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Coronavirus, i dati divisi per
provincia: in quella cremonese sono
1881, in quella mantovana invece 382

Guardando ai dati provinciali, a stare peggio è sempre il Bergamasco, dove i positivi sono saliti a 3.769 (+344), seguito dal Bresciano, con 2.918 (+445) e dal Milanese con 1.983 (+233). Continua a frenare Lodi, dove i positivi sono 1.362 (+42).

Sono 1.881 i positivi al Covid-19 in provincia di Cremona, di cui 556 a Cremona città: questi i dati diramati dalla Regione a margine della conferenza stampa dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. L’incremento rispetto a ieri è di 89 malati in più. A preoccupare il fatto che il dato relativo al nostro capoluogo è il peggiore dopo Milano (dove i contagi sono 813): facendo una debita proporzione rispetto al numero degli abitanti, la città del Torrazzo risulta quella messa peggio. Le vittime sono salite in tutto a 150. Guardando ai dati provinciali, a stare peggio è sempre il Bergamasco, dove i positivi sono saliti a 3.769 (+344), seguito dal Bresciano, con 2.918 (+445) e dal Milanese con 1.983 (+233). Continua a frenare Lodi, dove i positivi sono 1.362 (+42). A Mantova e provincia si sale a quota 382, ma va detto che il dato della Regione non coincide mai con quello della Prefettura (domenica la Prefettura indicava 369 contagi, la Regione invece 327).

In Lombardia, i positivi sono oltre 14mila, più 1.367 rispetto a ieri. Sono 6.6.71 invece i ricoverati, con un incremento di 1.273. Sono 823 le persone nelle terapie intensive, più 63 rispetto a ieri. I decessi sono arrivati a 1.420, “con una crescita di 202, inferiore rispetto a quella di ieri”. ha detto Gallera, ricordando però che “per poter avere un quadro della situazione i dati vanno guardati in un lasso di tempo lungo”. Dunque non si può cantar vittoria. Non ancora.

“Il quadro del fronte ospedaliero evidenzia una grande sofferenza dei presidi e una situazione costante, in alcun casi in leggerissima riduzione” sottolinea Gallera. “Per fortuna non stiamo assistendo a una crescita esponenziale”. Ma il flusso di pazienti è talmente elevato ogni giorno che è difficile starci dietro. “Viviamo una situazione di zona rossa, siamo chiamati a rimanere a casa” ha esortato ancora l’assessore.

LA TABELLA DIVISA PER PROVINCE

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