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Annamaria Piccinelli, no
al Palazzetto a fianco della
scuola, e CNC si spacca

Mi chiedo se il sindaco ha valutato altre possibilità o ha solo preso un progetto già fatto da altri per realizzarlo. Lo invito a riflettere: potrebbe essere il sindaco non solo del Palazzetto, ma della cittadella dello sport

CASALMAGGIORE – Casalmaggiore la Nostra Casa si è spaccata. Partiamo da qui per raccontare di una conferenza stampa con una sola protagonista, Annamaria Piccinelli, che dai giorni scorsi non fa più parte del gruppo d’opposizione guidato dall’ex candidato sindaco Fabrizio Vappina.

L’INSANABILE ROTTURA

Le divergenze si sono concretizzate sulla questione del Palazzetto dello Sport. Una decisione che ha diviso il gruppo più numeroso d’opposizione casalasco tra le due anime, una legata alla sinistra ‘sociale’ e a posizioni più ‘centriste’ che non se l’è sentita di abbandonare la vecchia idea cara all’ultimo sindaco che la sinistra cittadina abbia espresso (Fabrizio Vappina, Pierluigi Pasotto, Mario Daina e Valentina Mozzi) e l’altra sinistra più legata all’ambientalismo e poco incline ai compromessi, soprattutto in questa fase storica (Annamaria Piccinelli fu peraltro all’interno del primo nucleo storico dei Verdi Casalaschi).

Inutili tutti i tentativi di mediazione di questi giorni: sulla questione del palazzetto tra le due ‘anime’ si era creata una frattura insanabile. I quattro reduci di CNC restano comunque favorevoli alla costruzione di una struttura (il cui unico progetto al momento visionabile è quello elaborato sotto l’amministrazione di Claudio Silla) nel luogo scelto dallo stesso ex sindaco a completamento della struttura scolastica, mentre Annamaria Piccinelli si è dichiarata favorevole ad un eventuale palazzetto ma non in quel luogo da riconvertirsi a parco.

Ora la Consigliera farà gruppo a se in Consiglio Comunale ed i gruppi di opposizione – inizialmente, subito dopo le elezioni, ce ne doveva essere uno unico, CNC e Listone – ora sono tre, con tre diverse anime: CNC, Listone e Piccinelli.

PALAZZETTO DELLO SPORT

Giovedì sera Annamaria Piccinelli ha espresso la propria posizione in conferenza stampa: “Il palazzetto? Non va bene lì dove è stato pensato – ha esordito la ex consigliera di CNC – ma serve comunque. Lo sport ha bisogno di spazi e lo sport non è un fatto superfluo, anzi è una grande risorsa sociale. Lo sport ha bisogno di spazi non solo per andare avanti, ma anche per crescere e visti i numeri di iscritti e di famiglie coinvolte è un legittima ambizione anche per Casalmaggiore. Il progetto di Silla ha saputo intercettare già sette anni fa questi bisogni”.

Rispetto a sette anni fa sono cambiati i tempi: “Il luogo ha sollevato molte contrarietà, anche tra chi è favorevole ad una struttura per lo sport. Quello scelto per costruirci la struttura è divenuto col tempo un luogo del cuore. Forse sette anni fa non lo era così tanto. Nel frattempo però era stato chiuso l’argine, rendendo la strada e la sua prossimità palestra a cielo aperto frequentata da centinaia di persone tutti i giorni che lo hanno fatto il luogo del loro tempo libero”.

Anche la gente è diversa. “E’ cresciuta – ha proseguito Annamaria Piccinelli – una cultura paesaggistica, del luogo bello che fa star bene e ambientale legata alle continue info sui cambiamenti climatici. C’è più consapevolezza, una cultura e una sensibilità completamente nuove e vanno tenute in considerazione. E lì di costruito ce n’è già fin troppo”.

E’ una questione di sicurezza legato alla scuola: “Si ha anche la consapevolezza che quello è un luogo scolastico di bimbi delle elementari e quello scolastico è un mondo specifico che ha bisogno di tutela e sicurezza, di una edilizia specifica, appropriata che infatti è normata da una legge apposta sulla edilizia scolastica che detta precise regole sulle palestra scolastiche. La scuola ha bisogno di spazi specifici e quella grande area verde a fianco potrebbe davvero diventare uno spazio in più a disposizione dei bambini. Poi ci sono problemi di natura tecnica mai risolti: il locale destinato inizialmente alla caldaia della scuola e ricavato sotto al livello del suolo è perennemente allagato. E’ stata messa anche una pompa ma inutilmente e tutto quanto conteneva, a un certo punto è stato disattivato e spostato. Quella è zona di fontanazzi che sono stati progressivamente chiusi e quindi si sfogano più verso Santa Maria. Ma ancora oggi anche in giornate di sole, ci sono punti nell’area destinata al palazzetto in cui il terreno è morbidissimo e i piedi tendono a sprofondarsi”.

“Per tutte queste ragioni molte persone hanno espresso la propria contrarietà a quella collocazione. E queste persone, rispondo ad una frase del sindaco di qualche giorno fa che le accusava di non rappresentare nessuno, non hanno proprio bisogno di rappresentare nessuno perché sono loro stesse titolari di sovranità e come tali chiedono di essere rappresentati da chi la esercita. Dunque questi titolari di sovranità non solo si stanno ribellando, ma anche tentano di pensare a delle alternative. Ne hanno provate a lanciare alcune, ma ce ne possono essere pure altre. Si è parlato ad esempio dell’area Roserpa, dell’area ex Sereni, e qualcuno ha pure lanciato l’ipotesi del macello. Ma c’è un’idea altrettanto interessante, secondo me.

E’ quella di riorganizzare completamente la vasta area Baslenga in cui si è intervenuti negli anni in singoli impianti, ma senza mai prendere in mano l’area in una visione organica di insieme. Vista dall’alto è enorme e ci sono campi da calcio un po’ qua un po’ là, uno completamente storto e tanti ritagli di spazi vuoti. Quest’area è tutta vincolata a servizi sportivi quindi le aree private che ancora vi insistono, sono vincolate a non costruire. Esiste già un progetto di parcheggio e di strada che va verso la vicina provinciale. Certo non è l’ideale come ripristinare un’area dismessa, che è il progetto che più mi piacerebbe vedere realizzato, ma si creerebbe una Cittadella dello Sport organica.

Dietro al tiro a segno peraltro c’è un vasto terreno in cui il palazzetto potrebbe starci.

Mi chiedo se il sindaco ha valutato altre possibilità o ha solo preso un progetto già fatto da altri per realizzarlo. Lo invito a riflettere: potrebbe essere il sindaco non solo del Palazzetto, ma della cittadella dello sport. Potrebbe essere il sindaco che non spacca in due la comunità, ma coniuga sport e paesaggio”.

Nazzareno Condina

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