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Flash mob a Cremona di Lega
e FdI contro il governo, presente
anche il sindaco casalese Bongiovanni

Sulla scelta del 2 giugno per una manifestazione di sapore prettamente politico, interviene Grignani: “E’ una data che segna il momento di ricongiungimento nazionale, ma è anche la data della nascita dell’assemblea Costituente".
Fotoservizio Francesco Sessa

Anche Cremona ha visto la discesa in piazza del centrodestra, per il flash mob organizzato a livello nazionale da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. Una manifestazione voluta per rappresentare il malcontento di quella parte di italiani che non si sente tutelata dalle misure di sostegno varate dal Governo e vuole “rialzare la testa in un momento in cui il paese non vede una via d’uscita da quella che era una crisi sanitaria e che si è già tramutata e lo sarà sempre di più, in una crisi economica”, come spiega la consigliera comunale della lega Nord Simona Sommi. 60 -70 i simpatizzanti schierati nella parte ombreggiata della piazza tutti muniti di mascherina, chi tricolore, chi nera, chi neutra. Discreta la presenza delle forze dell’ordine, in borghese e non, per evitare eventuali disordini che erano nell’aria, dopo la comparsa delle scritte sulla sede della Lega in via Araldi Erizzo sabato scorso e dopo il lancio, domenica mattina in piazza del Comune, di decine di volantini con la scritta ‘sotto la mascherina i fascisti di sempre’.

Dai militanti ai vertici delle due principali forze che attualmente compongono il centrodestra, erano presenti i parlamentari leghisti Silvana Comaroli e Simone Bossi, il segretario provinciale di Fratelli d’Italia  Stefano Foggetti e quello cittadino, sempre di FdI, Luca Grignani. E poi i sindaci leghisti di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, di Pizzighettone, Luca Moggi, il vicesindaco di Soncino Fabio Fabemoli, il sindaco di Grontardo Luca Bonomi, il coordinatore politico della Lega e consigliere provinciale Mirko Poli. Tra i consiglieri comunali del capoluogo, Alessandro Fanti, Alessandro Zagni, la stessa Simona Sommi. Da ultimi, e rimasti nelle ultime file, sono arrivati i militanti di Casa Pound: “Condividiamo tutto quello che dice la Meloni” è il commento di Diego Ratti, leader del movimento, che rivendica anche la partecipazione ai flash mob dei giorni scorsi (tre dei quali non autorizzati dalla Questura) delle ‘mascherine tricolori’. Molto defilata, per contro, la presenza di Forza Italia, con una rappresentanza di giovani capitanati dal consigliere comunale Saverio Simi e i seniores di Giorgio Everet, ma nessun vertice di partito, a differenza di quanto avvenuto a Crema dove a rappresentare gli azzurri (a Roma in piazza con Tajani) c’era il segretario cittadino Donida.

Sulla scelta del 2 giugno per una manifestazione di sapore prettamente politico, interviene Grignani: “E’ una data che segna il momento di ricongiungimento nazionale, ma è anche la data della nascita dell’assemblea Costituente. All’articolo 12 si cita il Tricolore, che è simbolo dell’unità nazionale: in nome di questa bandiera, vorrei invitare le teste migliori a tornare ad occuparsi di politica, per non lasciarla in mano a gente che non ha senso dell’onore e della responsabilità”. All’insegna del dissenso, ma anche della moderazione, i discorsi dei politici presenti. “Vogliamo unire tutte le piazze d’Italia – ha detto Bossi – con un messaggio unico verso il Governo che se ne sta fregando delle partite Iva e delle casse integrazioni. Vogliamo dare un segnale pacifico al governo per dirgli di svegliarsi… Per mesi non abbiamo potuto uscire dalle case, in questa piazza ci è stato vietato di poter parlare, noi vogliamo farlo, a nome di persone che non riuscivano ad arrivare a fine mese. Noi oggi siamo i portavoce di quelle persone che a casa non riescono a tornare alla normalità che c’era prima del coronavirus”.

fotoservizio Sessa

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