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Petrit Halilaj, il sogno si avvera:
l'artista partito dal campo
profughi in cattedra a Parigi

Petrit ha una residenza a Bozzolo, una a Berlino e torna anche in Kosovo, sua terra d’origine. La sua vicenda aveva impressionato per tenacia e umanità. E ora è arrivata la grande svolta: insegnerà alla Scuola nazionale superiore delle Belle Arti.

BOZZOLO – Petrit Halilaj ce l’ha fatta. Di lui ci eravamo occupati per la sua grande passione per l’arte e per l’indubbia bravura, certificata dalla partecipazione alla Biennale di Venezia, dove una sua installazione ottenne la menzione speciale della giuria. Petrit ha una residenza a Bozzolo, una a Berlino e non ha dimenticato il Kosovo, sua terra d’origine.

La sua vicenda aveva impressionato per tenacia e umanità: perché Petrit ha vissuto l’esperienza del campo profughi a casa sua ed è stato in particolare uno psicologo bozzolese, Giacomo Poli, partito per i Balcani inserito nella missione Arcobaleno e nel campo profughi di Kukes in Albania, a sorprendersi qualche anno fa dinnanzi agli splendidi disegni di Petrit, che raccontano il suo mondo, fatto di sofferenza, ma anche i suoi desideri.

Da lì è partito tutto: il nome di Petrit circola a Cremona, che gli dedica una mostra personale, arriva addirittura all’orecchio di Kofi Annan, segretario generale dell’Onu. Petrit poi conclude gli studi in patria ed entra all’Accademia di Brera. Oggi, a 32 anni, Petrit è stato nominato insegnante di arte alla Scuola nazionale superiore delle Belle Arti a Parigi, una delle più longeve, essendo stata fondata nel 1795. Halilaj aveva presentato la sua candidatura, dopo essere diventato peraltro italiano l’8 marzo in sala consiliare a Bozzolo, a conferma del suo legame col comune mantovano e col nostro Paese in generale.

Classe 1986, ha già esposto a Venezia, come detto, ma anche a Berlino, Torino e New York. Presto, dall’alto della cattedra di Parigi, esporrà anche a Bozzolo, magari già per la prossima biennale dedicata a Don Primo Mazzolari, da queste parti una tradizione d’altissimo profilo. Perché Petrit non si è dimenticato da dove è partito e chi lo ha accolto quando il suo mondo sembrava girare al contrario.

redazione@oglioponews.it

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