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Casalasco-viadanese, bus
non all'altezza. E scatta la
protesta "Un servizio pessimo"

"Anche i maiali hanno diritto a spazi idonei nei trasporti e gli alunni no. Deve intervenire la Polizia Stradale e multare questa azienda, non è possibile andare avanti così"

CASALMAGGIORE – Un servizio non adeguato (usando un eufemismo), che sta facendo perdere la pazienza a molti. Così non si può andare avanti. Permessi di lavoro buttati via, ed ancora ritardi a scuola e ragazzi che restano a piedi. Genitori che ad orario di pranzo, e magari in pausa lavoro, devono salire in macchina e fare le corse per un servizio che peraltro pagano. Qualcosa nel trasporto tra il cremonese ed il mantovano, nel servizio offerto, non va. A farsi portavoce dei disagi le mamme ed i papà che denunciano i disservizi. Quelli di Martignana Po, quelli di Casalmaggiore e di Vicomoscano. Mezzi in orari non idonei e spesso neppure idonei a caricare tutti i passeggeri.

“Le scuole sono iniziate da due settimane e i bus sono straripanti di ragazzi gia alla partenza da casalmaggiore per la stazione di Viadana. Non è ora di aggiungere un pulman su questa tratta? Due mattine fa a Vicomoscano è passato alle 7.53 e mia figlia e una sua compagna di classe non sono riuscite a salire sul bus doppio  che doveva portarle al capolinea di Viadana. Sono rimaste a terra. Mi ha chiamato per portarle a scuola e cosi ho fatto. E non e’ la prima volta che capita. E’ gia capitato l’ anno scorso, tre o quattro volte però. E paghiamo un abbonamento! Io devo perdere un’ora di lavoro in fabbrica per uscire, portarle fino a Viadana e tornare. Faccio notare che a 7.40 circa ne passa uno quasi vuoto, è vero che passa per l’ospedale, ma comque è diretto a Viadana. Perche non si ferma? Il bus delle 7.50 sicuramente fa altre fermate dopo Vicomoscano, ci sono altri ragazzi e ragazze a cui succede questo?
E la sicurezza sui pulman? Se in auto occorre giustamente mettere la cintura, perché sui bus i ragazzi devono addirittura stare in piedi per 15 minuti, almeno su questa tratta in balia degli sbalzi del bus in movimento?”

“Ormai questo è il terzo anno – scrive un’altra mamma – che mia figlia fa questa odissea. Ho chiamato più volte lo scorso anno visto che il problema si è presentato spesso sia andata che ritorno ma il problema è uguale anche quest’anno. I ragazzi viaggiano, quando riescono a salire, in piedi e appiccicati uno all’altro e contro le porte. In pratica 52 € al mese spesi per far viaggiare i ragazzi come sardine o andarli a predere e portarli su e giù comunque noi genitori. Senza contare che arrivano tutti i giorni sistematicamente in ritardo, rispetto all’inizio della lezioni”.

L’abbonamento lo si paga ugualmente, e a caro prezzo. “Mi chiedo a cosa serva pagare un abbonamento del pullman Casalmaggiore Viadana se poi i ragazzi vengono lasciati a terra per sovraffollamento” scrive una mamma. Un’altra segnala che da Rivarolo è dovuta andare a Viadana a prendere il figlio perché rimasto a piedi, e non è la prima volta. Un altro genitore segnala che il figlio, per essere certo di riuscire a prendere il pulman, si sposta dal liceo al punto di partenza degli autobus per avere qualche possibilità in più di poter salire su uno dei mezzi per tornare a casa a Casalmaggiore. “E – segnala lo stesso padre – in 12 giorni di scuola mio figlio ha accumulato sei ritardi in entrata”.

Neanche i carri bestiame di un tempo erano così – scrive una mamma di Martignana Po – impiegano 10 minuti per cercare di stipare i ragazzi in partenza alle 7, 35 da Martignana Po, immagina a che ora arrivano a Viadana”. Un gruppo di mamme di Martignana vuole avvisare la Polizia Stradale perché sono stipati davanti alle porte e l’autista non riesce nemmeno a controllare dagli specchietti che cosa succede.

“Anche i maiali hanno diritto a spazi idonei nei trasporti e gli alunni no. Deve intervenire la Polizia Stradale e multare questa azienda, non è possibile andare avanti così”.

C’è pure chi propone la filosofica soluzione dei calci nel deretano a chi gestisce il trasporto.

Un’altra testimonianza: “Sui pullman che arrivano da Rivarolo Mantovano ci sono i ragazzi ‘incollati’ al parabrezza davanti da tanto è pieno l’autobus e sono anni che è così. Li vedo alle 7.20, quando porto la bimba al nido, e alle 7.35 il secondo pullman mentre vado a lavoro entrambi stracolmi. Sono una cosa vergognosa, perchè i genitori pagano profumatamente abbonamenti e biglietti per un servizio indegno”.

Un servizio inadeguato, sempre per i genitori, anche rispetto agli orari. Perché poi se ad ogni fermata si perde tempo a cercare di far salire più gente possibile e gli stessi ragazzi si spintonano per cercare di salire sui mezzi e qualcuno rischia di farsi male. Qualcuno propone di non pagare più gli abbonamenti, una forma di protesta estrema. A mali estremi, insomma, estremi rimedi. Basterebbe un mezzo in più, ed orari più in linea con gli orari scolastici.

Mio figlio su 10 giorni di scuola ne ha accumulati più della metà di ritardo per il pulman – protesta un’altra mamma – basterebbe partire 15 minuti prima a monte ed evitare ritardi ai ragazzi. E per fortuna che sono tutti giustificati in quanto hanno un margine di ritardo giustificato dalla stessa scuola. La cosa però mi infastidisce lo stesso”.

C’è pure chi sottolinea che la storia va avanti da anni: “È inutile, sono anni che questa storia va avanti, KM lo sa benissimo. Io abitavo a Fossacaprara, per andare a scuola a Viadana dovevamo andare in bici, scooter o macchina fino a Roncadello e in grazia aspettare che arrivasse un pullman. Ovviamente sempre pieni, ovviamente viaggiavamo sempre in piedi. A volte i pullman entravano a Roncadello e manco si fermavano perché erano troppo pieni. Altre volte non entravano neanche, andavano direttamente a Viadana. Noi tutti ad aspettare come idioti, poi se riuscivamo a trovare qualcuno che ci portasse a Viadana bene, altrimenti stavamo a casa da scuola. Per non parlare di quando bisognava tornare a casa alle 14, inutile dire che se non si andava alla stazione dei pullman col cavolo che si riusciva a salire sul pullman, non si fermavano neanche davanti a ragioneria o allo scientifico, quando i pullman aprivano le sportelle si rischiava di cadere in terra. Noto con “piacere” che non è cambiato nulla”.

Queste sono solo alcune delle lamentele raccolte.

Il casalasco viadanese non è una terra per pendolari. Non lo è per chi usufruisce del treno – con la BS PR tra le dieci peggiori linee d’Italia – e non lo è, a sentire i genitori che mandano a scuola i propri figli, nemmeno per il servizio bus. Gli stessi genitori chiedono garanzie al gestore del servizio. Un servizio pagato che deve essere consono. Al momento, viste le vibrate proteste di questi giorni, sembra non esserlo affatto.

Nazzareno Condina

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