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Manina Consiglio, la donna
che ha aiutato da sola 13mila
bambini (e non solo) in Madagascar

"L'importante - ha detto Manina al Teatro all'Antica di Sabbioneta - è investire non lasciando strutture private, che poi restano al singolo, ma investire nel pubblico, lasciando cioè servizi che siano poi dello stato Malgascio". GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

SABBIONETA – Ventitre anni in Madagascar: non da turista, anche se in queste vesti arrivò nel 1997, ma da benefattrice, capace di aiutare un popolo orgoglioso che non vuole lasciare quella terra per migrare, ma vivere meglio proprio in quello splendido Stato circondato dall’oceano. Manina Consiglio, professoressa di filosofia in pensione capace di ottenere dal Rotary tre Paul Harris Fellow, ha raccontato la propria storia sabato al Teatro all’Antica di Sabbioneta, nell’incontro organizzato – col tramite di Leonardo Mugnaini – da comune, alla presenza del sindaco Marco Pasquali, e Pro Loco, col presidente Massimo Gualerzi, senza scordare Roberto Marchini, che ha condotto il pomeriggio, e Roberto Caleffi, past presidente del Rotary Club Mantova Postumia.

Già elogiata anche da Papa Francesco, Manina Consiglio ha spiegato di avere ricevuto minacce, di avere visto le scuole da lei fatto costruire in Madagascar bruciare, ma di avere tenuto duro, spinta dalla gente del posto che ha favorito la ricostruzione: 13mila, da quanto l’avventura è partita ad oggi, sono i bambini che si sono iscritti a scuola, alcuni di loro arrivano anche all’Università, quasi tutti al Liceo e alle superiori.

Diritto allo studio – 252 le scuole aperte – e assieme alla sanità: collaborando con una donna medico malgascia, Manina ha ideato tre dispensari approvati dal Ministero della Sanità e aperto un conto corrente, dove arrivano le donazioni alla sua associazione, che consente agli indigenti del posto di pagarsi visite, operazioni e cure presso l’ospedale statale. Non mancano poi una mensa scolastica e una casa per gli anziani e i paraplegici. Gli indigenti aiutati sono stati selezionati con cura, con l’aiuto del capo villaggio e la verifica sul posto, in uno Stato in cui non esistono delitti perché si può entrare in carcere – quello minorile è stato costruito in soli 18 mesi – solo per una rissa e dove con 85 centesimi di euro si può sostenere il costo scolastico di un bimbo.

“L’importante – ha detto Manina – è investire non lasciando strutture private, che poi restano al singolo, ma investire nel pubblico, lasciando cioè servizi che siano poi dello stato Malgascio”. Due i possibili aiuti per un popolo “che non ha mai chiesto da mangiare, perché è molto orgoglioso, ma istruzione per i figli”: la donazione del 5 per mille oppure il turismo solidale, dato che il popolo malgascio vuole migliorare restando dove è nato. A corredo della giornata anche uno spettacolo del Mago Henry, al secondo Enrico Baraldi, psichiatra di professione, che mediante un gioco di magia con alcune fotografie ha esaltato la forza della cooperazione e della collaborazione dei soggetti in campo.

Giovanni Gardani

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