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Elezioni, residenti all'estero e l'incubo quorum: le percentuali nel comprensorio Oglio Po

Spesso nei comuni più piccoli alle elezioni comunali si presenta una sola lista, ma in questo caso la legge prevede che, per essere considerate valide, le elezioni devono fare registrare un’affluenza almeno del 50% degli aventi diritto. In caso contrario arriva il commissario.

C’è un dato che rischia di mettere in discussione il corretto svolgimento delle elezioni amministrative in alcuni comuni della nostra Provincia, e riguarda il numero degli elettori residenti all’estero. In totale sono oltre 14mila, di cui 10mila extra Ue e 4mila europei. Tale numero è andato gonfiandosi negli ultimi anni per un preciso motivo: si è registrata la corsa soprattutto dei discendenti degli antichi emigranti, che soprattutto a fine Ottocento si trasferirono in Sud America dai nostri campi a causa della grave crisi dell’agricoltura, ad ottenere la cittadinanza italiana, e quindi europea.

In certi casi le cifre sono impressionanti: nel Casalasco ci sono due Comuni dove il numero degli aventi diritto al voto residenti all’estero arriva a superare il 35% degli effettivi residenti in paese: si tratta di Torricella del Pizzo e Motta Baluffi. Nel primo comune il prossimo 26 maggio non si vota, nel secondo sì. Sempre nel Casalasco si attesta attorno al 20% San Martino del Lago. Nella zona mantovana del comprensorio Oglio Po, a fronte di parecchie percentuali “normali”, spicca il caso di Rivarolo Mantovano, che comunque si ferma al 12.61%, molto lontano dunque dai record casalaschi.

Perché un ampio numero di “stranieri” desta preoccupazione? E’ presto detto. Spesso nei comuni più piccoli alle elezioni comunali si presenta una sola lista, ma in questo caso la legge prevede che, per essere considerate valide, le elezioni devono fare registrare un’affluenza almeno del 50% degli aventi diritto. In caso contrario arriva il commissario. Prendiamo il caso di Motta Baluffi, che si prepara ad andare al voto: a fronte di 897 abitanti (i dati sono del 1° gennaio 2018) ci sono 322 residenti all’estero (in questo caso il dato è del 1° gennaio 2019). Ciò comporta che per arrivare al 50%, oltre il 70% di chi vive effettivamente a Motta dovrà votare per evitare il commissariamento, dando per scontato che i figli dei migranti ben difficilmente torneranno nella terra dei loro avi per votare.

Non a caso, proprio a Torricella del Pizzo, quando si votò un paio di anni fa, l’emergenza fu ben conosciuta, e influì non poco sulla formazione di una seconda lista per evitare un esito infausto. A Motta quest’anno le liste sono due, dunque pericolo evitato, ma già si vociferava di una lista “civetta” proprio per evitare problemi e patemi da quorum. Si consideri che già di per sé la presenza di una sola lista tende ad abbassare l’affluenza, poiché i cittadini trovano poco utile partecipare ad un voto segnato in partenza. Non sarebbe male che chi di dovere pensasse a qualche soluzione, magari anche la messa in discussione della quota del 50% per certe realtà.

Di seguito ecco le tabelle per i comuni comprensoriali in provincia di Cremona e per i comuni comprensoriali in provincia di Mantova:

V.R.

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