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Marco Giungi, Mattia e
il signor Salvavita: Martignana,
attacco di vespe in golena

Qui entra in gioco il signor 'Salvavita'. Paolo Sabbadini mette da parte il lavoro, aiuta padre e figlio a liberarsi dalle vespe e poi li prende in macchina per andare a recuperare tutto quello che avevano smarrito per strada

MARTIGNANA DI PO – Se la sono vista brutta Marco Giungi e il figlio Mattia, 10 anni appena, ieri pomeriggio nella profonda golena di Martignana. Attaccati da uno sciame di vespe aggressive portano sulla pelle le conseguenze di un brutto momento. 8 punture il piccolo, 3 Marco e la sensazione di essere stati comunque fortunati. Non solo per essere scampati al pericolo, ma anche per aver trovato sulla loro strada una persona speciale. Il signor ‘Salvavita’ come lo chiama simpaticamente Mattia, al secolo Paolo Sabbadini, operaio della ditta Invernizzi di Gussola. Ma partiamo dall’inizio.

Ieri pomeriggio Marco Giungi, ex sportivo, marciatore olimpico e marito di un’altra grande atleta della marcia, la casalasca Lisa Barbieri, decide di fare un giro in mountain bike con il figlio: “Non mi capita spesso, anche perché lui è ancora piccolo – ci racconta – ma ieri avevamo deciso di andare sino al fiume. Siamo scesi ad Agoiolo, risalendo sino all’area di Martignana dove stanno tagliando le piante. All’improvviso ho sentito pizzicarmi. E’ stato un attimo, nel giro di qualche istante ne avevamo intorno tantissime. Mi hanno colpito molto: erano estremamente aggressive e continuavano ad arrivarci addosso”.

Una situazione difficile, non tanto per Marco, quanto per il piccolo che degli insetti aveva già paura prima: “So che queste cose, quando sei nella natura, possono succedere. Ma lui che delle vespe aveva già paura prima era in preda alla paura. Gli ho urlato di correre, abbiamo lasciato le bici sul posto perché eravamo in un  tratto sabbioso e le bici ci sarebbero state solo d’impaccio ed abbiamo cominciato a correre, l’ho trascinato con me con le vespe che ci inseguivano. Ho perso gli occhiali e il cellulare nella corsa. Nel correre abbiamo visto questo gruppo di persone che stava lavorando il legname, e siamo corsi verso di loro”.

Qui entra in gioco il signor ‘Salvavita’. Paolo Sabbadini mette da parte il lavoro, aiuta padre e figlio a liberarsi dalle vespe e poi li prende in macchina per andare a recuperare tutto quello che avevano smarrito per strada: “Se non fosse stato per lui non so come sarebbe andata a finire. A piedi, senza occhiali e senza telefono, con Mattia in panico”.

“Sono quelle cose che sai che possono succedere ma a cui non pensi mai. Ci siamo trovati in una situazione di pericolo ed ha prevalso l’istinto di sopravvivenza. E fortunatamente abbiamo incontrato Paolo. Ci ha preso in macchina, ha cercato i miei occhiali ed il cellulare, ci ha portato a recuperare le bici. Poi quando eravamo già a casa ci ha chiamato per sapere come stavamo. Se ho raccontato questa storia è perché volevo ringraziarlo”. Ci sono persone che senza pensarci si mettono a disposizione di chi ha bisogno. Paolo Sabbadini, operaio di Invernizzi, è uno di questi. Il signor Salvavita, come lo chiama Mattia.

Nazzareno Condina

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