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PalaFarina, maggioranza: "Cantiere
va avanti". Minoranze insoddisfatte:
"Assessore Rossi ora si dimetta"

Ad oggi non è stato presentato alcun nuovo cronoprogramma specifico, che aggiorni il precedente, ormai superato, anche se è stato garantito pure dall’ingegner Giuseppe Sanfelici dell’Ufficio Tecnico viadanese che il cantiere riprenderà a breve.

VIADANA – Le risposte che la minoranza cercava non sono arrivate, o almeno sono parse agli stessi gruppi politici incompleti. Anche per questo la discussione di martedì sera in consiglio comunale a Viadana, molto attesa, sulla situazione intricatissima del PalaFarina, si è conclusa con alcuni consiglieri di minoranza, come Silvio Perteghella per Viadana Democratica e Nicola Federici per il Partito Democratico, a chiedere le dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici Franco Rossi, per avere nascosto – a detta loro – alcuni passaggi fondamentali. “Il 30 settembre l’assessore diceva che era tutto a posto – sottolinea Federici – e che erano state fatte le prove di carico: dai documenti non solo emerge che ciò è falso, ma anche che prima del 30 settembre erano già state rassegnate le dimissioni dall’architetto Francesco Palumbo, direttore dei lavori. E questo fatto è stato tenuto nascosto per due mesi”.

Rossi ha accusato a sua volta le minoranze di fare illazioni, ha promesso un sopralluogo prossimo sul cantiere, rassicurando che lo stesso – fermo da settembre, ma in realtà, salvo qualche piccolo movimento, sarebbe meglio dire da giugno – riprenderà presto così come i lavori, che saranno terminati dalla stessa ATI Camero Ferramenta-Tieni Costruzioni cui è stato affidato l’appalto. Intanto però le minoranze studiano una mozione di sfiducia congiunta, che metta insieme Pd, Movimento 5 Stelle, Viadana Democratica e Grande Fiume, per chiedere proprio le dimissioni di Rossi: perché tale mozione passi servirebbero almeno 3 voti dai gruppi di maggioranza. Ma al di là delle chance del voto in sè, le minoranze hanno detto di voler dare “un segnale politico forte”. Non erano presenti al consiglio – giusto rimarcarlo – nè la ATI (invitata) nè lo stesso Palumbo (“abbiamo provato a contattarlo invano” ha spiegato la maggioranza).

Tornando alla questione PalaFarina, la minoranza è infuriata soprattutto su tre punti: le prove di carico – stando a quanto è emerso dalla relazione di Palumbo – sarebbero state applicate su una misura di 80 kg per metro quadro, anziché 130 kg per metro quadro come previsto dal Codice degli appalti; alcuni progettisti, ora in pensione, avrebbero lavorato nonostante non risultino più iscritti all’albo degli ingegneri; infine il termine di legge per considerare la risoluzione del contratto, che equivale a un quarto dell’appalto (dunque 90 giorni circa nel caso specifico), sarebbe stato ampiamente superato, dato che a settembre erano passati già 230 giorni.

Anche i capogruppo di maggioranza Pietrangelo Gozzi e Paolo Conti hanno espresso una certa preoccupazione, chiedendo qualche dettaglio in più sugli sviluppi della vicenda almeno in un prossimo futuro. Ad oggi, in ogni caso, non è stato presentato alcun nuovo cronoprogramma specifico, che aggiorni il precedente, ormai ampiamente superato, anche se è stato garantito pure dall’ingegner Giuseppe Sanfelici dell’Ufficio Tecnico viadanese che il cantiere riprenderà a breve.

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