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Romani e Mia, metacinema
e metateatro per dire basta
alla violenza contro le donne

“La tua storia è una pagina bianca” era il titolo dell’evento che, patrocinato dal Comune di Casalmaggiore, più che uno spettacolo, è stata una sorta di presentazione romanzata al pubblico dei laboratori svolti dagli studenti. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Mia, Movimento Incontro Ascolto, che da anni sul territorio Casalasco si occupa di aiutare le fragilità e in particolare combatte contro la violenza sulle donne gestendo il Centro Antiviolenza, e Polo Scolastico Romani, l’istituto di scuola superiore di Casalmaggiore, insieme per un progetto durato due anni interi, assieme alle classi di III Classico, III Linguistico, II Scientifico e II Itis, e conclusosi – almeno per questa prima parte, dato che poi l’insegnamento non svanisce – venerdì sera al Teatro Comunale di Casalmaggiore. “La tua storia è una pagina bianca” era il titolo dell’evento che, patrocinato dal Comune di Casalmaggiore, più che uno spettacolo vero e proprio, è stata una sorta di presentazione romanzata al pubblico, a ingresso libero, dei laboratori svolti dagli studenti dell’Istituto quali proposte di nuovi modelli e relazioni tra donne e uomini.

Annise Grandi, presidente di Mia a Casalmaggiore, ha illustrato come è nato il progetto, “cercando sempre di coinvolgere i ragazzi e di non renderli partecipanti passivi”. Dopo il saluto di Maria Caterina Spedini, dirigente scolastica del Romani, che ha ricordato come la collaborazione sia in realtà partita 5 anni fa, si è entrati nel vivo. La parte educativa e laboratoriale è stata condotta, in collaborazione con le operatrici di MIA, da Massimiliano Filoni della Cooperativa Sociale Giolli, attraverso la pratica teatrale secondo il metodo del Teatro dell’Oppresso ideato dal regista brasiliano Augusto Boal e la pedagogia coscientizzante di Paulo Freire, nota come pedagogia della liberazione.

Un gruppo ristretto di studenti ha poi scelto di partecipare a un laboratorio pomeridiano finalizzato all’ideazione e messa in scena di un video, con la regia di Marco Goi. Un video di metacinema, in cui la violenza di genere – che passa in questo caso dalle parole e dunque è violenza psicologica, la forma più subdola – emerge in diversi passaggi, dopo la simulazione di una cena a doppia coppia in casa di una di queste. Subito dopo la proiezione del video, la discussione è passata dalle parole dei protagonisti della clip e soprattutto del laboratorio, che hanno raccontato sensazioni e sentimenti provati durante la realizzazione del lavoro. In conclusione una serie di riflessioni scritte e lette dai ragazzi ha condotto allo scioglimento della serata con i meritati applausi giunti dal pubblico. Non prima però di coinvolgere il pubblico stesso, arrivando a comporre una frase per riflettere sul femminicidio, con parole pescate in platea in una riuscita improvvisazione guidata da Massimiliano Filoni, vero e proprio mattatore assieme ai giovani del Romani.

G.G.

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