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Camera di Commercio, per
Corte Costituzionale fusione
con Pavia e Mantova va avanti

Una volta definita la sede si dovranno poi scegliere le rappresentanze delle varie categorie economiche in consiglio. Senza contare che sulla partita incombe ora il rischio che si finisca in commissariamento per tutti quegli enti camerali che ancora non hanno terminato la fusione.

Via Libera alla fusione tra le Camere di Commercio di Cremona, Mantova a Pavia: lo ha deciso la Corte Costituzionale, che ha dichiarato la legittimità della legge del 2015 sugli accorpamenti degli enti camerali. Erano state 17 Camere, compresa Pavia, a presentare ricorso. Ora l’ente sta aspettando anche l’esito del ricorso presentato al Tar sulla sede legale del nuovo ente, che è stata assegnata a Mantova. Pavia ha, fin dall’inizio, osteggiato l’aggregazione con le altre due cittadine lombarde.

Come riferisce la Gazzetta di Mantova, si dovrà però aspettare settembre per avere la risposta dal Tribunale amministrativo regionale, che attende dalla Corte Costituzionale la comunicazione della sentenza, per poi convocare le parti in causa nell’udienza durante la quale si dovranno prendere le decisioni. L’iter non sarà però ancora concluso neppure dopo questo passaggio: è infatti probabile che chi al Tar risulterà perdente faccia ricorso al Consiglio di Stato. Una volta definita la sede si dovranno poi scegliere le rappresentanze delle varie categorie economiche in consiglio. Senza contare che sulla partita incombe ora il rischio che si finisca in commissariamento per tutti quegli enti camerali che ancora non hanno terminato la fusione.

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