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Export, lattiero-caseario da
record. Tiene il legno, calo
pesante per carni e salumi

Dei 23 Distretti analizzati, uno è solo locale (il Legno del Casalasco-Viadanese), altri due lambiscono anche il nostro territorio in modo più o meno intenso: il Lattiero-caseario della Lombardia Sud Orientale e Carni e salumi di Cremona e Mantova.

Nonostante i venti di recessione da più parti annunciati (non senza motivo, sia chiaro), il territorio casalasco esce complessivamente bene dal primo monitor dei distretti della Lombardia fatto da Intesa San Paolo sulla base dei risultati del primo trimestre 2019. Dei 23 Distretti analizzati, uno è solo locale (il Legno del Casalasco-Viadanese), altri due lambiscono anche il nostro territorio in modo più o meno intenso: il Lattiero-caseario della Lombardia Sud Orientale e Carni e salumi di Cremona e Mantova.

Per il Lattiero caseario è stato un vero e proprio exploit (+17,3%), positivo il Legno (+1,9%), molto negativo Carni e Salumi (-7,8%). Il tutto, va detto, in un quadro di contrazione per le esportazioni dei distretti tradizionali della Lombardia, che registrano una variazione tendenziale del -1,5%, a valori correnti, quantificabile in circa 109 milioni di euro di export in meno rispetto al primo trimestre 2018. Il risultato è inferiore alla media distrettuale nazionale (+2,7%).

La performance, afferma lo studio, rientra in un quadro di generale rallentamento dell’economia e del commercio mondiale. Inoltre, va segnalato come il confronto avvenga con un primo trimestre 2018 particolarmente brillante per le esportazioni dei distretti lombardi. L’arretramento dell’esportazione è avvenuto in Germania (-2,3%), a causa dei segnali del rallentamento dell’economia nella locomotiva d’Europa, mentre molto positivo è l’export negli Stati Uniti (+8,9%) e in Canada (+35,5%). Considerando il quadro negativo, il Casalasco-Viadanese ne esce bene.

Il Distretto Lattiero caseario della Lombardia sud orientale si merita la palma del migliore in assoluto, davanti ai Vini e Distillati del Bresciano (+13,5%). Il risultato peggiore è quello fatto registrare da un Distretto a noi comunque vicino: la Calzetteria di Castel Goffredo (-17,7%, poco più della Meccanica Strumentale di Bergamo, -16,7%). L’indagine avanza previsioni sulla seconda parte dell’anno, sottolineando la grande incertezza causata dalle tensioni sui mercati internazionali, leggi dazi Usa e Brexit. Si sottolinea la possibilità che per tali eventualità si possano anticipare le esportazioni, con benefici nel breve termine ma effetti negativi nel lungo.

A livello nazionale i Distretti che hanno fatto meglio nel primo trimestre 2019 sono quelli di Puglia (+17,3%) e Toscana (+16%), la peggiore è stata la Sicilia (-14,3%). Fino al terzo trimestre 2018 la Lombardia era solita migliorare le performance nazionali, il che è una delle cause del calo (il confronto è con risultati molto positivi). Ma torniamo ai tre Distretti che ci interessano da vicino. Il Lattiero caseario cresce sì del 17,3%, ma a seguito di un 2018 negativo (-2,6%), e cresce soprattutto negli Stati Uniti, quarto mercato di riferimento dopo Germania, Paesi Bassi e Francia, tutti con segno più.

Il Legno del Casalasco Viadanese fa segnare come detto un +1,9%, che segue il +3,6% totalizzato in un 2018 strano, iniziato alla grande poi vittima di un sensibile rallentamento. Si tratta di produzione di pannelli, imballaggi, prodotti semilavorati e colle/resine, che ha come primo mercato la Germania, che assorbe il 30% circa della richiesta totale (ma è in calo). Seconda, col oltre il 15% (e miglior performance di inizio 2019) la Francia. Terzi, ma a distanza, gli Usa, dove pure le vendite sono in crescita, così come in Qatar.

Le Carni e salumi di Cremona e Mantova continuano la performance negativa: il -7,8% del primo trimestre 2019 prosegue infatti il trend negativo del 2018 (peggior Distretto in assoluto con calo attorno al 30%). Bene in Francia, Usa e Gran Bretagna, ma molto male Germania e Spagna. Per dare un’idea del peso dei singoli Distretti, l’export del Lattiero caseario vale oltre 750 milioni di euro l’anno, Carni e salumi oltre 200 milioni e il Legno oltre 130 milioni.

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