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Salgono a 5 i pazienti ricoverati
in terapia intensiva a Cremona
I degenti arrivano anche da fuori

Il consigliere dem Piloni evidenzia: “Questa nuova ondata non è paragonabile con la prima. Adesso si fanno migliaia di tamponi al giorno e i dispositivi di protezione si riescono a recuperare. Ma proprio per questo vanno potenziate le attività di prevenzione sul territorio e rafforzati gli ospedali".

Sono saliti a 5 i pazienti ricoverati in terapia intensiva all’ospedale Maggiore di Cremona. Nell’arco di 24 ore, dunque, sono più che raddoppiati considerando che ieri erano 2 i degenti nel reparto cremonese. Gli ospedali del territorio si stanno tornando a riempire dunque, anche alla luce della nuova circolare emanata dalla Direzione Generale Welfare regionale che autorizzerà i ricoveri dei pazienti positivi anche in presidi ospedalieri che non sono stati indicati come HUB Covid, come è attualmente Cremona, purché dotati di un reparto di Pneumologia. Come sottolineato in giornata dal sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e come ribadito anche dal consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni, infatti, agli ospedali di Cremona e Crema stanno arrivando pazienti Covid dai territori più colpiti da questa seconda ondata, in particolare Milano.

“Il nostro territorio – dice Piloni – è stato il più colpito dalla prima ondata e l’attività sanitaria ordinaria (visite, esami, screening) non è mai ripartita davvero. E’ necessario conoscere la programmazione di Regione Lombardia per mettere in condizione i nostri ospedali di consentire la continuità e la ripresa dell’attività ordinaria, a partire dal personale. Insieme al potenziamento delle attività di tracciamento e delle unità di assistenza domiciliare (le cosiddette Usca, che devono funzionare anche nel week-end!). E sapere da Regione come intende costruire quella collaborazione tra strutture pubbliche e private che la scorsa primavera non c’è stata”.
Il consigliere dem quindi conclude: “Questa nuova ondata non è paragonabile con la prima. Adesso si fanno migliaia di tamponi al giorno e i dispositivi di protezione si riescono a recuperare. Ma proprio per questo vanno potenziate le attività di prevenzione sul territorio e rafforzati gli ospedali. Non è tempo di guardare al portafoglio. La sanità è e deve essere un investimento. Le risorse del Mes possono dare una mano”.
redazione@oglioponews.it

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