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Asola, in pochi alla raccolta di rifiuti.
Mirko Savi: "Comune e cittadini
assenti, tanto non cambia nulla"

"Oggi a raccogliere eravamo in 4 del solito gruppetto e cinque o sei di Legambiente Castiglione. Poi il nulla" ci spiega telegraficamente Mirko Savi. Lo sfogo l'ha postato nel gruppo 'L'Asola dei sogni

ASOLA – Quattro ragazzi di Asola (e dintorni), cinque di Legambiente Castiglione. 9 persone in tutto. Un nulla se raffrontato a tutto quel che c’è da fare. Mirko Savi è un po’ sconsolato perché poi, alla fine, ci si ritrova in tre gatti e – quel che è peggio – all’amministrazione sembra non fregare nulla di quel che fanno i suoi cittadini (pochi) virtuosi. E ci va giù pesante Mirko perché già la responsabilità che si è caricato sulle spalle (lui, insieme agli altri che con lui costituiscono il gruppo non istituzionalizzato dei volontari per la pulizia del Chiese) è grande ma quello che più fa rabbia e che le istituzioni – quelle che si riempiono la bocca con l’interesse per il mondo del volontariato, per l’ambiente, l’importanza del terzo settore ed altre ‘amenità’ del genere – alla fine sono le prime a starsene bellamente in disparte.

“Oggi a raccogliere eravamo in 4 del solito gruppetto e cinque o sei di Legambiente Castiglione. Poi il nulla” ci spiega telegraficamente Mirko Savi. Lo sfogo l’ha postato nel gruppo ‘L’Asola dei sogni’, prendendo spunto dall’analoga esperienza di Dello, quelli ‘gnari di Dello’ che godono invece dell’appoggio delle istituzioni. “Questi ragazzi – spiega commentando l’impegno degli ‘gnari’ – hanno fatto esattamente come noi, tutto è partito da ragazzi tra i 25/32 anni, gruppo spontaneo perché erano stanchi di vedere il degrado ambientale. La Protezione Civile, gli ha messo a disposizione tutti i mezzi. Il paese intero si è mobilitato per dargli una mano. Il Comune li ha appoggiati sin sa subito, non con le parole ma con i fatti, con i mezzi ed ESSENDOCI. Tutta la comunità unita per un unico grande obbiettivo. Solo perché invece di restare a casa a chiacchierare, o a dare sentenze o a mettere i mi piace, sono usciti ed hanno iniziato a FARE. Devo solo fargli i miei complimenti, solo che dopo questo articolo mi chiedo una cosa. Non penso che ad Asola siamo inferiori. Ma perché ad Asola non è così?”.

“Tanto – conclude Mirko – non cambierà nulla”. Un momento no insomma. Tanto – per tanti, istituzionalizzati o meno – vivere tra i rifiuti o in un ambiente più sano sembra essere uguale. Un momento no che anche se con molta stanchezza, non è una resa. Perché i ragazzi di Asola non si arrendono. Per loro l’ambiente conta e non è uguale sbattersene e non far nulla o mettersi in gioco.

Nazzareno Condina

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