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Valeria, Maria Rosa e la maestra
(di Casteldidone) Maria:
il Casalasco piange altri tre lutti

"San Giovanni piange Valeria Benzoni; San Lorenzo Aroldo (frazione di Solarolo Rainerio) piange Maria Rosa Peri; Casteldidone piange Maria Branchi. Attendiamo con speranza che questa situazione si risolva e nel frattempo preghiamo e rimaniamo uniti" ha scritto don Diego Pallavicini.

Altri tre lutti hanno colpito nella giornata di lunedì l’Unità Pastorale di San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio e Casteldidone. Soltanto sabato ricordavamo la “Spoon River” casalasca con i tanti decessi che hanno colpito la comunità che fa riferimento in parte all’Unione Palvareta Nova e in parte all’Unione Foedus. Don Diego Pallavicini, nelle scorse ore, ha annunciato altre tre tristi dipartite.

“Condivido con tutti la notizia della morte di altre tre sorelle che saluteremo nei prossimi giorni e per le quali vi chiedo di pregare – ha scritto il parroco – invocando da Dio la pace eterna per loro e il dono della consolazione per i famigliari e gli amici che non possono abbracciare per l’ultima volta i loro cari. San Giovanni piange Valeria Benzoni; San Lorenzo Aroldo (frazione di Solarolo Rainerio) piange Maria Rosa Peri; Casteldidone piange Maria Branchi. Attendiamo con speranza che questa situazione si risolva e nel frattempo preghiamo e rimaniamo uniti”.

Valeria Benzoni, coniugata Paganini, lascia quattro figli, aveva 92 anni ed era ricoverata da qualche tempo a Cingia dè Botti, presso la Fondazione Germani. Maria Rosa Peri, nata nel 1939 e coniugata Sozzi, portava ancora il nome di Palvareto (vecchia denominazione del comune che all’epoca associava San Giovanni in Croce e Solarolo Rainerio) sulla carta d’identità, ed era casalinga. Casteldidone invece ricorda Maria Branchi come la storica maestra del paese e della scuola materna in particolare. “Una di quelle che non hanno mai alzato le mani sui bimbi, perché sapevano educare davvero – la ricorda Pierromeo Vaccari, sindaco di Casteldidone -. Era una chioccia per tutti noi”. Vedova e senza figli, classe 1934, da qualche anno era ricoverata a Vescovato in casa di riposo. “Da parte dell’amministrazione comunale – sottolinea Vaccari – un grande abbraccio e un ringraziamento per l’opera educativa svolta nel nostro territorio”.

G.G.

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