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Mirko Savi, da Acquanegra
sino alla Val di Fumo lungo il
Chiese: sei viandanti e un sogno

Mirko Savi

ACQUAFREDDA (BS) – Riparte Mirko Savi, anche se in fondo poi quelli come lui non si fermano mai. Riprende la sua strada, il capo di quel filo che corre parallelo al Chiese, ne tesse storie, ricordi, luoghi, emozioni. Riparte, e questa volta, rispetto a gennaio quando viandante solitario raggiunse Idro da Acquanegra sul Chiese da solo, avrà amici al suo fianco. Forse perchè come lui stesso racconta “Il male come il bene è una malattia, e sta a noi decidere come ammalarci”. Con lui – e di bene – si sono ammalati Paolo Bettati, prima rugbista e poi allenatore a Colorno dove risiede, con l’esperienza di Santiago alle spalle, Simone Bettoni di Asola, fondatore insieme a Mirko degli ‘Angeli’ del Chiese, il remedellese Filippo Compagnoni, Nicola Rubes di Isorella ma conosciuto per essere membro attivo del CAI di Bozzolo e infine Carlo Neviani, anche lui di Asola, videomaker che filmerà e fotograferà il viaggio che partirà il 10 di agosto e terminerà il 16.

Non saranno soli. Perché con loro, figli delle stesse idee e dello stesso amore per il Chiese e il lago d’Idro, ci sarà la “Federazione delle associazioni che amano il fiume Chiese e il suo lago d’Idro” del presidente Gianluca Bordiga, ci sarà l’amministrazione di Acquanegra sul Chiese, a vocazione fortemente ambientalista, ci saranno (magari protagonisti in una tappa oppure solo con l’appoggio) le varie associazioni ambientaliste, i trashbuster, vecchi amanti del fiume e nuovi spinti da grandi ideali.

30 anni, e la saggezza di un’anziano. La forza di una battaglia di tutela del suo fiume, il Chiese, che ha un’anima. “Questo cammino – ha raccontato Mirko in conferenza stampa – è nato come una pazzia nello scorso inverno quando ero arrivato sino ad Idro. Avevo detto che mi sarebbe piaciuto arrivare sin dove il fiume nasce, in val di Fumo, probabilmente ci fermeremo al rifugio prima perché la val di Fumo è impercorribile. 5 ore di cammino, tutta salita e tutta roccia, neppure uno spazio d’ombra. Abbiamo fatto una prova ma dopo un paio d’ore siamo dovuti rientrare perché non ce l’avremmo fatta”.

‘Al Passo col Chiese’ è stata presentata giovedì in tarda mattinata ad Acquafredda (BS), alla presenza, oltre che di Mirko Savi e Gianluca Bordiga,  di Fabrizio Rossi (gruppo Trasbusters foce Chiese), Nicola Bini, vice sindaco di Acquanegra sul Chiese, Roberto Botturi (Gruppo ecologico del Chiese), Antonella Bussini (associazione ‘Tre Salti nel Bosco’ di Calvisano), Franca Donini (Amministratrice di ‘Chiese e venne pulito’) e Tullio Fornari, del Gruppo ecologico di Casalmoro.

Le tappe. Si parte il 10 da Acquanegra sul Chiese, arrivo ad Acquafredda, l’11 partenza da Acquafredda e arrivo a Bedizzole, il 12 si parte da Bedizzole e si arriva a Roé Volciano, il 13 Partenza da Roé Volciano e arrivo a Idro, il 14 partenza da Idro e arrivo a Pieve di Bono, il 15 partenza da Pieve di Bono sino al rifugio Val di Fumo e il 16 Rifuglio sino al passo Val di Fumo. I viandanti dormiranno in tenda negli spazi trovati grazie all’impegno del tavolo delle associazioni e per avere meno problemi con il discorso Covid, porteranno con loro tanta voglia di ascoltare, di capire. “Ci gestiremo in base alle forze – ha spiegato Mirko – e saremo, come dice lo stesso nome della camminata, Al Passo col Chiese. Non ci porteremo nulla da mangiare, incontreremo le persone e ci fermeremo nei luoghi. Questo percorso vuole solo essere l’anima di un progetto più grande. Dobbiamo riportare le persone a vivere il proprio fiume perché vivendolo lo si conosce e conoscendolo lo si protegge”. Lungo il tragitto altri potranno unirsi (e lo faranno) anche per una sola tappa. “Diamo alle persone la possibilità di sognare perché se ci dovessimo fermare ogni volta ai problemi non andremmo più avanti”.

