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Bozzolo, furti alla tomba del
piccolo Gabriele. I genitori: "Gli
oggetti hanno un valore affettivo"

Ci teniamo solo ad informarti che tutto ciò che vedi a decoro e ornamento di questo spazio SACRO non ha gran valore venale... è di notevole importanza invece, per noi, dal punto di vista AFFETTIVO. Pertanto sii rispettoso dei defunti e del luogo in cui ti trovi

BOZZOLO – Tanti fiori bianchi e tanti oggetti, perché chi resta comunica anche così con chi non c’è più. Il piccolo Gabriele è nato morto il 22 marzo di quest’anno. Un dolore infinito per i genitori che, oltre a dover affrontare l’indicibile peso della dipartita, devono affrontare un’altra realtà. Quella vigliacca di chi non ha rispetto neppure per il luogo sacro dei defunti, per il dolore di chi va a pregarli davanti ad una croce.

“Sono il papà di un bambino nato morto lo scorso 22 Marzo 2018 – ci racconta l’uomo – stanco delle continue sottrazioni perpetrate alla tomba di mio figlio che, anche se di poco valore venale, hanno una ricaduta su quello affettivo”. I furti al cimitero, da quel che ci spiega, sono un fenomeno crescente. Ieri mattina il papà di Gabriele ha deciso di scrivere a chi si ferma davanti a quel piccolo spazio. E’ un cartello per i malintenzionati ma è un cartello per tutti.

“Caro amico, cara amica – si legge nel cartello – questa davanti a te è la tomba del nostro piccolo Gabriele. Fermati pure, raccogliti in preghiera davanti a lui… il Signore ti benedirà. E se vuoi puoi donargli un fiore… te ne sarà grato. Ci teniamo solo ad informarti che tutto ciò che vedi a decoro e ornamento di questo spazio SACRO non ha gran valore venale… è di notevole importanza invece, per noi, dal punto di vista AFFETTIVO. Pertanto sii rispettoso dei defunti e del luogo in cui ti trovi. QUELLO CHE NON E’ TUO LASCIALO LI’. Ti ringraziamo per la collaborazione”. Firmato i suoi genitori.

Le foto ce le ha mandate il papà. Sono quelle della dimora eterna di Gabriele e dell’appello a farlo riposare in pace. Ancor di più, sono l’appello a rispettare il dolore di chi piange un angelo.

Nazzareno Condina

 

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