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Gio, Arianna e Gian: i tre
'controvento' del comitato
per il No al Palazzetto

Se anche tu guardando quel campo incolto vedi un parco alberato allora unisciti a noi perché sei più responsabile di altri. Non puntiamo alla vittoria, abbiamo già vinto

CASALMAGGIORE – Giovanna Anversa, Arianna Novelli e Gian Carlo Simoni. Sono stati loro tre – insieme all’ex consigliere comunale Andrea Visioli – a partire con la contestazione del Palazzetto dello sport che sorgerà tra la struttura della scuola Marconi e l’argine maestro, in quello che è il terzo lotto della scuola e nel quale era prevista la realizzazione di una ‘struttura leggera’ ad uso scolastico.

La raccolta firme, avviata da tre giorni, ha già catturato circa 400 autografi e proseguirà anche nelle prossime settimane. Oltre alla petizione aperta su change.org c’è la raccolta cartacea al Caffé Centrale di piazza Garibaldi, presso la Cartotecnica Negri Feudatari di via Guerrazzi, presso Portobello Nonsoloedicola di via Favagrossa e presso la Tabaccheria Buzzi di Piazza Garibaldi. Altri contatti sono in corso per altri punti di raccolta e altre iniziative sono in via di realizzazione.

Ieri Giovanna Anversa ci ha fatto arrivare le sue motivazioni sul perché di questa battaglia che stanno portando avanti. L’ha scritta – da amante del teatro ed essa stessa impegnata nella recitazione – alla sua maniera. L’ha intitolata Io, lei e lui. L’io è il suo, lei è Arianna Novelli e lui Giancarlo Simoni.

IO – 3 SETTEMBRE 2020 apro Ogliopo News e leggo: ‘Palazzetto dello Sport a Casalmaggiore. Ulteriore passo avanti’. Già il titolo mi turba e mi perturba, ingollo il caffè infiammando il gargarozzo e leggo l’articolo. Mano a mano che scorro le finalità i bulbi oculari si spalancano e…. GASP !! CRUNCH COUGH COUGH …. Mi va di traverso la fetta biscottata e appena riprendo a respirare normalmente eccola che arriva GRUNT, una leggera imprecazione. Giornata partita male e MUMBLE MUMBLE ora che si fa? EUREKA Mando l’articolo via whatsapp a LUI

LUI – E’ GIUSTO CHE AFFONDIAMO!!!!!
Esordio che lascia percepire un filino di contrarietà, proprio appena appena. Ma lui lo conosco, scatena subito la questione sui social, e in punta di fioretto… ZAC, punge i favorevoli con parole che non vanno per il sottile tanto da farsi dire, as usual, che è arrogante, indisponente, maleducato, irritante BLA BLA BLA, ebbene lui da il via alla bagarre e… CIACK, si gira.

LEI – la dolcezza e la pacatezza che la contraddistinguono perdono qualche punto percentuale quando GULP, esterefatta mi dice: ma hai letto ?????? Ma ti rendi conto che se LUI non tirava fuori la questione ci saremmo trovati la cosa fatta mentre è in cantiere da anni? Mi spiace ma io sono contraria, e appoggerò LUI se deciderà di dar battaglia, non è accettabile, non si può stare a guardare, si deve fare qualcosa. Spero solo che la politica questa volta sappia mettersi via le opinioni su di LUI, le vecchie diatribe e che SNORT, sappia guardare la luna e non il dito che la indica. Stiamo perdendo tempo e intanto gli ingranaggi girano GRRRRRRR, mi monta dentro l’inferno al sol pensiero.

IO, LUI e LEI siamo AHIME ben consapevoli che ormai il dado è tratto ma non possiamo stare fermi, quindi ROARRRR FLASH, BOOM, arrivano le idee, LUI ne ha parecchie, oltre ad una buona dose di competenze e IO e LEI…. CLPA CLAP, decidiamo di collaborare. LUI è foresto, non è dei nostri, ma ama Casalmaggiore più degli oriundi checché ne dica o ne pensi il popolo… TIE’. Nel frattempo tanti altri LUI e LEI si accodano al NO e si esprimono con grandi contenuti sui social! Così contattiamo un grande della satira, Mr. Nädra dal Giög che ci mette le prime vignette e ci aiuta nella grafica destinata alla ‘propaganda’. SBAM, via alla raccolta firme, sia online che in alcuni punti vendita; i LUI e le LEI si sono moltiplicati e le iniziative per ‘arginare il nostro argine’ dalla folle cementificazione sono work in progress. Ci siamo dotati di un always moving caravan virtuale, per salire non occorre chiedere il permesso.

Perché contro? Non è così difficile, e sembra assurdo dover richiamare la bellezza del luogo per far capire che un palazzetto messo lì è una follia. Mi sembra impossibile che quell’angolo, al solo pensiero, non scateni una violenta sindrome di Stendhal, sconcertante che si debbano mostrare foto per richiamare l’attenzione a una bellezza che di per sé dovrebbe essere acquisita nel cuore di ogni magiurèn e difesa coi denti e con la spada. Oggi tante città dell’Europa stanno ripristinando il verde, stanno isolando il traffico, stanno tentando di riportare a misura d’uomo le wall – box – cities per convertirle in green – open – cities. Noi che abbiamo il privilegio di avere spazi verdi di immensa bellezza o non ce ne prendiamo cura o li distruggiamo. Casalmaggiore ha già fin troppe ferite non si può infliggergliene un’altra di tale portata. Ecco dove stiamo IO, LUI, LEI e i tanti che son saliti sul carro, stiamo dalla parte di chi difende il patrimonio e la bellezza che appartengono a tutti non solo a chi ci vede interessi, lustro, ambizione e chissà cosa cavolo d’altro! E’ importante lo sport nella vita delle persone, credevo che chi lo pratica, chi lo insegna e chi lo ama avesse una idea più green degli spazi comuni.

IO, LUI, LEI e la carovana dei contrari, non abbiamo soluzioni, perché non stiamo pensando alle alternative, ora ci interessa solo fermare la colata di cemento, questa è la priorità, le alternative poi si troveranno è sufficiente volerlo

‘Qui tacet consentire videtur’ – Mi sono sempre piaciute le cause perse. Quelle dove ti trovi in tre a protestare contro il muro di gomma di qualche potente che ignora e della massa dormiente. Al limite anche da solo, perché la causa è giusta indipendentemente dal fatto che qualcuno la condivida con te. Perchè non ne puoi fare a meno, è più forte di te. Non sopporti l’ingiustizia, l’ignoranza e dove in fondo non c’è ricompensa e poco speranza di riuscita, lì ti vai ad infilare con gioia, perché è li che devi stare. Perché la tua coscienza sa che chi tace acconsente. E chi, guardando qualche pianta spelacchiata e un terreno incolto, vede un parco alberato, ha più responsabilità di altri nell’opporsi a chi, di quel campo, vuole farne asfalto e cemento. Se anche tu guardando quel campo incolto vedi un parco alberato allora unisciti a noi perché sei più responsabile di altri. Non puntiamo alla vittoria, abbiamo già vinto“.

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