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Mario Castelli, il vino e
una piccola emozione colta
dietro le finestre da raccontare

"Anche oggi - scrive - giro consegne di 150 bottiglie di vino e olio a domicilio fuori porta, da Castiglione delle Stiviere, al casalasco Viadanese, a Marcaria e Bozzolo. Bellissimo vedere e salutare i bambini gioiosi sui balconi, gli anziani dietro le finestre"

SABBIONETA – Vende olio e vini Mario Castelli. E’ il suo lavoro, e lo fa da un po’. E il suo lavoro è frutto di ricerca e di passione, ed è un po’ come il viaggio degli antichi esploratori, alla scoperta di etichette e nuovi prodotti da distribuire tra i suoi clienti. In verità per Mario – a parte le degustazioni o gli incontri – non è cambiato molto dal punto di vista personale. Partiva a consegnare vini prima, parte a consegnare vini adesso, a chi glieli ordina. Intanto però, attorno a lui, si è stravolto il mondo. Poca gente in giro, molta paura, poca voglia di far festa e regole ferree per cercare di contenere il virus il più possibile.

Vende Vini Mario, li carica sul furgone e poi parte a fare le sue consegne. E – seppur in un mondo cambiato – non cessa di fare con passione quello che ha sempre fatto e non cessa di stupirsi. Di tante piccole cose alle quali, magari, in tempi normali, davi poco spazio. Una cosa ‘buona’ del virus bastardo, una delle poche è proprio la riscoperta di tante piccole cose, della quotidianità che manca. Mario ha da sempre la giusta sensibilità per non farsi sfuggire niente. E stamattina, nel fare il suo lavoro, si è pure emozionato.

“Anche oggi – scrive – giro consegne di 150 bottiglie di vino e olio a domicilio fuori porta, da Castiglione delle Stiviere, al casalasco Viadanese, a Marcaria e Bozzolo. Bellissimo vedere e salutare i bambini gioiosi sui balconi, gli anziani dietro le finestre strappandogli un sorriso mandandogli baci e sorrisi, mi sono emozionato piu’ volte. Quando ci vuole, ci vuole”.

Un’emozione quella di Mario che è pure un piccolo segno di speranza che abbiamo voluto dare ai nostri lettori. Il suo messaggio si conclude con una esortazione per tutti ad usare guanti e mascherine, ormai un mantra per tanti di questo tempi. Mario non sa che la sua storia di oggi l’avremmo raccontata sul giornale. Gliela abbiamo ‘rubata’ perché ci sembrava bella. In tempi di dolore e di disagio, pure una piccola emozione è bella da raccontare e da condividere con gli altri. Come il saluto di quei bimbi, o il sorriso degli anziani dietro le finestre. Sino a che c’è cuore, c’è lotta e capacità di emozionarsi, il virus bastardo non l’avrà mai vinta.

Nazzareno Condina

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