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"Tornata-Calvatone, fusione
sia": la proposta della
minoranza guidata da Pizzoni

"L’unione, ha dato l’avvio alla gestione dei servizi e dei compiti in forma associata, ma si è trattato però di una soluzione non ottimale - spiega Pizzoni - che ha lasciato inalterate parte delle criticità gestionali senza permettere di sfruttare gli incentivi finanziari".

TORNATA/CALVATONE – Una nuova fusione di comuni, ancora nel Casalasco dopo quelle partite col 1° gennaio di quest’anno tra Piadena e Drizzona e tra Torre dè Picenardi e Cà d’Andrea? E’ presto per dirlo, ma intanto una mozione presentata dalla lista Civica “Guardare Avanti” di Tornata, con Antonio Pizzoni che era candidato sindaco lo scorso 26 maggio, tiene fede al proprio nome e, in effetti, prova a immaginare il futuro.

La mozione propone infatti di fondere i comuni di Tornata e Calvatone: 500 abitanti circa il primo, 1200 il secondo. Unire le forze, di questi tempi, può essere la strada giusta, dopo essere passati, come nel caso di Piadena e Drizzona, dalla fase dell’Unione, che tra Tornata e Calvatone dura dal 1999. Tra i due Comuni sono dunque in atto da oltre un ventennio forme di collaborazione per la gestione dei servizi con il fine di ottimizzare risorse e favorire le economie di scala.

Tra queste la figura del Segretario comunale e ufficio di segreteria con formula associata, la gestione del servizio di polizia locale, le gestioni associate del servizio tecnico di edilizia pubblica e privata, del servizio demografico-civile elettorale, del servizio ragioneria-tributi e biblioteca relativamente agli scambi delle figure professionali di competenza. Tutti passaggi ricordati nel testo della mozione, che ricorda pure come la collaborazione tra i due comuni si estenda a settori fondamentali per l’infanzia e la vita delle famiglie attraverso specifiche convenzioni per i servizi scolastici, sociali e ambientali.

“La fusione attraverso la consultazione referendaria dei cittadini – suggerisce la mozione pensando a quello che sarebbe successo se la strada fosse stata intrapresa già da anni – avrebbe portato ad incentivi economici e aumenti dei trasferimenti, che per le realtà del comune di Tornata e della frazione di Romprezzagno sarebbero stati quantificabili in diversi milioni di euro distribuiti nell’arco dei 10 anni”.

“L’unione ha dato l’avvio alla gestione dei servizi e dei compiti in forma associata, ma si è trattato però di una soluzione non ottimale – spiega Pizzoni – che ha lasciato inalterate parte delle criticità gestionali senza permettere di sfruttare gli incentivi finanziari menzionati sopra che sarebbero stati riconosciuti invece con la fusione”. Da qui l’idea lanciata dal candidato sindaco e oggi consigliere di minoranza Pizzoni, che elenca molteplici vantaggi portati dalla fusione, che vanno dalla valorizzazione del territorio, al miglioramento dei servizi, alla riduzioni di oneri burocratici, alle opportunità di finanziamento. Tutto questo senza che la toponomastica subisca variazioni di rilievo e senza perdere il carattere identitario delle due comunità.

G.G.

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