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Alessia Minotti e i piccoli negozi: "Luoghi di socialità, ecco come lanciarli"

"I negozi come hub di comunità - prosegue Minotti - punti di ritrovo in cui poter acquistare in modo differente, partecipando a eventi e incontri con i produttori pubblicizzati sui social media. Bisogna assicurare il decoro delle aree e il rilancio dei locali sfitti/inutilizzati dal punto di vista commerciale da molti mesi".

VIADANA – Un progetto per i piccoli negozi: è quello che intende portare avanti Alessia Minotti, candidato sindaco a Viadana. “I piccoli negozi fanno grandi le città – spiega infatti -. In un’epoca caratterizzata da un cambiamento profondo nelle abitudini di acquisto e consumo da parte degli abitanti, che si affidano sempre di più al commercio on-line con effetti poderosi anche sul fronte dell’impatto urbano della logistica delle merci, le città devono fare fronte comune con i settori produttivi per cambiare la funzione tradizionale dei negozi e ritornare all’antico ma con strumenti nuovi”.

“I negozi come hub di comunità – prosegue Minotti – punti di ritrovo in cui poter acquistare in modo differente, partecipando a eventi e incontri con i produttori pubblicizzati sui social media. Bisogna assicurare il decoro delle aree e il rilancio dei locali sfitti/inutilizzati dal punto di vista commerciale da molti mesi, insistenti negli assi commerciali principali, attraverso: la tamponatura delle vetrine sfitte eventualmente attraverso pannelli/pellicole uniformati, al fine di assicurare il decoro e l’immagine coordinata dei fronti commerciali; il possibile impiego dei locali sfitti/inutilizzati, quali spazi commerciali meramente espositivi, anche al fine di renderli attrattivi nell’ottica del reinserimento nel circuito commerciale, attraverso la riduzione/abbattimento dei tributi locali Tari ed imposta sulla pubblicità; l’abbattimento del canone per occupazione di suolo pubblico (Cosap) per le aree esterne, prospicienti i locali insistenti in zone che presentano fenomeni di desertificazione commerciale e/o da valorizzare; l’emissione di una serie di avvisi pubblici, finalizzati ad incentivare la nascita di nuovi negozi attrattivi ed attività di somministrazione a basso impatto in locali commerciali sfitti/inutilizzati da almeno 6 mesi, attraverso l’erogazione di contributi per spese di investimento fino ad un massimo di 3.000 euro per singolo progetto presentato”.

“La finalità è quella di perseguire – precisa Minotti – il riutilizzo dei locali sfitti, con i connessi vantaggi dal punto di vista commerciale e del presidio sociale e la nascita di nuovi posti di lavoro. E’ giusto pensare all’approvazione in formulazione definitiva, dei nuovi Criteri qualitativi per il rilascio delle autorizzazioni per piccole strutture di vendita, dopo il periodo di sperimentazione durato circa un anno e mezzo. Al Regolamento definitivo saranno apportate una serie di integrazioni e modifiche per massimizzarne l’efficacia, ad es. con riferimento alle piccole strutture che intendono insediarsi nel Centro Storico è verrà disposta l’ulteriore riduzione della partecipazione economica perequativa, al fine di rendere maggiormente attrattivo il centro rispetto anche a possibili fenomeni di evasione verso i centri commerciali esterni”.

Tante le idee. “Avvio di un progetto pilota, con il coinvolgimento dei proprietari di immobili per la valorizzazione integrata delle attività economiche urbane che consenta di monitorare le dinamiche localizzative e valutare l’impatto delle diverse politiche comunali incidenti su uno specifico contesto (urbanistica, edilizia, cultura, viabilità ed ambiente), per il recupero degli spazi sfitti e l’insediamento di nuove attività sinergiche con il commercio su area pubblica, le produzioni culturali e creative innovative (coworking, incubatori/start up, artigianato digitale, etc.). Predisposizione di un regolamento di salvaguardia in relazione all’esercizio di attività commerciali e artigianali, diretto ad assicurarne la compatibilità con le funzioni territoriali in ordine alla viabilità, alla mobilità dei consumatori, all’ambiente, alla prevenzione dell’abuso di alcoolici, all’arredo urbano ed al tessuto circostante. Una nuova attenzione deve essere data al mercato settimanale, il mercato all’aperto e le fiere. Occorre ripensare ad un rilancio di queste importanti realtà, coinvolgendo i commercianti ambulanti e cercando anche sinergie e collaborazioni con i negozi. Per il mercato settimanale occorre un progetto di revisione ampio: diamo spazio ai mercatini a tema, rivediamo l’assetto e il senso della Fiera di San Pietro potendo prevedere un miglior uso degli spazi razionalizzando anche in questo caso la presenza delle bancarelle e delle altre attività. È necessario più che mai un coinvolgimento e una progettualità sinergica tra i negozi e la realtà dei mercati e delle fiere”.

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