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Luigi Berlingeri e la Stereobike:
19 anni, elettronica e
meccanica applicata ai sogni

Mi piace pensare che la bici di Luigi rimarrà nel tempo il prototipo/documento dell’invenzione di un ragazzo giovanissimo che ha dato spazio alla sua creatività realizzando qualcosa di unico e che presto vedremo più persone in sella alla BERLINGERI STEREOBIKE

GUSSOLA – In tanti lo hanno notato in giro per il paese o sull’argine, mi riferisco ad un ragazzo sopra una strana bici, una bici-stereo color verde ottanio, una bici unica ed originale, la sua bici, la sua invenzione. Lui è Luigi Berlingeri residente a Gussola, di soli 19 anni e già inventore di qualcosa di interessante, un impianto stereo per biciclette.

Luigi e alcuni suoi amici avevano visto qualcosa di simile in alcuni video presi da youtube. Luigi si fa prendere e scatta la scommessa: gli amici lo sfidano dicendogli che di certo non è in grado di realizzare una cosa simile. Ma questi amici non sanno fino a che punto Luigi ama la meccanica e l’elettronica e fino a dove arrivano la sua inventiva e la sua manualità così, perdono la scommessa, rovinosamente.

Infatti, tre giorni dopo, progetto, prototipo e scheda tecnica, che qui riporto, erano già pronti: Assicelle di legno tagliate su misura per contenere batteria e casse, Batteria a gel 65 ampere – Amplificatore F4 380 audio system – 4 casse Faital Pro da 260 watt l’una – Autoradio Alpine dotato di AUX / USB / Bluetooth / carica smartphone – Bici da donna.

Luigi inizia a realizzare quest’opera che ormai è già ben chiara nella sua testa. Taglia e modella le assi di legno che dovranno contenere la batteria, le casse e l’amplificatore, la prima posta dietro sul portapacchi, le seconde nello spazio triangolare che sta tra le gambe di chi pedala, e infine, sul manubrio, una comune autoradio. Esegue tutti collegamenti, dipinge bici e legno di un bel verde ottanio e la STEREOBIKE è pronta.

Vi lascio immaginare lo stupore degli amici! L’audio è perfetto, si sente benissimo e volendo si possono collegare pure le cuffie. Esteticamente dà l’impressione di essere un tantino ingombrante, ma del resto Luigi ha assemblato ciò che aveva a disposizione, di certo una idea così, nelle mani di una azienda che riesca a ridurre le misure e il peso degli elementi utilizzati, potrebbe sortire un risultato strepitoso.

Mi piace pensare che la bici di Luigi rimarrà nel tempo il prototipo/documento dell’invenzione di un ragazzo giovanissimo che ha dato spazio alla sua creatività realizzando qualcosa di unico e che presto vedremo più persone in sella alla BERLINGERI STEREOBIKE. Qualcuno dirà, beh ma per ascoltare la musica in bicicletta avevamo già il walkman! No, non è la stessa cosa, il walkman obbliga all’ascolto in cuffia e questo impedisce al ciclista di sentire il rumore delle auto e del traffico, cosa molto pericolosa.

La bici di Luigi invece ti permette di goderti la musica senza perdere ciò che accade attorno e senza disturbare in quanto il volume è regolabile. Poi c’è sempre chi non gradisce e gli getta addosso un secchio di acqua quando lo sente passare sotto le finestre, anche se è metà pomeriggio ed il volume è decisamente basso. Ma un ragazzo come Luigi deve farsene un baffo di queste cattiverie, Luigi è timido, rispettoso, educato, gentile, è un ragazzo come tanti, appassionato della tecnologia, con tanta voglia di fare, carico di inventiva e creatività e con qualche sogno nel cassetto.

Quando si sente dire che i giovani oggi non sanno fare nulla, non hanno obiettivi et similia, mi viene da ridere perché invece credo che i nostri giovani abbiano il peso di doversi fare strada in un mondo cattivo e difficile e l’arduo compito di riparare ai nostri errori. Luigi è uno dei mille esempi, c’è chi spicca nella musica, chi nel teatro, chi nella danza, che nell’impegno sociale, chi nella politica, chi nelle scienze, chi nel design e potrei andare avanti.

Anche il nostro territorio ne ha parecchi di giovani così, e a volte noi “grandoni”, manco li vediamo. La bicicletta di Luigi è in esposizione in via Corsica presso lo spazio di Bruno Arcari, artista e persona sensibile, sempre pronto ad aprire le porte a giovani talenti.

La speranza è quella che al nostro piccolo grande Archimede venga data la possibilità di brevettare la sua simpaticissima bicicletta e che qualche industria decida di lanciarla sul mercato, nel frattempo la cittadinanza e l’amministrazione comunale sono invitati ad ammirarla presso lo spazio Arcari.

Giovanna Anversa

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