Un commento

Acquanegra, maxi
sequestro di droga: arrestato
un viadanese 47enne

Tutte le piante sono state sradicate e poste sotto sequestro cosi come tutta la sostanza rinvenuta a casa dell’arrestato; dopo gli accertamenti qualitativi sarà anch’essa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

ACQUANEGRA SUL CHIESE / VIADANA – Maxi operazione anti droga ieri a Mosio, dove i Carabinieri della Stazione di Acquanegra sul Chiese hanno sequestrato un’intera piantagione di circa 530 piante di marijuana, ed arrestato un uomo di 47 anni.

L’operazione è stata il risultato di un’intensa attività di indagine che proseguiva da mesi, gestita dal Comando della Compagnia Carabinieri di Viadana, che per lo scopo aveva utilizzato anche dei droni per sorvegliare dall’alto la piantagione, che si trovava ben nascosta nella zona boschiva del ‘Parco Oglio-Sud’. Per intere settimane i militari della Stazione di Acquanegra sul Chiese, coordinati dal Maresciallo Ordinario Giuseppe Vinci, avevano effettuato numerosi e continui appostamenti in quella zona boschiva, peraltro molto impervia da raggiungere.

E finalmente ieri, durante l’ennesimo appostamento, i Carabinieri hanno trovato l’uomo che curava le piante, arrestandolo cosi in flagranza di reato proprio mentre le stava irrigando.

Immediata la perquisizione a casa dell’arrestato, che con l’aiuto dei Carabinieri della Stazione di Sabbioneta giunti in ausilio, ha portato al rinvenimento ed al sequestro di altre piante di grosse dimensioni di marjuana, oltre che di 4 kilogrammi di sostanza già essiccata.

Per S.P., classe 1973 nato a Viadana ma residente ad Acquanegra, sono quindi scattate le manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente (art.73 D.P.R. 309/90) e dopo gli accertamenti di rito è stato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, tradotto presso il carcere di Mantova.

Tutte le piante sono state sradicate e poste sotto sequestro cosi come tutta la sostanza rinvenuta a casa dell’arrestato; dopo gli accertamenti qualitativi sarà anch’essa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

“La nostra battaglia contro le sostanze stupefacenti continua integerrima” spiega il Cap. Gabriele Schiaffini, Comandante della Compagnia di Viadana, compiacendosi per il positivo risultato conseguito, “anche grazie all’aiuto delle più sofisticate tecnologie, come i droni in questo caso, delle quali ci serviamo spesso quando la zona delle piantagioni è difficile da raggiungere; settimane di appostamenti hanno comunque permesso ora di debellare un grosso canale di spaccio dell’alto mantovano. Ora l’attività di indagine non è certo finita anzi; saranno basilari le perizie e gli accertamenti tecnici per trovare eventuali complici che, quando si parla di grossi quantitativi come in questo caso, sono sicuramente presenti. Fondamentale è comunque per noi l’aiuto e le segnalazioni di cittadini e di genitori, che sentono come noi la necessità, sacrosanta, di debellare questo marcio e tenerlo lontano dai loro figli, anche perché troppo spesso la dipendenza da queste sostanze porta inevitabilmente i ragazzi sulla strada dello spaccio e della delinquenza in genere”.

Il Colonnello Antonino Minutoli, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Mantova, esprime il suo apprezzamento per la brillante operazione, in quanto rappresenta una conferma della battaglia che tutti i militari della Provincia combattono quotidianamente contro la sostanza stupefacente e contro coloro che ne favoriscono lo spaccio.

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Commenti
  • Io

    La liberalizzazione sarebbe la giusta mossa del governo in termini di introiti, risparmi e sicurezza per tutta la nazione, la disinformazione sulla cannabis in Italia è una grande piaga, fin quando gli organi di informazione (come voi) continuano a fare disinformazione questa è e resterà una grande piaga per l’Italia… Qualcuno si chiede quanto è costata questa indagine durata mesi? Qualcuno si domanda perché è da 50 anni che non si fanno passi in avanti, e non sono mai stati fatti, con le droghe? Qualcuno non si domanda perché la mafia continua a fare introiti da capogiro con la cannabis per poi finanziare azioni e attrezzature ancora più dannose e pericolose della cannabis? Liberalizzazione unica via, la scienza parla, non i pregiudizi, informatevi e poi parlate e fate articoli costruttivi non disinformanti, aprite gli occhi non la bocca.
    7miliardi di introiti annuali per lo stato, 650mila nuovi posti di lavoro, un mercato nuovo che si apre, risparmio di tempo e denaro per le forze dell’ordine che potrebbero concentrarsi su cose ben più gravi, un prodotto più pulito e senza uso di sostanze nocive, ecoplastica, ecocarburante, pulizia dei terreni inquinati dai metalli pesanti, bioedilizia, sottrazione di CO2 dall’aria (vuol dire aria più pulita) e c’è ne sono molte altre, non pensate che la cannabis sia solo canne..
    Son tutte cose a cui l’Italia intera dovrebbe pensare, ma fin quando la disinformazione è padrona poco può cambiare
    IO NON CI STO #MEGLIOLEGALE