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Gussola, da Belli Franzini
una proposta anche per Anci:
"Appalti, si premino ditte corrette"

"Non nascondo anche che sarebbe opportuno valutare l’aggiunta di correttivi che possano indicare che per determinati appalti con valore economico non importante possano partecipare aziende che sono al massimo in un raggio di 100km" spiega il sindaco di Gussola.

GUSSOLA – Ci sono opere pubbliche che vengono svolte con soddisfazione di tutti ed altre che per diverse ragioni procedono a rilento e in modo discutibile. Fa rabbia che spesso già al momento dell’assegnazione della gara d’appalto si abbia la sensazione che l’azienda incaricata non sia in grado di mantenere l’impegno preso. Torniamo a parlarne con il sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini, anche in veste di membro del Dipartimento Riforme Istituzionali, Riordino Territoriale e Autonomia Differenziata di Anci Lombardia.

Da amministratore pubblico, come pensa si possa intervenire in merito alla procedura degli appalti? «A mio avviso il punto principale è certificare in modo migliore la qualità delle imprese che partecipano ai bandi per lavori pubblici. Troppe volte si analizzano solamente le “carte” ma non la qualità o la capacità di effettuare i lavori, la quale si riscontra purtroppo nel corso dell’appalto ed ormai è troppo tardi. E questa operazione deve essere fatta al momento della registrazione della impresa sul mercato elettronico e nei vari elenchi per i lavori pubblici.

Non nascondo anche che sarebbe opportuno valutare, sempre nel rispetto della concorrenza e della libertà di impresa, l’aggiunta di correttivi che possano indicare che per determinati appalti con valore economico non importante possano partecipare aziende che sono al massimo in un raggio di 100km. Questo per far sì che anche le imprese del posto possano avere opportunità di partecipare e soprattutto di lavorare in modo più continuativo sul territorio. Altro aspetto è quello di agevolare l’operazione delle gare economicamente vantaggiose: queste sono appunto orientate più sull’importanza tecnica rispetto a quella economica.
Credo che il lavoro della valutazione dell’accreditamento delle ditte non possa essere solo lasciato alle centrali di committenza. E sono anche un po’ severo.

Le imprese che sbagliano a lavorare con il pubblico dovrebbero essere penalizzate o sospese dall’effettuare i lavori pubblici. Al contrario servirebbe premiare chi li effettua in modo corretto ed ha una serietà di lavoro differente. Una sorta di recensione della ditta che consenta di incentivare la qualità del lavoro. Va precisato poi che noi amministratori non abbiamo un ruolo diretto, per fortuna, queste considerazioni giungono dopo anni di lavori pubblici effettuati sul mio territorio. Sarebbe più opportuno chiedere un vero parere tecnico. Ultima cosa che mi sento di affermare è che non è possibile proseguire con l’idea di mettere correttivi in anticipo contro la corruzione quando alla fine tutti i giorni se ne sentono lo stesso».

A Cremona il Comune ha adottato un Elenco Operatori Economici cui attingere nel caso di procedure semplificate (è consentito per le gare di importi sotto soglia, che rappresentano quasi tre quarti del totale) grazie allo Sblocca Cantieri. E’ uno strumento che può servire?
«Certo è uno strumento valido, che può velocizzare l’individuazione della ditta attingendo dall’elenco creato all’interno dell’ente. Ma questo non tutela da ciò che dicevo prima, ovvero la qualità dell’impresa, anche perché vige il principio della rotazione degli affidamenti e tanti altri accorgimenti che si devono utilizzare. Comunque sia è una operazione che proporrò di valutare anche ai nostri uffici».

Per finire, ha annunciato l’intenzione di valutare la sostituzione se non la totale eliminazione della mini-rotatoria di piazza Comaschi. Ne sono scaturite grandi discussioni. Quali sono le principali criticità? «Le principali criticità presenti sono sotto gli occhi di tutti, ovvero così come è si creano insicurezza ed incertezza e quando si è alla guida questa cosa non fa di certo bene. Nel corso degli anni si sono verificati diversi sinistri, per fortuna non gravi. Oltre a questo i mezzi pesanti o quelli agricoli non riescono a svoltare in modo corretto e devono molte volte invadere la corsi opposta oppure prendere la “rotatoria” al contrario e questo crea grande pericolo. Unica cosa positiva, si fa per dire, è che questa incertezza (non ovviamente corretta) fa rallentare la maggior parte delle auto. Dico la maggior parte perché purtroppo vi sono anche quelle che corrono veloce nonostante si sia in pieno centro abitato.
La nostra idea appunto è quella di trovare la soluzione migliore per unire la diminuzione della velocità dei mezzi ed allo stesso tempo togliere l’incertezza alla guida.

Molti dei sinistri si sono verificati appunto sul dare la precedenza, vuoi per distrazione vuoi anche perché appunto di crea il dubbio del guidatore sull’auto che giunge con direttrice Casalmaggiore-Torricella. Gli ingegneri stanno valutando quale soluzione possa soddisfare tutte queste caratteristiche. O la modifica dell’attuale ingrandendola andando a toccare l’aiuola presente in piazza (ma bisogna valutare diverse situazioni: asse della viabilità, dimensioni eccetera) oppure toglierla completamente e prevedere un incrocio con passaggi pedonali protetti ed un minimo di canalizzazione per diminuire appunto la velocità. Ed avere così chiarezza tra la viabilità principale e quella secondaria. Parola comunque ai tecnici per le analisi e le eventuali soluzioni».

V.R.

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