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Vittorio Sgarbi, sorpresa a Sabbioneta (e Commessaggio): "Mi impegno in prima persona a garantirne il rilancio"

“Ricordo che Alain Elkann, che era in visita con me vent’anni fa, pur abituato alle dimensioni di Parigi e New York, rimase stupido dalla bellezza di Sabbioneta. La verità è che Sabbioneta, come Ferrara, come Urbino non sono meno importanti della Ville Lumiére e della sua modernità”. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

SABBIONETA/COMMESSAGGIO – “Questa visita, vent’anni dopo l’ultima, mi ha fatto tornare voglia di aiutare il rilancio di Sabbioneta”. Parte da qui, dalla fine del tour, da un impegno e da una promessa che già guardano al 2021, quando l’anno bis di Parma Città Europa della Cultura coinvolgerà anche Sabbioneta e Mantova, la visita di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte giovedì pomeriggio, a sorpresa come è solito fare e con preavviso minimo, ha scelto di visitare prima Villa Pasquali con la chiesa di Sant’Antonio del Bibiena, poi Commessaggio – accompagnato dal sindaco Alessandro Sarasini – con il Torrazzo e il ponte di barche, e appunto Sabbioneta. Un vecchio amore ritrovato. “Vent’anni fa fu uno dei primi luoghi che visitai – ha detto Sgarbi – quando ero Sottosegretario ai Beni Culturali. Solo l’Italia presenta in ogni angolo luoghi tanto meravigliosi, che sono testimonianza di una grandezza appartenente a tempi passati, che purtroppo non ci appartiene più”.

La visita all’oratorio di San Rocco, con i quadri in attesa del restauro e, perché no?, di un’opera di mecenatismo, poi alla chiesa dell’Assunta e a quella dell’Incoronata dove è sepolto Vespasiano Gonzaga con la sua famiglia, e ancora al Teatro all’Antica, accompagnato dal sindaco Marco Pasquali e dal presidente Pro Loco Massimo Gualerzi. Osservando minuziosamente da affamato di arte e incontrando il parroco don Samuele Riva, responsabile del Museo di Arte Sacra, Sgarbi seleziona le opere più interessanti, tra cui il Toson d’Oro, le indica con una torcia, le fa fotografare ai suoi assistenti e ha parole al miele per Sabbioneta. “Ricordo che Alain Elkann, che era in visita con me vent’anni fa, pur abituato alle dimensioni di Parigi e New York, rimase stupido dalla bellezza di Sabbioneta. La verità è che Sabbioneta, come Ferrara, come Urbino, come queste città partorite dalla mente di un solo uomo – in questo caso Vespasiano Gonzaga – non sono meno importanti della Ville Lumiére e della sua modernità”. Città ideale e grandezza italica, lontanissima – secondo Sgarbi – dalla pochezza politica di oggi.

Giovanni Gardani

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