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Casalasco e Oglio Po
in controtendenza,
cresce infatti l'export

Il Distretto del Legno del Casalasco-Viadanese ha avuto segnali molto positivi dall’estremo oriente, con un incremento di export di 4 milioni di euro in Giappone, ed essendo uno dei pochissimi ad avere un segno + nel rapporto con la Cina.

Non è un buon momento commerciale quello fotografato da Intesa San Paolo con il suo monitor della Lombardia, ma è bello vedere come i settori che interessano l’Oglio Po siano tutti in controtendenza. I settori sono il Lattiero-caseario della Lombardia sud-est, Carni e salumi del Cremonese e Mantovano e Legno del Viadanese e Casalasco.

Il periodo analizzato è il secondo trimestre del 2019, che mostra per i distretti tradizionali della Lombardia un -3,3% nell’export, che corrisponde a 262 milioni di euro in meno incassati rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Purtroppo il calo si aggiunge a quello già fatto registrare dal precedente trimestre, che porta ad un calo relativo al primo semestre 2019 del 2,4%. Male soprattutto considerando il +2,8% fatto registrare nello stesso periodo dalla media distrettuale nazionale (con gli exploit di Piemonte e Toscana).

Prima di entrare nel dettaglio dei singoli distretti, vediamo il quadro complessivo, penalizzato dalla brusca frenata del principale mercato di riferimento, quello tedesco: l’export in Germania (che pesa per il 16,2%) perde il 7,3%, giù anche la Francia (-1,9%), secondo mercato, malissimo la Svizzera (-10,4%). I segni + vengono da Stati Uniti ( +7,2%), Canada (+25,6%) e Giappone (+17,8%). Tra i mercati emergenti, male la Cina (-8,9%) e il Brasile (-20,8%), bene la Corea (+60,6%).

Le realtà monitorate sono 23, e solo 9 di queste hanno il segno positivo: tra queste anche le tre citate che interessano il nostro territorio. Il Lattiero-caseario della Lombardia sud-orientale ha fatto segnare un ottimo +6%, le Carni e salumi di Cremona e Mantova un +4,8%, il che vale loro un posto sul podio, assieme ai Vini e distillati del Bresciano. Poco distante il distretto del Legno del Casalasco-Viadanese con un +3,3%. Tra i distretti non lontani dal nostro territorio, un brutto -10,2% ha fatto segnare la Calzetteria di Castel Goffredo.

Il Distretto del Legno del Casalasco-Viadanese ha avuto segnali molto positivi dall’estremo oriente, con un incremento di export di 4 milioni di euro in Giappone, ed essendo uno dei pochissimi ad avere un segno + nel rapporto con la Cina. Il mercato di riferimento resta però la Germania, che da sola assorbe il 30% del suo export complessivo. Cresce anche la presenza sui mercati di Francia, Austria, Polonia e Arabia Saudita.

Il Lattiero-caseario della Lombardia sud-orientale ha ottenuto grandi risultati in Francia (+17,1%) e Olanda (+24,1%), ma anche in Australia (+48,5%). Anche qui il principale mercato di sbocco è la Germania, sostanzialmente stabile. Questo distretto rischia di essere molto colpito dall’introduzione dei dazi decisa dal presidente Trump (in particolare su parmigiano reggiano e grana padano) ed entrati in vigore in ottobre. I dati sull’export in Usa dell’ultimo trimestre 2019 saranno probabilmente molto negativi.
Chiudiamo con le Carni e salumi di Cremona e Mantova, che hanno grandi incrementi in Giappone (+34,3%), Francia (+26,7%), Germania (+18,4%), Olanda (+42,8%) e Belgio (+33,9%). Cali sostenuti in Regno Unito (-69,4%), Spagna (-27,3%) e Hong Kong (-40,1%). L’export annuo dei tre distretti citati ammonta rispettivamente a 130, 738 e 207 milioni di euro.

V.R.

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