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Certificati di invalidità,
Piloni (PD): "Non paghino
i cittadini, si attivi la Regione"

"La colpa non è dei medici di medicina generale che eseguono una prestazione da liberi professionisti – spiega Matteo Piloni, primo firmatario dell’interrogazione – ma tocca alla Regione intervenire tempestivamente".

MILANO – “Molti cittadini, e proprio i più fragili, pagano cifre anche consistenti ai propri medici di base per poter attivare la procedura burocratica e richiedere il certificato di invalidità, nonostante una normativa nazionale e una circolare regionale ne prevedano la gratuità”. La denuncia era partita dal gruppo regionale del PD alla vigilia di martedì, quando il tema è stato affrontato in Aula consiliare durante il question time.

“La colpa non è dei medici di medicina generale che eseguono una prestazione da liberi professionisti – aveva spiegato lunedì Matteo Piloni, primo firmatario dell’interrogazione – ma tocca alla Regione intervenire tempestivamente e porre rimedio a questa stortura, stipulando una convenzione con gli stessi medici, perché questa prestazione sia sempre gratuita, così come avviene anche per altre certificazioni”. “La Regione dovrebbe, inoltre – aggiunge Piloni – istruire i medici specialisti di reparto, che sarebbero anche i più titolati a compilare tali certificazioni, affinché provvedano direttamente presso le strutture, sollevando così le famiglie da costi e disagi ulteriori”.

Alla fine martedì l’accordo è arrivato: un accordo con i sindacati dei medici come quello che a suo tempo è stato definito per ottenere la gratuità dei vaccini. “Questo è l’impegno che il gruppo del PD martedì mattina ha strappato all’assessore Gallera, durante il question time sulle certificazioni di invalidità. Proprio in questi giorni – spiega Piloni – si aprirà il tavolo con i sindacati dei medici, ci auguriamo che si raggiunga un accordo per calmierare le tariffe e andare incontro a migliaia di famiglie lombarde. Ricordo che il Ministero della salute ha già emanato le linee di indirizzo due anni fa e la Regione Lombardia, l’anno scorso, ha emesso una circolare molto chiara a riguardo, proprio in virtù dell’atto ministeriale sull’aggiornamento dei LEA”. “Il nostro obiettivo era quello di dare soluzione a una questione che pesa su tante famiglie, sollevandole da costi economici e disagi, in termini di burocrazia e spostamenti, speriamo di esserci avvicinati un po’” conclude il consigliere dem.

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