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Cottarelli in cattedra allo Zenith coi
ragazzi del Romani: "Noi europei?
Disuniti non facciamo strada"

"Le bufale che girano sul fatto che la Germania decide tutto sono, appunto, bufale. E mi stupisco che qualche editorialista importante (il nome fatto è stato quello di Aldo Cazzullo, ndr) le cavalchi". GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Quattrocentocinquanta studenti del Polo Romani, uno Zenith gremito a metà data l’ampiezza della sala e una mattinata particolare a Casalmaggiore, in piazza Garibaldi. Martedì mattina infatti il convegno organizzato dalla Fim Cisl Asse del Po dal titolo “Innovare, economia del futuro nella tecnologia sociale” ha portato illustri ospiti. Su tutti Carlo Cottarelli, economista cremonese e direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, che ha trattato del tema “Unione monetaria ed economia in Europa: cosa manca?”. Una figura di grande rilievo istituzionale, che ha avuto incarichi sia nel Governo Letta – quando fu Commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica – che nel Governo Renzi – quando fu direttore esecutivo nel board del Fondo Monetario Internazionale. E che ha seriamente “rischiato” di divenire premier quando non si riusciva a formare un Governo nella primavera 2018.

Un confronto, con il giovane uditorio, non semplice, su temi spinosi. Dopo il saluto della professoressa Chiara Zani, che ha presentato i vari indirizzi offerti dal Polo Romani (tutti presenti al convegno), il primo intervento è stato di Omar Cattaneo, segretario generale Fim Cisl, che nell’introduzione ha parlato di “Europa che vorrei”. Un tema caldissimo e attuale, specie al pensiero delle imminenti elezioni Europee. In platea, peraltro, erano presenti anche lavoratori e cittadini interessati e curiosi, non necessariamente legati al mondo della scuola.

Rosario Iaccarino, responsabile della formazione Fim Cisl nazionale, ha provato inizialmente a coinvolgere i ragazzi, trovando un po’ di giustificata ritrosia visto l’argomento non facile. Poi qualcosa si è sbloccato. Sul palco, oltre a Cattaneo e Cottarelli, Leonardo Becchetti, docente di Economia Civica presso l’Università Roma 2 di Tor Vergata, Giuseppe Demaria, segretario generale Fim Cisl Asse del Po, e Andrea Donegà, anch’egli segretario generale Fim Cisl Lombardia.

“Viviamo un periodo down – ha detto Cattaneo – ossia difficile, perché i cittadini sono stanchi”, per presentare poi la propria idea di Europa, che si ottiene solo abbandonando l’individualismo: “Perché comunque alla fine deve prevalere una comunità di intenti”. Da Cottarelli, infine, un pensiero al Governo Monti, “che ha tenuto una politica più severa di quanto chiesto da Bruxelles” e un excursus storico sull’istituzione Europa, nata dall’esigenza di cessare il periodo bellico e che poi ha vissuto sviluppi figli della globalizzazione, verso la moneta unica. Con un monito finale. “Le bufale che girano sul fatto che la Germania decide tutto sono, appunto, bufale. E mi stupisco che qualche editorialista importante (il nome fatto è stato quello di Aldo Cazzullo, ndr) le cavalchi. Quello che è certo è che, dinnanzi ad economie in forte espansione – dalla Cina, all’India, al Brasile – se noi europei continuiamo a dividerci su tutto, non conteremo mai nulla”.

Giovanni Gardani

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