti della tradizione.

TORRICELLA DEL PIZZO – Un nuovo bagno di folla, in particolare per il pranzo domenicale, ha chiuso la 14esima edizione della Festa del Pipèn, che si conferma una delle iniziative gastronomiche più riuscite del Casalasco e in generale della provincia di Cremona, capace di richiamare visitatori anche da fuori e spesso da lontano. Quella che inizialmente, 14 anni fa appunto a Torricella del Pizzo, nasceva come una scommessa (vinta), ora è decisamente una certezza. Merito di una formula consolidata, che ha saputo espandersi e spalmarsi su quattro giorni – due weekend – quando ha sentito che era il momento e che il passo non sarebbe stato più lungo della gamba. Come detto la Festa del Pipèn segue uno spartito classico, che tutti apprezzano da tempo, ma non dimentica di inserire alcune novità significative.

Nell’ultimo weekend, infatti, dopo lo show di Mauro Adorni il sabato sera, al solito irresistibile tra barzellette e sketch in dialetto parmigiano – una vera e propria lingua madre per lui – domenica si è tenuto il convegno sulla figura di Giovannino Guareschi, il papà letterario di don Camillo e dell’onorevole Peppone, figure esportate nel mondo, tanto che i libri di Guareschi ambientati nella vicina Brescello sono tra i più tradotti fuori dall’Italia. La conferenza di Egidio Bandini, presidente del gruppo Amici di Giovannino Guareschi, ha permesso di (ri)scoprire il nuovissimo auditorium inaugurato solo pochi mesi fa, all’interno dell’Agriturismo Torretta. Uno spazio culturale in più in un comune piccolo ma sempre attivo.

La Sala Magna si è poi riempita all’ora di pranzo, con il menù tradizionale servito dai preziosi volontari e dai ragazzi dell’Istituto Einaudi di Cremona: il piedino di maiale lessato, piatto riscoperto proprio in questa sagra a livello di grande pubblico (prima di questa iniziativa era considerata quasi una pietanza di nicchia), è stato accompagnato da altri piatti della tradizione. E a questo proposito gli attrezzi di una volta, prevalentemente in legno, sono stati utilizzati sempre all’interno della Torretta per una dimostrazione che ha consentito di fare un salto all’indietro nel tempo, comprendendo il laboratorio di panificazione dedicato ai bambini.

Nella foto il Maestro Zani osserva uno strumento musicale meccanico suonato da Ernesto Marchetti del Comitato Fiera

La distribuzione della polenta pasticciata gratuita nel pomeriggio ha chiuso la festa, ma non l’attesa: che adesso è tutta concentrata sulla data in cui sarà trasmesso su Rete 4 (nel programma “Parola di Pollice Verde”, in onda il sabato alle 13) il servizio sulla festa registrato domenica dalla troupe di Luca Sardella. Troupe che è rimasta nel Casalasco tre notti, registrando servizi in paese, in agriturismo Torretta (la macellazione del maiale e i musei: a proposito, uno di questo domenica è stato visitato anche dal grande Maestro di Casalmaggiore Giacomo Zani) e anche presso le aziende Padania Alimenti di Casalmaggiore e Salumificio Santini di Torre de’ Picenardi, che produce il pizzetto. Luca Sardella ha registrato anche immagini del fiume Po e della riserva naturale regionale Lanca Gerole con l’utilizzo di un drone.

G.G.

 

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