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Caso Formigoni, Piloni (PD)
risponde ai 5 Stelle: "Da loro
facile giochino per la polemica"

La richiesta di trattazione urgente, che avrebbe avuto bisogno del voto di due terzi dell'Aula per passare, è stata respinta da tutte le forze politiche ad eccezione dei proponenti. La mozione, comunque, non decade.

MILANO – “Il Movimento 5 Stelle sa benissimo che la Regione era già parte civile nel processo Maugeri, per il quale Formigoni è in carcere e dovrà risarcire la Regione. Ieri eravamo in seduta di mozioni, e i cinquestelle avevano scelto di discutere di altro. Solo alla fine hanno chiesto di mettere ai voti l’urgenza della mozione su Formigoni – quale urgenza ci poteva essere? – sapendo che non sarebbe mai stata concessa, perché avrebbero dovuto raccogliere, oltre all’opposizione, quasi la metà dei voti della maggioranza. È stato un giochetto per fare facile polemica. Noi abbiamo combattuto Formigoni quando sembrava onnipotente, e lo abbiamo fatto anche a Crema con la scuola di CL e il milione di euro che i cremaschi hanno dovuto pagare. Non ricordo molte battaglie dei Cinquestelle in Regione su questo. Ora Formigoni è in carcere e ha i conti pignorati e per combatterlo non serve alcun coraggio, quello che invece servirebbe ai Cinquestelle per far restituire alla Lega i 49 milioni che deve allo Stato, o per votare in Senato l’autorizzazione a procedere contro Salvini per il caso Diciotti.”

Lo dichiara il consiglie regionale del Pd Matteo Piloni in risposta alla polemica dei consiglieri del Movimento 5 stelle che martedì, in Consiglio regionale, hanno chiesto la trattazione d’urgenza di una mozione per la richiesta di risarcimento danni all’ex presidente Roberto Formigoni per il danno all’immagine della Regione dovuto ai diversi scandali occorsi durante il suo mandato. La richiesta è arrivata in coda a una seduta di consiglio dedicata a interrogazioni, interpellanze e mozioni nella quale, come di consueto, tutti i gruppi hanno avuto la possibilità di vedere discusse le mozioni indicate durante la programmazione. La richiesta di trattazione urgente, che avrebbe avuto bisogno del voto di due terzi dell’Aula per passare, è stata respinta da tutte le forze politiche ad eccezione dei proponenti. La mozione, comunque, non decade e potrà essere messa in calendario per la prossima seduta dedicata agli atti ispettivi e di indirizzo.

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