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Ciclista investito sul ponte Po
a Casalmaggiore: l'auto che lo centra
si dilegua e perde lo specchietto

La disavventura, che per fortuna non ha avuto conseguenze tragiche, è capitata lungo il ponte Po che collega Casalmaggiore e Colorno a un uomo di 67 anni residente a Casalmaggiore, A. L. le sue iniziali, il quale ha trovato la forza di tornare a casa, nonostante fosse in un bagno di sangue dopo l’incidente.

CASALMAGGIORE – Stava tornando a casa in bicicletta, attorno alle 20.45 di venerdì sera, quando è stato travolto da un’automobile che non si è fermata nemmeno a prestare soccorso. La disavventura, che per fortuna non ha avuto conseguenze tragiche, è capitata lungo il ponte Po che collega Casalmaggiore e Colorno a un uomo di 67 anni residente a Casalmaggiore, A. L. le sue iniziali, il quale ha trovato la forza di tornare a casa, nonostante fosse in un bagno di sangue dopo l’incidente. Pare che l’uomo non viaggiasse sulla ciclabile, che del resto sul ponte Casalmaggiore-Colorno non è molto comoda, anche perché in alcuni punti addirittura manca o non è terminata. “Mio papà potrebbe avere commesso una leggerezza – racconta il figlio – ma questa comunque non è una giustificazione per chi, dopo averlo investito, lo ha lasciato riverso sulla strada, senza soccorrerlo. Ciò che noi contestiamo e abbiamo segnalato ai Carabinieri è infatti l’omissione di soccorso”.

Come detto l’uomo ha trovato la forza di tornare a casa, presentandosi ai famigliari in un bagno di sangue. “Perdeva sangue – racconta il figlio – dagli occhi, da un braccio e dalle gambe. Ci siamo subito attivati per il trasferimento in ospedale Oglio Po, dove è rimasto una notte in osservazione. Adesso sembra stia meglio, ma è stato un grande spavento per tutti noi e una grossa botta per lui”. L’auto che ha colpito il 67enne avrebbe perso uno specchietto, che però potrebbe essere volato giù dal ponte direttamente nel fiume Po o in golena. “Mio padre si è accorto che l’auto ha perso lo specchietto – racconta il figlio del 67enne – ma non ha visto dove possa essere finito. Non è riuscito, nonostante ci fosse luce, a prendere né la targa né il modello dell’auto. Credo che l’adrenalina e la paura in quei momenti non consentano di essere sufficientemente lucidi”.

G.G.

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