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Qualche posto letto in più e il personale
che torna dalla quarantena: l'ospedale
Oglio Po (pur sotto pressione) rivede la luce

Una novità che dà speranza, perché con più unità al lavoro si può dare una spallata più decisa alla malattia e perché in questo modo si possono organizzare turni un po’ più umani, dopo gli straordinari obbligati di queste ultime settimane.

CASALMAGGIORE – Frasi rubate, piccole confessioni lontane dall’ambito lavorativo, in un raro momento di stacco per una professione che mai come in questi giorni è dura da sostenere. Ma qualche medico, e qualche infermiere, inizia a sorridere. Certo, è troppo presto per sbilanciarsi e sarebbe assurdo dire che sia finita o pensare che il peggio sia ormai alle spalle (anche solo per una forma di scaramanzia, che non guasta): perché anche all’ospedale Oglio Po si muore (ancora) ogni giorno per lo stramaledettissimo Coronavirus.

Tuttavia qualche medico e qualche unità del personale spiega, lontano dai microfoni e dai taccuini, che la situazione si è stabilizzata, pur restando i numeri sempre molto alti. I posti letto liberi ora, nel reparto di Sub Intensiva, sarebbero 2-3, non molti, ma il sovraffollamento dei giorni scorsi inizia a sgonfiarsi leggermente. Soprattutto la buonissima notizia è che molti medici e infermieri sono tornati al lavoro, dunque in corsia, dopo la quarantena obbligatoria e dopo avere battuto il virus. Una novità che dà speranza, perché con più unità al lavoro si può dare una spallata più decisa alla malattia e perché in questo modo si possono organizzare turni un po’ più umani, dopo gli straordinari obbligati di queste ultime settimane.

G.G.

 

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