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Santa Chiara, Acquaroni
respinge le voci: "Gestione
virtuosa, e vi spiego perché"

"Queste precisazioni meritano di essere rese pubbliche non tanto per incensare l’opera che il Consiglio d’Amministrazione presta (gratuitamente), quanto per dare risposte a voci che serpeggiano nei corridoi e che dipingono una situazione di scontento che non corrisponde al vero".

CASALMAGGIORE – Sulla situazione della Fondazione Santa Chiara interviene il presidente del Cda Mauro Acquaroni, che intende fare chiarezza. “Nel periodo di insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, avvenuto nel gennaio 2017 – spiega il notaio scrittore Acquaroni – la Fondazione Santa Chiara stava attraversando un momento di grave difficoltà finanziaria e funzionale. La posizione debitoria preoccupante e i ritardi nei pagamenti della Regione Lombardia imponevano il ricorso a onerosi fidi bancari che contribuivano a peggiorare ulteriormente la situazione; perseverare in quella direzione avrebbe seriamente messo in pericolo la prosecuzione delle attività della Fondazione”.

“Per porre rimedio a questa situazione – spiega Acquaroni – in questi due anni il Consiglio (presidente Mauro Acquaroni, consiglieri Mara Parri, Mauro Amato, Carlo Beduschi e recentemente Giuseppina Mussetola) si è impegnato a fondo razionalizzando i costi, assestando la gestione del personale, incentivando attività e iniziative, tagliando spese non indispensabili e assumendo la gestione diretta delle utenze e dei relativi costi (sollevando così il Comune da oneri e impegni). Questo, nonostante una notevole riduzione dei contributi regionali, ha consentito di sanare il bilancio e pagare quasi completamente i debiti; tutti i fornitori, privati e pubblici sono stati saldati, resta solo un debito verso il Comune per le utenze 2018 ma a breve anch’esso verrà onorato (non appena la Regione erogherà quanto già dovuto alla Fondazione)”.

“Per la prima volta a mia memoria per l’anno 2018 – prosegue Acquaroni – si è avuto un leggero un avanzo di gestione. Tutto questo sotto l’aspetto puramente economico; per dare invece una idea dei servizi che quotidianamente la Fondazione Santa Chiara eroga, vanno ricordati: i corsi di formazione professionale che contano 17 classi e quasi 280 ragazzi (trend in aumento, dato che nell’anno 2016/2017 erano 220, in quello 2017/2018 erano 241, in quello 2018/2019 erano 240); i corsi per apprendistato e adulti seguiti da più di 70 allievi; locali di foresteria praticamente occupati per intero per quasi tutta l’annata; alloggi e assistenza a manifestazioni e iniziative socialmente rilevanti quali International Music Festival e Ryla junior e atri ancora. Queste precisazioni meritano di essere rese pubbliche non tanto per incensare l’opera che il Consiglio d’Amministrazione presta (gratuitamente), quanto per dare risposte a voci che serpeggiano nei corridoi e che dipingono una situazione di scontento che non corrisponde al vero”.

“I risultati economici e di servizio – precisa Acquaroni – sono ad oggi più che soddisfacenti, i corsi funzionano, pochissimi studenti abbandonano e molti trovano occupazione, le richieste di alloggio alla foresteria sono decisamente più abbondanti della disponibilità, dipendenti e fornitori vengono puntualmente pagati per il lavoro che svolgono. A conferma del buon lavoro svolto, in questi due anni nessuna protesta o rivendicazione rilevante è stata presentata al consiglio. Purtroppo al momento non è ancora possibile evitare il ricorso ad un fido bancario poiché la Regione paga quanto dovuto con ritardo e i nostri dipendenti vengono retribuiti prima ancora che i fondi destinati a loro arrivino nelle casse della Fondazione. Era stata presentata la proposta di modificare i termini di retribuzione adeguando i tempi alla Regione, in sostanza pagando solo e quando la Regione ha già fornito i fondi dovuti, come peraltro qualche Ente fa, ma si è deciso, per rispetto dei nostri lavoratori, di scartare questa ipotesi e continuare ad anticipare i pagamenti (anche a costo di dovere sopportare interessi sul fido)”.

“Ovviamente esistono – conclude Acquaroni – margini di miglioramento, ma si sta lavorando anche per quello; insomma, la Fondazione marcia bene con le proprie gambe e non sente il bisogno di gestori esterni, lontani dal territorio e dalle esigenze dei suoi cittadini. Se la Regione, il Comune, i nostri operatori e i nostri utenti continueranno ad appoggiarci senza dare credito a delazioni e difficoltà inventate, la nostra funzione non potrà che migliorare”.

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