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Sabbioneta, 1° novembre con
riapertura: riecco il Teatro
all'Antica "guarito" dopo il cantiere

L’amministrazione comunale, per consentire ai turisti di visitare virtualmente il Teatro chiuso al pubblico, aveva ideato dei sensori di realtà aumentata, in modo da non togliere a nessuno la possibilità di ammirare il gioiello dello Scamozzi.

SABBIONETA – Cinque mesi di cantiere, cinque mesi di lavori come il Teatro all’Antica, nella sua storia di oltre 500 anni, mai aveva visto prima d’ora. Ora però il gioiello dello Scamozzi a Sabbioneta è pronto a riaprire i battenti: lo farà proprio il 1° novembre, riaperto al pubblico per una festività, sfruttando appieno il possibile afflusso turistico. E lo farà con uno spettacolo che sarà invece organizzato per domenica.

Un momento culturale per tutti: dapprima il 3 novembre alle ore 15 il laboratorio didattico dal titolo “Se a parlare sono le crepe”, che vede la partecipazione (al costo di 5 euro per bambino) dei più piccoli appunto, con appuntamento a Palazzo Giardino e poi visita al Teatro ristrutturato. Alle 17.30, invece, con biglietto da 15 euro per gli interi e da 10 euro per i ridotti, concerto in Teatro per violoncello da parte del Maestro Giovanni Gnocchi.

Il modo ideale per celebrare la riapertura di un simbolo di Sabbioneta, che ha subìto in particolare lavori di ristrutturazione a scopo antisismico. Il 27 maggio il cantiere da 390mila euro era partito: prima i ponteggi all’esterno, poi lo scoperchiamento del tetto a metà luglio, infine i lavori veri e propri. Dovevano terminare a fine ottobre, ed è stata mantenuta la promessa, complice favorevole pure un meteo che è risultato più caldo rispetto al solito e dunque non ha messo i bastoni tra le ruote. A realizzare le operazioni è stata la ditta Renato Perico di Bergamo, che ha vinto l’appalto.

Durante questi cinque mesi qualche disagio al traffico non è mancato ma, capendo il bene superiore del recupero a pieno regime del Teatro, non si è assistito a particolari proteste: giusto così. Nel mentre l’amministrazione comunale, per consentire ai turisti di visitare virtualmente il Teatro chiuso al pubblico, aveva ideato dei sensori di realtà aumentata, in modo da non togliere a nessuno la possibilità di ammirare il gioiello dello Scamozzi, nemmeno durante il suo incerottamento.

G.G.

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