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Dall'UC Viadana al Brescello:
Mauro Caleffi cambia
colori dopo 40 anni

L’U.C. Viadana saluta uno dei volti storici del proprio percorso, quel Mauro Caleffi che ha accompagnato e cresciuto generazioni di calciatori. “Ho iniziato nel 1978 quando andavo a prendere i bambini - ricorda Caleffi - e poi piano piano sono diventato magazziniere ed ho contribuito, lavorando in un ambiente sano come quello dello sport, all’attività della società”.

VIADANA – L’U.C. Viadana saluta uno dei volti storici del proprio percorso, quel Mauro Caleffi che ha accompagnato e cresciuto generazioni di calciatori. “Ho iniziato nel 1978 quando andavo a prendere i bambini – ricorda Caleffi – e poi piano piano sono diventato magazziniere ed ho contribuito, lavorando in un ambiente sano come quello dello sport, all’attività della società”.

Più di quarant’anni con gli stessi colori addosso è quasi come avere la pelle a tinte gialle e blu.

“Ho vissuto dei momenti molto belli ed anche oggi conservo ricordi speciali di tutto questo tempo, ma è arrivata per me la possibilità di iniziare una nuova avventura e proprio stasera (mercoledì, n.d.r.) ho parlato con la società del Brescello, che mi ha contattato,  per portare la mia esperienza in un ambiente nuovo”.

Oggi la società viadanese vede molti ex giocatori cresciuti all’ombra dei pioppi del centro sportivo oltre l’argine del Po come il direttore sportivo Damiano Mazzieri o gli allenatori Marco Nebbioli e Gianluigi Froldi portare avanti ciò che, fin da piccoli, impararono sul rettangolo di gioco. Tutte persone che hanno visto in Mauro una figura di riferimento nella propria crescita sportiva, ma le strade che si separano non devono necessariamente farlo in modo polemico:

“Dopo tanti anni sarà strano vedere questi spogliatoi senza una figura storica come quella di Mauro – concorda Mazzieri -, ma è normale che ci si possa salutare nonostante i buoni rapporti anche semplicemente per cercare nuovi stimoli. Lo sport – continua – è pieno di persone che vanno e vengono, i rapporti che si costruiscono negli anni, in questo caso decenni, rimangono!”

Alessandro Soragna

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