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Casalmaggiore, regole
rispettate di notte, ma il
giorno è ancora difficile

Il covid19 è ancora in giro, e ancora miete vittime. Ma è difficile da far capire a un ottantenne, magari solo, magari senza social o magari solo abituato alla propria quotidianità a starsene tranquillamente a casa

CASALMAGGIORE – Li vedi camminare sul listone, o fermi su una panchina. O con piccole borse sciamare lentamente verso le strade di periferia. E ancora a bordo delle loro vecchie biciclette, senza maschera e senza timore, fare quello che hanno sempre fatto. Ci prova la municipale a richiamarli bonariamente, ci provano anche le persone e probabilmente i familiari a casa – per chi li ha – ma è più forte di loro. Ci alcuni dei campioni del filos di sempre, quelli che nella quotidianità erano abituati ai contatti umani, al caffé e al giornale al bar, al pellegrinaggio al ‘muro dei decessi’ al principio di via Cavour. Altre sono donne che vanno a prendere il pane e poi rincasano.

C’è chi invoca il terrore, o le multe salate, o le frustate. Chi si indigna. Il covid19 è ancora in giro, e ancora miete vittime. Ma è difficile da far capire a un ottantenne, magari solo, magari senza social o magari solo abituato alla propria quotidianità a starsene tranquillamente a casa. Difficile quasi come sconfiggere il virus bastardo. Si sentono eterni, o dell’eterno non gliene importa nulla, o forse si sentono solamente soli.

Sarà un problema, soprattutto se si andrà avanti con le limitazioni. Come è già un problema – in questo caso ‘legalizzato’ quello delle file davanti alle poste. Stamattina poco prima di mezzogiorno, erano almeno una decina le persone fuori ad attendere il proprio turno. Dentro sono pure veloci, cercano di ridurre i tempi d’attesa ma è tutto inutile. Pensioni, bollette, pagamenti vari non si sono arrestati del tutto (o quasi per nulla) per cui la fila tocca farla comunque, con buona pace dello stare a casa.

E’ un po’ il costume italico di sempre: da una parte si fissano le regole, dall’altra si fa poco per favorirne l’applicazione. I comuni ci mettono tutta la loro buona volontà, i commercianti ci mettono la consegna a domicilio, i servizi sociali e le protezioni civili organizzano i volontari e le consegne. Poi le incombenze restano pressoché le stesse di sempre, le file pure. Sembra una guerra persa in partenza. Eppure non è così del tutto.

La buona volontà c’è da parte di tanti, molti limitano le uscite allo strettissimo necessario. E i migliori risultati si vedono poi dopo le 21. Ieri siamo stati a Casalmaggiore sino a quasi le 22. Abbiamo contato in movimento tre macchine, tra il centro e le vie laterali, e un paio di persone a piedi. Nel giorno, d’altronde, una giustificazione la puoi pure dare. Di notte è un po’ più difficile. La città, quando calano le tenebre, si spegne quasi del tutto. E forse, tutto considerato, questo di tutte le vicende, è il male minore.

N.C.

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