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Rotary CVS, nella conviviale
una brillante relazione
sulla natura morta di Bocchi

Una trattazione che ha annoverato riflessioni sulla Metafisica, e i riferimenti alla seconda metà del Novecento con Astrattismo, Spazialismo e Concettualismo. Un viaggio che è quindi proseguito fino al XXI secolo

VIADANA – “Il vostro è un club attivo, che partecipa con impegno e interesse alla vita rotariana”: con queste dichiarazioni Daniel Damia ha rinnovato i complimenti, peraltro già espressi durante la conviviale prenatalizia dal Governatore del Distretto 2050 Maurizio Mantovani, al Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta. Parole importanti quelle di Damia – intervenuto proprio in rappresentanza di Mantovani – e che hanno seguito il “recap” del Presidente del Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta Giorgio Penazzi circa le numerose attività svolte, i prossimi appuntamenti in agenda e i vari service declinati (e in programma) dal sodalizio riunitosi lunedì 20 febbraio presso la Locanda del Ginnasio a Viadana. Al tavolo principale, oltre al Presidente Penazzi, erano presenti il Prefetto Duilio Flisi, Daniel Damia, il presidente del Rotaract CVS Elena Bocchi e il past president Gianluca Bocchi, brillante relatore di una conviviale in cui è stato trattato il tema della pittura di natura morta dall’antichità ai giorni nostri. Ad introdurre Bocchi nella propria relazione – particolarmente apprezzata da tutti i soci, come dimostrato dalle numerose domande poste dai membri del club ed alle quali Bocchi ha risposto in chiusura del proprio intervento – è stato il presidente Penazzi: “Gianluca è un consulente per importanti musei italiani e stranieri, è un mercante d’arte ed ha una delle gallerie più qualificate a livello nazionale nell’ambito della pittura d’epoca. Inoltre scrive e pubblica libri d’arte.” Tra le voci più autorevoli per declinare e sviluppare il tema oggetto della conviviale, anche alla luce di studi e approfondimenti sulla natura morta italiana ed europea che proseguono da 35 anni, Bocchi ha idealmente condotto i presenti in “un viaggio ideale che occupa circa 27 secoli, anche se sostanzialmente è concentrato dalla fine del Cinquecento ai giorni nostri. In questo genere pittorico – ha anticipato all’inizio del proprio intervento – assisteremo a progressioni, regressioni, reinterpretazioni a seconda del gusto, della moda e della cultura di ogni epoca.” Un viaggio iniziato con l’immagine, scelta per introdurre la presentazione, “icona” della natura morta, ovvero la famosa fiscella che Caravaggio (1594/1598) dipinse per il cardinal Del Monte. Un approfondimento a 360° dunque quello esposto, con riferimenti precisi e puntuali a partire dalle origini nella Grecia classica, in cui l’ideale era riuscire ad imitare la natura. La progressione temporale ha toccato l’antica Roma e, sempre nell’excursus del relatore, si è parlato dei prodromi cinquecenteschi con l’invenzione della stampa e l’avvio delle catalogazioni enciclopediche. Svariati ed esaustivi gli aspetti affrontati nel corso della presentazione: oltre alla “gerarchia” dei generi pittorici e alle categorie raffigurate nelle nature morte, i soci hanno potuto riflettere sul “dualismo” nel Seicento tra la concezione di Caravaggio, volta al realismo, e l’approccio agli antipodi dell’Idealismo. Tutto questo in un’ideale progressione temporale che ha trattato successivamente il periodo Barocco, il declino Settecentesco con il Rococò o Barocchetto, la ripresa nel secondo Ottocento con l’Impressionismo e ancora il Simbolismo, le Avanguardie del Novecento in Europa con il Fauvismo, ovvero l’Espressionismo Francese, il Cubismo in Germania e Francia e la risposta italiana declinata tramite il Futurismo e ancora il Surrealismo. Una trattazione che ha annoverato riflessioni sulla Metafisica, e i riferimenti alla seconda metà del Novecento con Astrattismo, Spazialismo e Concettualismo. Un viaggio che è quindi proseguito fino al XXI secolo con l’Iperrealismo e la natura morta in 3D di Luciano Ventrone e che è arrivato alle ultime sperimentazioni tra cui i frutti iperrealisti retroilluminati di Dennis Wojtkiewicz, di cui è stata proiettata un’opera del 2019, ultima slide di questa interessante presentazione.

Lorenzo Costa

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