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Circoli Pd Oglio Po, la proposta
provocatoria: "Casalasco Viadanese
sia annesso all'Emilia Romagna"

"Regione Emilia Romagna con una progettualità d'altri tempi investe in punti ospedalieri di confine attraendo da tutta Italia, ma soprattutto attraendo noi cittadini lombardi. Il punto nascite dell'ospedale Oglio Po è solamente la punta dell’iceberg".

Una proposta choc, che sa di provocazione, ma in fin dei conti si lega anche all’attualità. A portarla avanti, con forte vis polemica, sono i circoli Oglio Po del Partito Democratico, che propongono una secessione a livello sanitario e non solo, invitando il comprensorio a rivolgersi all’Emilia Romagna e non più alla Lombardia.

“Abbiamo appreso che il 16 gennaio l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, sarà finalmente presente nel nostro territorio, precisamente in un consiglio comunale aperto – spiega il comunicato dei circoli Pd – per illustrarci quanto di buono si è fatto in questi anni per la sanità del nostro territorio. Avvisiamo già da ora che saremmo presenti e che vorremmo intervenire e far sentire la nostra voce. Per aiutare i cittadini a capire di cosa si tratta, ricordiamo che l’ambito casalasco è nato nel 2016 da una convenzione tra la ASST di Cremona e Mantova, e per capire meglio vogliamo darvi alcuni dati, disponibili a tutti. Nel presidio Ospedaliero Oglio Po abbiamo 160 posti letto, sono state aumentate le sedute operatorie da un giorno alla settimana a due, abbiamo avuto l’assunzione di un ortottista e di un dirigente medico il 25/03/2019. Le poche risorse in Urologia hanno portato a ridurre a sole 4 ore alla settimana le visite urologiche (tenete presente che sia a Mantova che a Cremona le liste d’attesa sono molto lunghe); mancano 4 anestesisti su 9 che servirebbero per far funzionare le attività operatorie; sono passate da 5 a 3 sedute le attività endoscopiche per mancanza di personale, inoltre apprendiamo che l’acquisizione di materiale tecnico è fermo per mancanza di fondi; per il rilancio si pensa ad istituire un reparto di Neurospichiatria infantile, che però è fermo al palo per carenza di neuropsichiatri. Inoltre sono stati fatti investimenti in attrezzature per 207mila euro. E non dimentichiamo che è stato chiuso il Punto Nascite”.

Troppo poco secondo i circoli Pd, come mostra il confronto con l’ospedale civile di Guastalla, utilizzato da molti cittadini lombardi residenti nel territorio Casalasco Viadanese. “A Guastalla troviamo: Cardiologia, Unità di Terapia Intensiva Coronarica, Chirurgia generale, Comparto operatorio, Day Hospital oncologico, Diabetologia, Direzione sanitaria, Emodialisi, Endoscopia digestiva, Hospice, Laboratorio analisi chimico cliniche e microbiologiche, Ortopedia Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Portineria e Centralino, Pronto Soccorso, Radiologia, Recupero e Rieducazione funzionale, Servizio mortuario, Unità farmaceutica, Unità Internistica multidisciplinare, Urologia, Anestesia e Rianimazione. Tradotto in numeri: 6.600 ricoveri, 2.200 Day Hospital, 883 parti (in aumento grazie alla chiusura del punto nascite a Vicomoscano), 5.000 interventi chirurgici, 23.000 accessi al pronto soccorso, di cui 3.000 ricoveri, 1.000 uscite auto medica, 70.000 esami radiologici, 2.000.000 di esami di laboratorio, 2.500 esami endoscopici, 37.000 prestazioni di riabilitazione, 5.000 sedute dialitiche. Il tutto con 214 posti letto, di cui 183 di degenza ordinaria, 17 day hospital, 14 Hospice e 9 per dialisi. Negli ultimi anni Regione Emilia Romagna ha investito nel proprio presidio ben 45 milioni di euro, raddoppiando la superficie da 13.900 mq a 26.391 mq e ha acquistato attrezzature con alta tecnologia come la TAC al costo di 335mila euro. Sempre per dare informazioni utili citiamo anche l’ospedale di Fidenza: l’investimento è stato di circa 15 milioni e 600mila euro, di cui quasi 14 milioni per la costruzione della nuova ala. Nove milioni e 480mila euro sono risorse dell’Azienda Usl, circa 306mila euro sono finanziamenti regionali e quasi 6 milioni di euro sono risorse statali. Insomma, la regione Emila Romagna, oltre a tenere aperti gli ospedali di notte, sabato e domenica compresi, offre ai propri cittadini servizi migliori di quello che ci sta offrendo Regione Lombardia”.

“Ci vengono in mente alcuni quesiti – prosegue il comunicato -. Perché gli abitanti del territorio Casalasco Viadanese preferiscono migrare fuori regione, anziché rivolgersi a un ospedale a portata di mano? E’ semplice, perché offre servizi, competenze, attrezzature: investendo si ottiene questo. Quando si ha la progettualità, si hanno servizi migliori e a minor costo. Ma andiamo a scavare ancora più a fondo: perché siamo arrivati a questo punto? Beh, il Pd sulla sanità aveva visto lungo: quando il governatore Maroni si inventò la famosa rivoluzione sanitaria Lombarda, sapendo che il nostro territorio poteva essere schiacciato dalle due ASST di Mantova e Cremona, proponemmo a tempo debito di passare sotto Cremona, oppure interamente sotto Mantova, o meglio ancora di far sì che nascesse la Asst Casalasco Viadenese, che a nostro avviso era la soluzione ideale. Quest’ultima proposta fu bocciata sul nascere da tutti i sindaci leghisti, per non andare contro al loro governatore di allora. Oggi purtroppo ci troviamo con l’ospedale Oglio Po defraudato dei servizi basilari, con Consultori come a Campitello di Marcaria, dove dopo una convenzione trentennale a costo zero sono portati via i servizi, e ancora con l’ospedale di Bozzolo dove i macchinari nuovi sono finiti a Pieve di Coriano e sono stati installati macchinari obsoleti. E ancora reparti chiusi, senza parlare di Viadana con un grosso punto di domanda: che fine farà?”.

“La domanda – conclude il comunicato – che sorge spontanea è: le tasse dei cittadini lombardi Casalasco Viadanesi dove vanno a finire? Se teniamo conto, che ormai sono più di 25 anni che Regione Lombardia non investe in infrastrutture nel territorio, vengono tolti servizi ospedalieri, ambulatoriali, tralasciando i trasporti ferroviari, come minimo ci sarebbe da chiedere all’istante l’adesione totale del nostro territorio a Regione Emilia Romagna, senza se senza ma. Regione Emilia Romagna con una progettualità d’altri tempi investe in punti ospedalieri di confine attraendo da tutta Italia, ma soprattutto attraendo noi cittadini lombardi. Il punto nascite dell’ospedale Oglio Po è solamente la punta dell’iceberg: mancano appunto progettualità, risorse e questa è la cosa più grave! Ci farebbe molto piacere che il 16 gennaio, oltre all’assessore Gallera, venissero veramente il governatore Fontana e l’ex governatore Maroni, cioè coloro che hanno permesso tutto questo, e ne rendessero conto ai cittadini”.

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