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Casalmaggiore riparte.
Commercio di prossimità,
presto iniziative per favorirlo

Scatta adesso quello del coraggio, della quotidianità e perché no, quello in cui le istituzioni preposte ricambino l'impegno. L'Amministrazione sta già pensando a come favorire il commercio di prossimità

CASALMAGGIORE – “Un po’ di paura c’è” spiega Adriana Guarneri mentre lava la vetrina del negozio in via Cavour. Un po’ di timore per quella sorta di ‘liberi tutti’ o quasi dato da governo e regione. L’avranno fatto con cognizione di causa, non ne abbiamo dubbi ma è difficile comunque pensare che da una settimana all’altra si cambi così in fretta. Tutti i negozi del centro hanno aperto, adeguandosi alle nuove direttive. Bar, abbigliamento, gelaterie oltre a chi in effetti non ha chiuso mai.

Ingressi contingentati, mascherine e guanti o come la titolare di Antichi Sapori in via Favagrossa, Laura Decò, anche visiera. “Continuiamo a proteggerci e a fare il nostro lavoro – spiega – e speriamo che la gente continui a fidarsi di noi. Non è semplice lavorare così”. Il suo è uno di quei piccoli negozi di prossimità che puntano sulla qualità dei prodotti. Avremo modo di parlarne nei prossimi giorni.

Si torna ad entrare nei bar, naturalmente seguendo le regole. Al Centrale non più di due persone al bancone e la possibilità di prendere il caffé direttamente fuori. “Il lavoro c’è – chiarisce Marco Frassanito – naturalmente quando abbiamo 10 persone abbiamo esaurito i posti, ma al momento va bene così”. L’importante era riprendere. Dal take Away dei giorni scorsi al take away più bar di adesso è comunque un bel passo avanti.

Sembra comunque un giorno normale in piazza Garibaldi e se non fosse per le mascherine sembrerebbe un giorno di tarda primavera d’un anno qualunque. Ma ci sono i discorsi degli anziani, i manifesti funebri al termine di via Cavour, ed una certa sensazione di pesantezza dei pensieri a ricordare i tanti che non ce l’hanno fatta. I tanti che prima dell’avvento del bastardo erano parte di quella piazza, di quella gente, di quelle cose.

Servirà continuare a mantenere alta l’attenzione, senza però farsi prendere dalla paura. Non tutto potrà essere dimenticato, e forse è un bene. Alcuni commercianti cominciano a guardare avanti. Tra quelli che abbiamo sentito – cinque o sei, non tanti ad esser chiari – c’è poco entusiasmo per l’isola pedonale, a meno che non sia un’idea da prendere in considerazione per il tardo pomeriggio e la sera. Un qualcosa in più insomma, da svilupparsi senza ulteriori costi. Noi rilanciamo l’idea, che ci piace. Naturalmente andrà studiata e valutata bene e non abbiamo dubbi che a farlo saranno gli organi preposti. Ma al commercio questa città deve molto.

Soprattutto a quello di prossimità, a quello che ha navigato a vista nella tempesta, a quello che ha contribuito – con una spesa e forse solo anche con tre parole scambiate al volo – a dare una parvenza di normalità ad una situazione che normale non lo è stata e non lo è tutt’ora. Le attività di prossimità sono state esemplari ed anche, al di là delle più che logiche preoccupazioni, quelle che hanno tenuto chiuso. Il tempo dei sacrifici si è chiuso. Scatta adesso quello del coraggio, della quotidianità e perché no, quello in cui le istituzioni preposte ricambino l’impegno. L’Amministrazione sta già pensando a come favorire il commercio di prossimità, con iniziative ad hoc, e grazie anche ai soldi che arriveranno, sia a Casalmaggiore che nelle frazioni cittadine. Intanto però – e saggiamente – il sindaco Filippo Bongiovanni invita i suoi cittadini a prestare attenzione. Il messaggio è riferito alla giornata di ieri, ma il consiglio è valido per oggi, e pure per i giorni a seguire. “Ho visto già molta gente in giro, piazza piena che pareva estate anni 80. Da un lato mi fa molto piacere, dall’altro ho notato molti distratti con la mascherina e con i contatti. Stiamo debellando il virus in questa zona. Ma esiste ancora! Ci sono ancora dei sintomatici e certamente degli asintomatici, abbassare la guardia sarebbe un gravissimo errore. Inoltre avviso che se i dati dovessero cambiare in peggio Regione potrebbe direttamente intervenire per fare zone rosse alcuni Comuni. Mi raccomando mascherina obbligatoria, distanziamento un metro almeno, igiene delle mani decisiva! Confido in tutti voi”.

Nazzareno Condina

 

 

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