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Fresate per la seconda volta
parte delle mellifere in via Italia:
attenzione, questa sconosciuta

CASALMAGGIORE – La prima può essere distrazione, nella seconda c’è il dolo. Gli incaricati al taglio dell’erba del parco di via Italia hanno fresato parte delle piante mellifere del progetto del Bando Chiarini poste a fianco della staccionata. Probabilmente si sono pure accorti che qualcosa non andava visto che questa volta si sono fermati a metà.

Tra le piante fresate anche alcuni girasoli messi a dimora da un residente solo poco tempo fa. E’ la seconda volta nel giro di qualche mese che viene posta poca (o nulla) attenzione alla dislocazione del verde e al perché della presenza di piante nei giardini pubblici. Distrazione? Errore umano? Disinteresse? Scarso controllo? Tutto può essere. Quello che è certo è che è un altro di quei lavori fatti senza pensare che a qualunque cosa può esserci una ragione. Anche alla presenza di essenze che crescono rigogliose e un po’ selvagge.

La parte rimasta in piedi è davvero bella ed anche stamattina era ricca di insetti impollinatori. In fondo i bambini le avevano piantate – con l’ausilio di Eugenio Maltraversi – per quello. Ma questa non è come si potrebbe pensare una storia a lieto fine. E’ stato chiesto, e a più riprese, un punto acqua per poter gestire la stagione estiva senza difficoltà, i bambini sono cresciuti e la scuola è chiusa. Del parco si è interessata la consigliera Silvia Tei, che ha fatto un bel progetto a tutela dei fiori, c’è anche l’hobbista resosi disponibile a realizzare vasche o staccionata a protezione in legno, ma i residenti dell’area chiedono, per gestire il parco, la realizzazione del punto acqua.

La storia finisce così. In malo modo e con uno stallo: sino a che la natura darà una mano, giove pluvio stendera il suo sguardo benevolo, e chi dovrà tagliare l’erba non deciderà di fresare sino all’asfalto quei fiori e tutti i loro insetti resteranno. E il parco più bello della città avrà un angolo incantevole frutto di un progetto sovvenzionato con un bando dedicato all’animo più ambientalista e nobile che il territorio casalese abbia mai avuto. Poi tutto si spegnerà. C’è chi dice che è il destino. Più facile però pensare al disinteresse, molto più umano e tangibile, proprio come in questo caso.

N.C.

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