Mirko Savi nel cammino di gennaio 2020 (foto: www.vallesabbianews.it)

Non si è fermato ai problemi il Tavolo delle associazioni che amano il fiume Chiese e il suo lago d’Idro. Gianluca Bordiga è un ‘fiume’ in piena. “Mi occupo di lago d’Idro dal 1985. Il lago d’Idro è cambiato radicalmente da allora ad oggi. Basta dire che allora veniva utilizzato per 7 metri verticali ed oggi è utilizzato per un metro e 30. E’ stata una battaglia dura ma quella è stata la vittoria di un movimento popolare che è andato via via crescendo. E’ cambiata la cultura, la mentalità. Non è stato merito dei sindaci e della politica: per la politica il lago d’Idro era solo un bacino da sfruttare, non c’era. Oggi abbiamo un’acqua estremamente pulita, si è puntato sul turismo ed è stata una scelta vincente, gli olandesi soprattutto sono innamorati del nostro lago. Oggi ci sono premi legati alla tutela ambentale, al lago. Ci sono voluti 10 anni, dieci anni di riunioni, dieci anni di incontri per far capire che quello non era un bacino a disposizione dell’agricoltura, ma un lago di origine glaciale, acqua da proteggere. L’Idro è un lago naturale. Oggi la battaglia si è spostata sul fiume, sul Chiese. Noi raggruppiamo 17 associazioni, circa 1500 soci. Sposiamo l’impresa di Mirko perchè col suo cammino porta un messaggio di unità. Il Chiese è patrimono di tutti, non è delle concessionarie idroelettriche, dei pescatori o dell’agricoltura. Obiettivo del tavolo è rigenerare in ogni tratto il fiume, difendere il territorio dalla desertificazione e naturalmente l’opposizione netta al depuratore del Garda perché il Chiese non deve diventare un canale di scarico. Il fiume è simbolo di un’unità che deve essere primo obiettivo: io vengo da Bagolino, ma sento che tutto il fiume è casa mia. Dobbiamo lavorare per abbattere muri, e per questo il cammino di Mirko ci è particolarmente gradito: lui porta un messaggio di unità, un messaggio che incita a voler bene al fiume, a tenerci, a risanarlo. L’unità è importante, e lo abbiamo visto sul lago d’Idro. La forza che c’è a monte può essere utile a centro e a Valle Chiese, e viceversa. Noi diciamo sempre che una cosa ben fatta in un tratto di fiume serve anche agli altri tratti”.

“Il Chiese – ha spiegato il vice sindaco di Acquanegra Nicola Bini – è di tutti, e il nostro dovere è quello di fare la nostra parte per tutelarlo. Io peraltro sono vicesindaco ed imprenditore agricolo e posso dire che stiamo facendo anche nel nostro territorio grandi passi nell’utilizzo dell’acqua. Sono stato in Israele per visionare i sistemi di irrigazione drop by drop che utilizzano lì e che utilizziamo anche noi. Noi possiamo risparmiare acqua. E sposiamo l’iniziativa di Mirko che porterà con se anche un gagliardetto del comune di Acquanegra”

L’opera di Mirko Savi non si fermerà alla testimonianza e al cammino. “Con il CAI di Bozzolo abbiamo parlato della possibilità di tracciare un cammino che parta dalla foce del Fiume e arrivi sino alla sorgente. Vorremmo puntare su un turismo che premi questo tipo di mobilità, con carte che diano indicazioni, segnalino ostelli, ristori. E’ un progetto a cui poi si potrebbero unire percorsi ciclabili. La nostra camminata sarà il più possibile lungo il fiume, ma non sempre si può. Ci sono tratti che sono privati e che bisognerà aggirare”. I problemi del Chiese ci sono, ma nessuno si deve arrendere. “Dobbiamo dare alla gente sempre la possibilità di sognare, se ci arrendiamo ai primi ostacoli non andiamo più avanti”.

Seguiremo il viaggio di Mirko Savi tappa per tappa, così come fatto col primo. I viandanti sono pronti a partire. E noi piacciono infinitamente i sognatori. Non ne possiamo fare a meno.

Nazzareno Condina

Val di Fumo, il Chiese (Foto: visit trentino)

 

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