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Punit, l'ultimo triste commiato
di Rivarolo del Re. Zanichelli:
"Vi siamo tutti vicini"

Rivolgendosi poi direttamente alla mamma e al papà Gurdip ha detto loro che il ricordo di Punit si sarebbe rinnovato guardando i tanti bimbi giocare oltre che negli occhi di chi aveva ricevuto le cornee espiantate

RIVAROLO DEL RE – Le preghiere in onore di Punit, hanno avuto inizio martedi mattina alle 9 nella sala dell’Oratorio di Rivarolo del Re, continuando al cimitero per proseguire infine presso il luogo di culto frequentato dalla comunità Sik a Martignana Po.

Il primo saluto al piccolo indiano di un anno e mezzo, morto dopo sette mesi di agonia all’Ospedale di Bergamo lo ha espresso il parroco di Rivarolo don Giuseppe Alllevi. Il sacerdote ha fatto ascoltare una canzone “Voglio stare con te” tratta dal programma del Grest “Abramo: Bella Storia di una promessa”. La mamma Rajwinder, pure coinvolta nell’incidente del gennaio scorso che causò ferite anche agli altri due piccoli Pavit e Amrinder, non ha mai smesso di piangere sommessamente per tutto il tempo confortata a turno da amiche e parenti tra cui l’anziano genitore.

Il corteo ha proseguito a piedi con lanterne e spargimento di incenso verso il cimitero dove il sindaco del paese, Luca Zanichelli, in rappresentanza di tutta la Comunità rivarolese (era presente anche il direttore del Consorzio Casalasco del Pomodoro Costantino Vaia) ha ricordato quanto tutti avessero sperato nel miracolo di una guarigione che non c’è stata aggiungendo che a quel punto più che le parole serviva la vicinanza fisica alla famiglia cosi pesantemente colpita.

Rivolgendosi poi direttamente alla mamma e al papà Gurdip ha detto loro che il ricordo di Punit si sarebbe rinnovato guardando i tanti bimbi giocare oltre che negli occhi di chi aveva ricevuto le cornee espiantate dalla piccola salma grazie al generoso consenso di mamma e papà.

Prima che il piccolo sarcofago bianco scendesse nella terra, l’anziano capo della chiesa Sik di Martignana ha recitato una lunga preghiera intervallata da canti religiosi. Un corteo di famigliari e conoscenti ha poi raggiunto Martignana per proseguire il saluto al bambino deceduto dopo una lunga agonia.

La comunità indiana ha spiegato che non si è proceduto al rito della cremazione, molto praticata in India, perchè tale tradizione non si applica a chi ha meno di cinque anni.

Rosario Pisani

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