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Via Postumia, da San Stino
a Oderzo. Il racconto
di Andrea Devicenzi

a tappa è sicuramente tra le due più belle vissute fino ad oggi perché offre continui cambi di panorama, il fiume a fianco, argini, centri abitati, ecc…

ODERZO – Settima tappa, da San Stino di Livenza ad Oderzo. Forse la tappa più bella tra quelle fatte fino ad ora. In verità ognuna è stata per qualche verso bella e particolare, ma in questa la natura e i panorami l’hanno fatta da padrona. Un Andrea galvanizzato per due motivi: il primo, trent’anni fa l’incidente che gli ha portato via la gamba e – guardandosi indietro – un cammino ed un percorso personale fatto di soddisfazioni e di valorizzazione di tutto quello che resta. Il secondo è legato alle sue katana e alle manopole ergonomiche studiate appositamente per lui. Nel cammino di Francesco ci ricordiamo di come fossero ridotte le mani dopo un tratto di cammino. Ebbene, dopo i 23 km di ieri nessun dolore, nessun segno del peso che grava sulle stampelle. Due traguardi straordinari per un uomo straordinario.

Questo il suo racconto della tappa di ieri: “Da San Stino di Livenza ad Oderzo abbiamo iniziato ad assaporare chilometraggi più importanti, oltre i 23 chilometri. In serata qualche dubbio di ‘tenuta’ l’avevo perché nelle esperienze passate le distanze superiori ai 15/17 chilometri mi hanno sempre messo in difficoltà ma oggi, e concedetemelo, c’è stato l’orgoglio personale di aver superato questo ostacolo realizzando delle super manopole dove il palmo della mano “lavora” nettamente meglio che le proposte che offre il mercato, essendo ergonomiche.

Fin dalla partenza è avvertito la sensazione di “carica esplosiva” (anche se ho dormito poco e male) e che avrei raggiunto agevolmente Oderzo. La tappa è sicuramente tra le due più belle vissute fino ad oggi perché offre continui cambi di panorama, il fiume a fianco, argini, centri abitati, ecc… La temperatura ci ha salvati fino alle 11 poi all’uscita di Motta di Livenza sono bastati pochi secondi che tutto è cambiato appena salito sull’argine.

Ci sono stati due incontri fortuiti con gente del luogo, prima in un bar poi in un negozio di alimentari che hanno animato e ravvivato la mattina con la loro gentilezza, energia e sorriso. L’arrivo ad Oderzo per svariati chilometri è stato tutto percorso sull’argine e mentre lo percorrevo pensavo alla chiacchierata del giorno prima con il Sindaco e Vice-Sindaco di San Stino quando ci hanno spiegato tutto il sistema di idrovore per gestire e controllare il livello dell’acqua in queste zone di bonifica.

Attraversato il ponte di ingresso terminato l’arginello, i suoi fiori rossi mi hanno poi portato da li a poca nella piazza più importante di Oderzo, chiudendo così la tappa. Sinceramente mi sentivo ancora energia e dopo qualche minuto di riposo avrei potuto continuare tranquillamente”.

Nazzareno Condina

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