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Ponte Po, lo scetticismo
di Amo Colorno: "Poca chiarezza
e revisioni in corsa: non ci siamo"

"Vorremmo credere alle parole del presidente della Provincia, Dott. Diego Rossi, ma sembrano ancora troppi gli interrogativi. Ci sono ancora troppe cose da finire e in troppo poco tempo" scrive la civica di Colorno.

COLORNO/CASALMAGGIORE – “Il ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore è ormai chiuso da circa due anni e la sofferenza e i danni che hanno subito i territori limitrofi sono evidenti a chiunque. L’infrastruttura, fondamentale collegamento tra Emilia – Romagna e Lombardia, dopo i lavori di incerottamento, sembra finalmente essere quasi pronta a tornare operativa”: a fare il punto della situazione stavolta è il gruppo Amo Colorno.

“Il progetto realizzato dall’ing. Scaroni – si legge nel comunicato – prevedeva oltre ad una tenuta ridotta di 10 anni, la presenza di sensori atti a monitorale costantemente la “stabilità” della struttura. Peccato che secondo la Provincia di Parma, nel progetto iniziale non sia stata prevista la modalità di installazione e trasmissione e interpretazione dei dati provenienti dai sensori. Non è nemmeno stata prevista la posa della fibra ottica. Per questo motivo sembra che si stia lavorando ad uno studio con l’università di Parma. Un sistema sviluppato con oltre 150 punti di lettura che lieviteranno il costo iniziale di riparazione del ponte di un altro milione di euro, spalmato in 10 anni”.

Il comitato poi riprende alcuni degli ultimi passaggi. “Il progetto di monitoraggio originale è stato rivisto” spiega il prof. Antonio Montepara dell’Università di Parma. Vuol significare che non si è totalmente sicuri dell’effettiva tenuta degli incerottamenti? La domanda dobbiamo necessariamente porcela così come dobbiamo interrogarci sulla regolamentazione del traffico di mezzi pesanti sul ponte, quando lo stesso verrà finalmente riaperto. Sempre secondo la Provincia di Parma verrà installato un sistema omologato dal Ministero dei Trasporti, atto a verificare il transito dei mezzi pesanti. Il problema dei mezzi pesanti va necessariamente gestito nella maniera migliore, e speriamo vivamente che sia fatta la scelta giusta e non come quella fatta sul ponte di San Daniele Po. Altro importantissimo collegamento delle due regioni su cui si stanno svolgendo alcuni lavori di riparazione. Quest’ultimo ponte, nonostante si stia lavorando, è rimasto aperto al passaggio anche dei mezzi pesanti con un carico al massimo di 44 tonnellate e con passaggio a senso unico alternato”.

“La Provincia di Parma – conclude il gruppo Amo Colorno – afferma che il ponte potrà essere riaperto anche senza sensori e che la data di riapertura del 5 giugno sarà rispettata. Ci piacerebbe sapere il parere della provincia di Cremona in merito. Vorremmo credere alle parole del presidente della Provincia, Dott. Diego Rossi, ma sembrano ancora troppi gli interrogativi. Ci sono ancora troppe cose da finire e in troppo poco tempo, per realizzare quantomeno il sistema di gestione dei mezzi pesanti. Auspichiamo che si riesca a trovare quanto prima un compromesso tra sicurezza e celerità, perché davvero non possiamo più aspettare”.

redazione@oglioponews.it

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